Di Mary Thomas, la regina nera di Danimarca, non si sa molto, anche se quanto fece fu sufficiente a farne erigere una statua a Copenaghen.

Mary Thomas e insieme ad Agnes Salomon e Mathilda McBean divennero note come “le tre regine” o “le regine del fuoco“.

Tutto si scatenò la mattina del 1 ottobre 1878 quando si poteva vedere il fumo salire proveniente dalle piantagioni, dalle case e e dagli zuccherifici.

Mary Thomas, la regina
Mary Thomas

Sì, il fumo era dappertutto e oscurava il sole nella città di Frederiksted, a St Croix, una colonia danese nelle attuali Isole Vergini americane (Virgin Islands of the United States).

Circa tre decenni prima c’era stata l’abolizione della schiavitù della Danimarca nelle sue colonie e quel giorno era il cosiddetto “giorno trimestrale“, l’unica volta nell’anno in cui gli schiavi liberati potevano negoziare i salari e “scegliere” il loro lavoro tra i campi di canna, i campi di tabacco o la servitù domestica.

Ma in quella occasione, il cosiddetto “giorno della libertà“, quello in cui gli schiavi potevano scegliere quale duro lavoro fare, la rabbia fece prendere in mano gli attrezzi e le torce, e non per lavorare.

Gli ex schiavi si rivoltarono contro il potere della Danimarca in una delle più sconosciute e audaci ribellioni del lavoro che si sarebbero svolte nelle ex colonie europee in America.

Il fuoco si diffuse per giorni, seguiva come un’ombra i saccheggi, le rapine e le ineguali battaglie: oltre cento ribelli persero la vita, mentre tra le truppe coloniali furono registrate solo due vittime.

Nonostante le poche perdite militari è un dato di fatto che questa insurrezione dettata dalla frustrazione di non poter ottenere condizioni di lavoro migliori fu la più grande e sanguinosa nella storia della Danimarca.

Più di cinquanta piantagioni furono bruciate e poi magazzini di zucchero, case, negozi… si racconta metà della città di Frederiksted fosse in fiamme.

Se le conseguenze per i rivoltosi furono terribili non si può dire che non ebbe effetto perché portò a a nuove condizioni di lavoro nelle isole del Caribe.

Decine di ex schiavi rivoltosi furono imprigionati, torturati o deportati, compresi i loro principali capi: le tre donne che si posero al comandato della ribellione e che oggi sono considerate leggendarie antenate delle lotte per i diritti dei lavoratori nelle Isole dei Caraibi.

Mary Thomas, Agnes Salomon e Mathilda McBean le tre regine del fuoco

Mary Thomas: le tre regineMary Thomas, Agnes Salomon e Mathilda McBean sono conosciute lì, a St Croix, come “le tre regine” o le “regine del fuoco” e sono rappresentate, con poco simbolismo, quasi sempre con una torcia in mano.

Mary Thomas era originaria di Antigua dove era nata intorno al 1848.

Quello stesso anno, la corona di Danimarca aveva abolito la schiavitù nei suoi territori, ma, secondo gli storici, le condizioni per gli schiavi non sarebbero cambiate molto fino a diversi decenni dopo.

Mary Thomas arrivò a St. Croix negli anni ’60 del 1800 per lavorare nelle piantagioni e si ritiene abbia avuto tre figli e che sia stata arrestata alcune volte per reati minori.

Mary Thomas e l’inizio delle rivolte

Nel 1878, St Croix attraversava un periodo in cui il maltempo aveva provocato cattivi raccolti, si parla di un alternarsi di uragani e siccità nei Caraibi.

Ma il problema che interessava gli ex schiavi era che né i salari né le condizioni di lavoro erano migliorate in trent’anni.

Una legge approvata nel 1849, un anno dopo l’abolizione della schiavitù, rendeva difficile per gli ex schiavi negoziare salari o condizioni di lavoro nelle campagne qualsiasi tipo di negoziazione con i proprietari delle piantagioni e dei magazzini così in molti pensarono di andarsene dall’isola.

Ma di fronte alla minaccia di rimanere senza manodopera a basso costo, il governo danese impose delle nuove leggi che rendevano molto costoso abbandonare St Croix.

Per molti, l’isola divenne una grande prigione.

Il 1 ottobre 1878, il giorno in cui i lavoratori neri in teoria potevano negoziare i loro stipendi, fu lo stesso giorno in cui la rabbia fece esplodere la rivolta.

Insieme alle tre regine c’era un altro leader: Thomas Graydon, noto anche come Colonnello Peter, e, secondo alcune versioni, c’era anche una quarta regina, Susanna Abramsen, nota come Bottom Belly.

Mary Thomas, Agnes Salomon e Mathilda McBean, fedeli alle antiche tradizioni dell’Africa Occidentale in cui risiedevano le radici di molti lavoratori del Caribe, erano incaricate di eseguire rituali e, certamente, questo le trasformò in quei giorni in vere e proprie leader della rivolta.

Così come in Africa altrettanto in questa isola dei Caraibi le donne carismatiche furono proclamate regine, e come tali “le regine del fuoco” agirono ponendosi al comando dei rivoltosi con delle torce in mano.

I soldati Danesi non tardarono molto a soffocare la ribellione e ad arrestarne i leader.

Dodici ribelli furono condannati a morte e la sentenza fu immediatamente soddisfatta, fra questi lo stesso Thomas Graydon.

Mary Thomas fu anche condannata a morte, ma in seguito la sua condanna fu commutata in ergastolo e portata a Copenaghen nel 1882.

Nel 1887 fu riportata a St Croix, a Christiansted, per scontare il resto della sentenza dove morì nel 1905.

Mary Thomas statua I am Queen MaryI nomi di Mary Thomas, Agnes Salomon e Mathilda McBean sono stati poco conosciuti al di fuori dei territori delle isole fino a poco tempo fa quando una scultura li ha riportati in Danimarca.

L’opera, alta più di sette metri, è intitolata “I am Queen Mary” ed è stata creata da due artiste di discendenza africana, Jeannette Ehlers e La Vaughn Belle.

Rappresenta Mary Thomas con la classica torcia e un attrezzo usato dagli schiavi per tagliare la canna.

È la prima opera d’arte che commemora l’impatto coloniale della Danimarca e “la regina” è la prima donna di donna nera che riceve un tributo in questo paese europeo.

Per le scultrici l’opera è una sfida alla memoria collettiva della Danimarca e una spinta a cambiarla.

Foto Thomas Ault Three Queen, Wikipedia

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