Stanislavskij, la recitazione e la ricerca di un metodo

L’immagine del venerabile “Patriarca del teatro russo“, Konstantin Stanislavskij, può nascondere la natura dell’uomo che fu appassionato, esigente, sfacciato, allegro e, certamente, di un traboccante amore per l’arte.

Era una persona profondamente impegnata in questa professione difficile, dotato di una incrollabile perseveranza e sempre attento a vegliare sui suoi ideali artistici.

Konstantin Stanislavskij
Konstantin Stanislavskij

Stanislavskij aveva una nobile intolleranza verso tutto ciò che tradisce e uccide l’arte. È così che si diventa leggenda?

Di certo non nella faciloneria dei metodi che i più applicano alle proprie ambizioni artistiche. Facile trovare migliaia di confronti che staccano la figura di un simile maestro da tante mediocri belle facce alle quali non ci si deve affezionare troppo, scompariranno presto.

È difficile, invece, presentare l’intera immagine di questo grande uomo che unì in una sola figura quella di brillante attore e regista, scrittore, pensatore e insegnante innovativo.

Dalle tante sfaccettature di Stanislavskij un uomo emerge con il suo carattere: persistente, coerente, realista, testardo, instancabile ricercatore della verità dell’arte teatrale.

Konstantin Stanislavskij (17 gennaio 1863, Mosca – 7 agosto 1938, Mosca) creò il ben noto metodo in un modo molto naturale.

Fu durante la sua formazione di attore che iniziò a osservare e a porsi domande.

Dagli insegnamenti dei suoi insegnanti capì da dove venivano gli impedimenti che lui e i suoi colleghi incontravano nelle prove come attori.

Impiegò tutta la vita per realizzare “il manuale”, come attore e come regista. In esso, in vari libri, espone gli elementi che considera fondamentali: rilassamento, concentrazione, memoria emotiva, unità, obiettivi e super obiettivi.

Un metodo frutto di una vita di ricerca e di pratica.

È significativo come nel tempo questo metodo di indagine, questa proposta di processo di recitazione, abbia influenzato e continui ad applicarsi in così tante scuole in tutto il mondo.

Quando, alla fine del XIX secolo, iniziò con la sua ricerca, non riusciva a immaginare che i suoi risultati avrebbero influenzato così tanto.

Nelle sue stesse parole, dopo anni di ricerche, l’autore dichiarava:

Il mio sistema è il risultato di ricerche fatte per tutta la vita … Ho cercato di trovare un metodo di lavoro per attori che permetta loro di creare l’immagine di un personaggio, respirando la vita all’interno di uno spirito umano, e, attraverso mezzi naturali, lo incarnino sul palcoscenico in una bellissima forma artistica“.

Per Konstantin Stanislavskij non è solo credere che ciò che viene fatto sia reale, ma farlo in modo naturale, con tutto lo “strumento”.

È la base del metodo:

fisico, emotivo e intellettuale, sono il trio di assi, i tre aspetti, che possono guidare l’attore verso la veridicità che è quanto più si deve ricercare nell’interpretazione.

E poi… si lascia che questa verità faccia viaggiare il pubblico.

Konstantin Stanislavskij in teatro 1889Il sistema, o metodo, creato da Stanislavskij differisce radicalmente da tutti i vecchi sistemi teatrali nel fatto di essere strutturato sulla chiarificazione delle cause interne che originano questo o quel risultato e non sul risultato finale.

La gestazione del “metodo” iniziò tra il 1906 e il 1907. Era il risultato di un lavoro instancabile come regista e attore, e fu un continuo rinnovarsi per anni.

Uno dei suoi più grandi desideri era riconciliare la verità interiore dell’arte della recitazione con l’arte scenica e, allo stesso tempo, avvicinarsi alla natura psicologica ed emotiva dell’attore.

Konstantin Stanislavskij deplorava profondamente tutti i tipi di falsità: l’attore non doveva fingere, o imitare il personaggio, ma viverlo, essere il personaggio.

Nel 1913, in occasione del quindicesimo anniversario del Theatre of Art, Stanislavskij scrisse:

Abbiamo cercato, sin dal primo giorno, la verità, la verità dell’uomo, la verità delle emozioni reali

Il Teatro d’Arte di Mosca (Moscow Art Theatre), creato e diretto da Stanislavskij, si recò a New York nel 1923.

I componenti di questa compagnia erano stati formati con il nuovo metodo del regista russo.

Richard Boleslavski e Maria Ouspenskaya attori del Moscow Art Theatre e studenti di Stanislavskij, decisero di rimanere a New York e crearono la scuola di American Laboratory Theatre, dove Lee Strasberg ricevette la prima conoscenza del Metodo Stanislavskij.

Lee Strasberg rimase impressionato dal fatto che tutti gli attori del Laboratory Theatre, sia che dessero il meglio o meno nella loro esecuzione, riuscivano ad essere credibili.

Erano comunque capaci di allontanarsi dai cliché.

Strasberg diresse poi l’Actor’s Studio e fece la Storia del cinema diventando maestro di attori e registi. Dagli Actor’s Studio sarebbero uscite molte “star del cinema” come James Dean, Marilyn Monroe, Paul Newman, Al Pacino, Harvey Keitel, Shirley MacLaine, Eli Wallach, Lauren Bacall, Robert De Niro, Faye Dunaway, Meryl Streep, Steve McQueen, Walter Matthau, Dustin Hoffman, Tomas Milian, Marlon Brando Liza Minnelli, Jack Nicholson, Anthony Perkins e Robin Williams

I risultati dei suoi studi e della sua ricerca furono raccolti in alcuni libri: Il lavoro dell’attore su se stesso, e Il lavoro dell’attore sul personaggio.

Konstantin Stanislavskij sollevava questioni come:

Quella era stata una grande esibizione o c’era una grammatica che poteva anche essere insegnata e appresa”.

Konstantin Stanislavskij 3I punti più complessi sono quelli che si riferiscono all’ispirazione, dal momento che non sono regole o dogmi irremovibili. Erano, piuttosto, un gruppo di variabili che, con la pratica, si poteva imparare a gestire al momento giusto.

Nulla era trascurabile per l’autore nella ricerca del processo, né il fisico né l’emotivo né il mentale ma è chiaro che Stanislavskij desse grande importanza al rilassamento per creare la verità.

È per questo che ha creato un sistema che sarebbe servito come porta alla creatività che ogni artista deve aprire da sé, ovviamente. …

Ma il metodo Stanislavskij non solo è una tecnica che cerca di dominare le leggi naturali della creatività umana, con la capacità di influenzarla e controllarla, già cosa non da poco, è anche quanto spinge la professione dell’attore al movimento continuo, alla ricerca continua.

Ecco perché, da allora, è noto che questa arte, la recitazione, comporta un inizio continuo, come la vita stessa, no?

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