Anna Castiglia, la paura è cool (e vince il Tenco): «Sono una secchiona, ma la lode me la merito»

Album «La paura in tasca» fuori venerdì 25 settembre, Targa Tenco 2025 già in tasca. Anna Castiglia, 27enne, ha fatto esattamente l’inverso di tutti: ha messo in mostra le fragilità. «Vivo perché è da tanto che scrivo/ senza cercare una risposta/ ma solo domande in tasca»: ecco il manifesto.

Le paure? «Primordiali, grandezza e durata di un accendino». Scrive perché ha paura, rivendica il valore positivo: non debolezze, ma motore. Dante incontra le fiere, lei le accoglie.

Ironia tagliente nel disco con Valerio Lundini e i Selton. «Dopo il teatro nel tour precedente e il tip tap imparato a Torino, volevo portarlo qui». Dal vivo a novembre nei club: niente repliche, niente sequenze, canzoni mai uscite e regali per i compleanni.

Parità di genere? Ha le idee chiare: «Non amo dire “faccio musica da donna”, ma quote e dibattiti servono a normalizzare». Stanca dei talk sulla donna emancipata: «Siamo un brand, un logo e pensiamo di sapere tutto. Non è così». In «Scema» attacca il giudizio estetico.

Opinioni? «Chi dice “pensa solo a cantare” non sa cosa perde». 200 matrimoni all’attivo per tutte le cause sposate.

E Sanremo? «Sminuirei entrambe le paure: restare fuori o entrare in un contenitore lontano. Sono giovane, secondo disco, c’è tempo. Ma alle giuste condizioni non avrei paura».

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