La grafia di Stanlio e Ollio, Due indimenticabili pasticcioni

Il carattere e la grafia di Stanlio e Ollio

Stanlio & Ollio sono i personaggi che hanno accompagnato la nostra più o meno spensierata infanzia televisiva, quando ci veniva concesso di poter accendere la tv.

Insieme sono stati la più formidabile e riuscita coppia comica del cinema della prima metà del Novecento. Diversi in tutto (anche nella scrittura) tranne che per la grande passione per lo spettacolo, che li ha da sempre accomunati.

Il carattere e la grafia di Stanlio e Ollio
Il carattere e la grafia di Stanlio e Ollio

Stan Laurel, Stanlio (1890-1965) magro, con i capelli a spazzola e il cravattino a farfalla e una mente pensante;

Oliver Hardy, Ollio (1892-1957) decisamente in sovrappeso, con baffetti neri e cravatta corta, dalla salute cagionevole.

Uno apparentemente più goffo e imbranato (Stanlio), l’altro fintamente più sicuro e autoritario, ma ugualmente pasticcione (Ollio).

Nati ai lati estremi dell’Oceano Atlantico, uno in Inghilterra e l’altro negli Stati Uniti, e incontratisi per caso sul palcoscenico, hanno dato vita a un incastro perfetto, diventando un inimitabile esempio di comicità, amatissimo ancora oggi dal pubblico.

Due storie parallele durate 70 anni con una vita privata a dir poco movimentata e purtroppo non sempre serena: basti dire che Oliver si sposò tre volte e Stan otto.

Quest’ultimo riuscì a risposare per ben tre volte la stessa donna. L’accoppiata del burbero e dell’ingenuo, apparentemente opposti ma spesso uguali nella sconfitta, ovvero nel loro essere degli outsider della società, rimane nei nostri cuori.

Ancora oggi guardando i loro film riusciamo a dimenticare la nostra società sempre più “malata” e a ritornare per un po’ come loro: bambini puri, sereni, ingenui e pasticcioni.

Le grafie di Stanlio e Ollio

Le grafie di Stanlio e Ollio
Le grafie di Stanlio e Ollio

Potremmo iniziare con questa affermazione: “il cane assomiglia al padrone come la grafia assomiglia allo scrivente”. Un detto decisamente appropriato nel caso in questione.

La grafia di Stan Laurel (Stanlio)

La grafia di Stan Laurel (Stanlio)
La grafia di Stan Laurel (Stanlio)

Il gesto grafico di Stan Laurel (Stanlio) privilegia l’asse verticale, una forma più alta che larga, mentre quello di Oliver Hardy (Ollio) risulta marcatamente allargato, adagiato, espanso sul rigo. Esattamente come le loro corporature: una secca e smilza, quella di Stanlio, mentre l’altra abbondante e rotonda, quella di Ollio.

Questi aspetti sono ancora più evidenti se osserviamo le loro firme.

Analizzando meglio le loro grafie e le relative corrispondenze caratteriali, scopriamo come quella di Stanlio, minuta, vivace, chiara, ordinata, con personalizzazioni e qualche intrico tra righe causato da più marcati allunghi inferiori, ci parla di un uomo dall’intelligenza vivace, capace di osservare e cogliere al volo gli aspetti fondamentali della realtà circostante e di utilizzarli con creatività, semplicità e modestia nella quotidianità sia artistica che privata.

Un uomo libero nelle idee ma coerente e disciplinato nella professione (si dice che nel duo comico fosse lui la mente pensante). Il suo punto debole è stata certamente la parte istintiva (allunghi inferiori prolungati e a volte gonfi) che, sfuggendo al controllo della ragione, lo ha portato ad essere preda delle passioni e delle pulsioni, come ci conferma anche la sua intensa, travagliata e movimentata vita sentimentale.

La grafia di Oliver Hardy (Ollio)

La grafia di Oliver Hardy (Ollio)

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Il gesto grafico di Oliver Hardy (Ollio) come abbiamo visto, invece è evidentemente allargato/sdraiato sul rigo e rivela un carattere decisamente spontaneo e socievole, ma tendenzialmente calmo, pigro e influenzabile con qualche punta di presunzione e di egocentrismo (maiuscole grandi e qualche “svolazzo”).

Traspare, come nelle sue interpretazioni, un’innata fantasia, un’ingenua immaginazione e gioia di vivere (gesto ampio, “rigonfiamenti” presenti sia in zona superiore che inferiore), che possono a volte risultare anche prive di difesa e di controllo in un abbandono quasi voluttuoso e a volte superficiale alla quotidianità e all’affettività.

Una differenza caratteriale che li ha spesso fortificati; la puntigliosità e l’impulsività di Laurel, noto per la sua complicata personalità, era compensata dall’atteggiamento maggiormente conciliante e diplomatico di Hardy.

Un’amicizia la loro che è durata nel tempo e non si è mai interrotta. Pensare a Laurel senza Hardy e viceversa pare quasi una forzatura. Stan Laurel, dopo la morte di Oliver Hardy avvenuta nel 1957 all’età di 65 anni, scrisse altri soggetti ma non recitò mai più, perché senza Babe (Ollio), tutto era finito. Senza Ollio era morto anche Stanlio.

Foto Stanlio e Ollio da Wikipedia, foto della grafia Barbara Taglioni. Elaborazione CaffèBookk.it

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