Varian Fry era un giovane giornalista quando il 22 giugno 1940 Francia e Germania firmarono l’armistizio che poneva fine alle ostilità nel quadro della seconda guerra mondiale.

L’articolo 19 del trattato recitava come segue:

“Il governo francese è obbligato alla consegna su richiesta di qualsiasi cittadino designato dal governo del Terzo Reich”.

Questo punto provocò l’indignazione di gran parte dell’opinione pubblica americana, che non poteva credere che la Repubblica avesse voltato le spalle alla cultura e ai diritti umani.

Tre giorni dopo la firma gli American Friends of German Freedom organizzarono una colazione al Commodore Hotel di New York per raccogliere i fondi necessari per aiutare i rifugiati europei.

La voce di un giovane giornalista prevalse sul resto dei presenti.

Era Varian Fry (New York, 15 ottobre 1907 – Redding, 13 settembre 1967), già studente di Harvard e laureato in giornalismo alla Columbia.

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Varian Fry

Il giovane giornalista era stato, nel 1935, un po’ di tempo a vivere in Germania.

Durante il suo soggiorno a Berlino aveva avuto modo di vedere il crescente odio tedesco nei confronti degli ebrei, quello che sarebbe poi stato conosciuto come Shoah.

Da allora, sapeva di non poter stare in disparte.

Quella mattina, prima di dozzine di suoi compatrioti, Varian Fry si offrì di andare in Francia e stabilirsi lì, come collegamento e fornire aiuto sul posto.

Il 13 agosto 1940, il giornalista americano arrivò a Marsiglia, con tremila dollari in contanti e un primo elenco di circa duecento persone che avrebbe dovuto assistere nella sua fuga dal regime nazista.

Fry rimase nella città francese per poco più di un anno, durante il quale aiutò ad espatriare quasi duemila intellettuali europei.

Un’esperienza che avrebbe poi descritto e pubblicato nel 1945 con il titolo di Surrender on Demand (in Italia con il titolo di Consegna su richiesta, in riferimento al famigerato articolo sull’armistizio).

La lista di Varian Fry

L’Emergency Rescue Committee, guidato da Fry a Marsiglia, ha permesso la sopravvivenza di molti artisti e intellettuali come di altre persone per la loro origine ebraica o per attività contro il nazismo.

Jacqueline Breton, André Masson, André Breton e Varian Fry
Jacqueline Breton, André Masson, André Breton e Varian Fry

Tra i nomi più noti:

Marc Chagall, André Breton, Remedios Varo, Hannah Arendt, Heinrich Mann, Marcel Duchamp,

Alma Mahler, Franz Werfel, Arthur Koestler, Jean Malaquais, Victor Serge, Anna Shegers, Claude Lévi-Strauss o Wilfredo Lam.

Una lista che giungerà ad essere di più di 2000 persone nei 13 mesi di permanenza di Varian Fry in Francia.

Tutti avevano messo il loro destino nelle mani di un uomo che, come ha poi ammise lui stesso, “non aveva mai avuto alcuna esperienza di clandestinità”.

Varian Fry non ha mai saputo perché l’avesse fatto.

In una sua dichiarazione disse che gli sembrava qualcosa di simile al dovere dei soldati che portano i feriti dal campo di battaglia in salvo, anche a rischio della propria vive.

In Francia, Varian Fry poteva contare su alcune donazioni private e sul sacrificio personale di molti collaboratori, ma non sul governo degli Stati Uniti, sempre un po’ ambiguo.

Varian Fry, aneddoti di fuga dal nazismo

Marsiglia Varian Fry,
Varian Fry in Francia

I primi rifugiati si presentarono allo Splendide due giorni dopo che Varian Fry si era registrato nell’hotel di Marsiglia.

Tra questi, il matrimonio formato dallo scrittore ceco Franz Werfel e la compositrice Alma Mahler.

Varian Fry riuscì a far espatriare la coppia attraversò il confine nei Pirenei.

Insieme a loro c’era anche Heinrich Mann (fratello di Thomas) con la moglie

Werfel portava con sé il manoscritto ancora incompiuto di Il canto di Bernadette (Das Lied von Bernadette anche edito come Bernadette) scritto per compiere un voto fatto nel 1940 quando si era rifugiato a Lourdes.

Per ottenere le documentazioni false Varian Fry si rivolgeva a Vladimir Vochoc, un diplomatico della “vecchia scuola” che “procurava un passaporto ceco a tutti gli antinazisti che ricorrevano a lui”.

Ma alcune falsificazioni erano opera anche di Bill Freier un fumettista viennese di origine ebraica che trasformava le carte d’identità comprate dai tabaccai in autentiche imitando il sigillo della prefettura.

Molti dei perseguitati non scapparono per nave dal porto di Marsiglia ma a piedi attraverso i Pirenei del confine franco-spagnolo.

In quella zona la coraggiosa Lisa Fittko (nata come Elizabeth Eckstein) con Hans Fittko, l’uomo che avrebbe poi sposato avevano preparato l’F-Route.

Lisa e Hans riuscirono a far attraversare la frontiera a centinaia di esuli, tra questi anche lo sfortunato Walter Benjamin che riuscì ad arrivare solo a Portbou, dove, sentendosi senza via di fuga, si suicidò.

Varian Fry, il ritorno negli Stati Uniti

Alla fine, però, il giornalista divenne sospetto per il regime di Vichy e dovette lasciare la Francia.

Varian Fry scrisse nella presentazione del suo libro, pubblicato dopo la fine della guerra, che era partito pensando di restare solo un mese o poco più, ma che era restato più a lungo pensando che quel lavoro doveva essere svolto da qualcuno.

Nella sua stessa presentazione traspare che fra ciò che gli rimase di quella esperienza di più intenso, è l’amarezza, o forse la disperazione, per quelli che non riuscì a salvare dalla persecuzione nazista.

Varian Fry è stato il primo cittadino statunitense ad essere inserito nella lista dei Giusti tra le nazioni.

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