Che tu possa vivere sino a quando non ti costruiranno la bara con un tronco d’uva spina!

Questo fu l’augurio che un giovanotto delle Isole Aran fece al drammaturgo John Millington Synge nell’imminenza del suo ritorno a Dublino e che il lettore può scorgere tra le pagine del celebre e splendido volumetto di questo autore intitolato The Aran Islands.

È un auspicio delicato e curioso, che la dice lunga sulla fantasia irlandese perché l’uva spina non è certo pianta dal fusto rigoglioso! Cresce anzi lentamente, con fatica, soprattutto su quella costa dell’Ovest che s’affaccia sull’Oceano.

Anche di frutti è avara, donando rare gemme dalla trasparenza zuccherina, pallidamente dorata, e dai riflessi di porpora. In Irlanda, come anche in Bretagna e in Gran Bretagna, essi vengono cotti quando sono ancora acerbi insieme con il pesce, al posto dei capperi, in un abbinamento da veri buongustai. Ed è per questo motivo che in Francia è anche conosciuta con il termine popolare di Ribes da sgombri

Uva spina Ribes uva-crispa L.

Uva spina Ribes uva-crispa L.
Uva spina Ribes uva-crispa L.

Appartiene alla famiglia delle Sassifragacee, come tutti gli altri Ribes. La specie spontanea, il cui habitat è costituito da pietraie, boschi e siepi di gran parte dell’Europa, sino ai 1800 metri di altitudine, prende il nome latino di Ribes uva-crispa L. La specie coltivata, invece, dai frutti più grandi, è conosciuta come Ribes grossularia L.

Si tratta di un arbusto che può superare il metro d’altezza e che presenta spine robuste su ogni nodo della ramificazione e foglie riunite in mazzolini che pendono da rami brevi, posizionati all’ascella delle spine.

I fiori, che compaiono tra aprile e maggio, sono verdi, striati leggermente di rosso. Verdi sono anche le ghiotte bacche, con trasparenze che variano dall’oro al porporino.

Sotto la buccia resistente, la polpa è assai acquosa (il contenuto di acqua supera il 90%), profumata e zuccherina. È ricca di pectina e di mucillagini, che ne fanno un efficace lassativo.

Principi attivi Uva spina Ribes uva-crispa L.

Principi attivi Uva spina Ribes uva-crispa L.
Principi attivi Uva spina Ribes uva-crispa L.

Gli altri principi attivi contenuti nella bacca sono gli acidi malico e citrico, il saccarosio e le sostanze coloranti, principi attivi da cui derivano le proprietà rinfrescanti del frutto, che giova anche come decongestionante del fegato e per il sistema circolatorio in genere.
Le bacche si possono consumare fresche, quando è stagione. Mature, se si riesce a raccoglierne una quantità sufficiente, servono per preparare una deliziosa gelatina. Ne volete la ricetta?

Una gelatina e un budino con le Bacche

Una gelatina e un budino con le Bacche
Una gelatina e un budino con le Bacche

Ebbene, procuratevi un bel panierino d’uva spina.

Mondate i frutti e metteteli in una pentola, coprendoli d’acqua. Fate bollire rimestando di tanto in tanto. Quando l’uva spina si sarà completamente ammorbidita, filtrate il liquido di cottura attraverso una garza.

Non spremetelo dai frutti, per velocizzare l’operazione, altrimenti la gelatina avrà in seguito un aspetto torbido! Pesatelo e aggiungete lo zucchero di canna rispettando queste proporzioni: ne occorrerà un chilogrammo per ogni mezzo chilo di sugo.

Trasferite il composto nella pentola e riprendete la cottura. Lasciate bollire a fiamma moderata, mescolando affinché la gelatina non attacchi. Quando vi accorgete che comincia a coagulare, toglietela dal fuoco.

Versatela ancora calda nei barattoli puliti ma non chiudeteli prima che si sia raffreddata. Tappate ermeticamente e mettete ciascun vaso a sterilizzare per una ventina di minuti. Riponete in dispensa o in una cantina ben aerata.

Gradite ancora un consiglio? Non buttate via i frutti che avete cotto per la gelatina.

Potete infatti impiegarli nell’elaborazione di un goloso budino.

Come? Schiacciateli nel passaverdura, ricavando una purea. Al suo peso, addizionate il medesimo quantitativo di zucchero. Mettetela a cuocere in un tegame di coccio dalle pareti smaltate, girando di continuo con il cucchiaio di legno per impedire che bruci.

Il budino sarà pronto quando formerà una massa così compatta che basterà spostarla con il cucchiaio perché si muova tutta insieme, permettendo di vedere il fondo del tegame.

A questo punto potrete gustare il budino, che avrete lasciato raffreddare, oppure conservarlo come se fosse una marmellata molto densa, naturalmente dopo averla invasata e dopo la debita sterilizzazione.

Leggi anche: L’iris, l’antica Fleur de Lys.

Foto John Haslam, Wikipedia: fiore e frutto.

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