George Michael per anni, non c’è dubbio, ha condotto un vita disordinata con vari scandali, ma a riscattarlo è stata sempre la musica alla quale ha dato così tanto dai lontani anni Ottanta.

Anche oggi, molte persone ancora considerano il cantante pop una bella faccia con un repertorio di canzoni orecchiabili o da ballare in discoteca spensieratamente (come se questo sia, necessariamente, qualcosa di sbagliato) e magari tralasciano quei pezzi del suo repertorio che difficilmente saranno dimenticati.

Però George Michael (Georgios Kyriacos Panayiotou Londra, 25 giugno 1963 – Goring-on-Thames, 25 dicembre 2016) è stata una delle voci più prodigiose della musica popolare con un incredibilmente ampio registro vocale in grado di muoversi dai bassi al falsetto con sorprendente naturalezza.

George Michael e Somebody to Love dei Queen

Era un vocalist eccezionale. E questo potrebbero dirlo anche i membri dei Queen che rimasero a bocca aperta difronte alla bellissima e coraggiosa interpretazione di Somebody to Love.

Somebody to Love dei Queen non è un pezzo facile se non per altro perché porta direttamente allo stesso Freddie Mercury e al confronto con le sue memorabili interpretazioni.

Il 20 aprile 1992 ad appena ventinove anni suonati (brillantemente) a Wembley per il sontuoso tributo al grande showman voce dei Queen, l’ex autore e cantante dei Wham! dimostrò che non era il prodotto prefabbricato di un’etichetta discografica, ma un grandissimo interprete.

In seguito George Michael avrebbe detto come questo concerto fosse stato il momento più esaltante della sua carriera. Il concerto che in molti avrebbero ricordato proprio per Somebody to Love dei Queen e George Michael.

George Michael dietro a quella voce c’era molto di più

Lui era l’autore (parole e musica) di praticamente tutte le sue canzoni (contando anche quelle dei Wham !, vedere Last Christmas, ad esempio) e in tutti i suoi album produce, arrangia tutte le canzoni e suona la maggior parte degli strumenti.

E, come se questo non bastasse, aveva ancora il tempo per dirigere alcuni dei suoi video ipnotici ed elaborati.

George Michael fu una delle stelle più luminose del firmamento musicale pop, in un momento in cui la competizione non era precisamente facile: Michael Jackson, Madonna, Prince…

George Michael non seppe, tuttavia, vivere il suo tempo artistico e sentimentale con un equilibrio vitale che gli avrebbe portato la pace.

La sua dipendenza dalla marijuana (in una delle sue ultime interviste ammise di aver ridotto il consumo, non che vi avrebbe rinunciato) e altre droghe più forti, anche se insisteva sul fatto che le consumasse sporadicamente, lo portarono a subire un arresto e alcuni incidenti di traffico.

La stampa britannica amava approfondire i suoi problemi e quelli di salute cominciarono ad essere evidenti.

George Michael riconobbe in quella stessa intervista che era sorpreso di essere sopravvissuto alle sue assurdità.

Aveva assolutamente chiaro come volesse vivere la sua vita, ma non riusciva a dominare il suo lato autodistruttivo, qualcosa in comune con molti altri musicisti pop, Amy Winehouse, ad esempio.

Però guardando il video di Somebody to Love dei Queen e George Michael nel coinvolgente scenario di Wembley viene da pensare quanto altro avrebbe potuto realizzare.

Somebody to Love dei Queen e George Michael testo

test di Somebody to Love dei Queen e George Michael
Somebody to Love dei Queen e George Michael testo

Foto Youtube

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