Tempo di saldi, tempo di elezioni... ma ai rifiuti chi pensa

Le elezioni politiche italiane vedono i leader politici lanciare molte promesse tra cui anche tante abolizioni:

la legge Fornero, il canone Rai, le tasse universitarie, il bollo auto, il Jobs Act, i vaccini obbligatori, lo spesometro, lo split payment, il redditometro, infinite leggine e balzelli vari.

Le dichiarazioni si sono rincorse a ritmi talmente frenetici che, su Twitter, è apparso l’hashtag #AbolisciQualcosa con cui si è risposto con ironia ai politici, chiedendo l’abolizione degli spigoli dei mobili, delle porzioni scarse al ristorante, di chi tossisce al cinema o a teatro, dei canditi nel panettone, della pizza con l’ananas e così via: le proposte create dalla fantasia degli italiani sono state tantissime e divertenti.

La campagna politica segue il periodo dei saldi commerciali e, come questi, pare voler attirare l’utente più con “effetti speciali” che per la qualità e il contenuto del prodotto offerto.

Quanti di loro si sono preoccupati di tutelare la salute dei cittadini attraverso promesse di creazione di garanzie giuridiche nella gestione dei rifiuti?

Per la malavita esistono due modi sicuri per far soldi in fretta:

la cocaina e i rifiuti.

Sono molte le azioni di chi abbatte i costi di smaltimento e trasporto dei rifiuti pericolosi, guadagnando denaro senza preoccuparsi di mettere in pericolo la salute di persone e ambiente.

A ottobre 2017 si è conclusa un’operazione, durata un anno, che ha stroncato un traffico illecito di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali industriali e pericolosi tra Ferrara e Macerata.

Il movimento partiva da una società intermedia che aveva l’autorizzazione al recupero di rifiuti pericolosi ma che, spesso, si limitava a cambiare la bolla di accompagnamento con una semplice parola in gergo, “PLIN”, trasformando con colpo di magia il rifiuto in prodotto che usciva dall’edificio con un altro nome.

Chi lo acquistava non sapeva contenesse sostanze pericolose e lo mescolava con altre per la produzione di solventi o affini.

Le indagini sono partite da una segnalazione della procura di Torino a seguito di un rilievo su un impianto di depurazione in provincia di Cuneo: in una miscela che doveva abbattere i nitrati sono state rinvenute sostanze potenzialmente pericolose che non dovevano essere presenti.

Ciò ha fatto scattare l’operazione PLIN, che ha visto impegnati oltre quaranta Carabinieri Forestali della Regione Emilia-Romagna, coordinati dal sostituto procuratore di Bologna.

Questa, come tante altre operazioni, è stata possibile grazie alI’azione dell’ex Corpo Forestale dello Stato, assorbito principalmente dai Carabinieri, nel 2016, con qualche polemica: i Forestali hanno sempre svolto un ruolo importante nell’ambito della tutela della salute del cittadino e dell’ambiente ma si sono ritrovati smembrati dalla Riforma Madia che, in un colpo solo, ne ha cancellato storia, patrimonio e know-how.

Rifiuti e grano sicuroIl 30 aprile 2015, il nucleo investigativo di Reggio Emilia (NIPAF) dell’allora Corpo Forestale si è distinto per un’altra rilevante indagine: l’operazione “grano sicuro”, in cui ha mostrato grande competenza e alta specializzazione nel contrastare le illegalità in materia agroalimentare e di rifiuti.

Più di trenta società di trasporto in conto terzi caricavano il grano in contenitori per lo spostamento transnazionale di rifiuti speciali pericolosi.

Le imprese ottimizzavano l’utilizzo dei camion viaggiando sempre carichi dall’Italia e da nazioni come Germania e Austria, proponendo prezzi concorrenziali che non potevano offrire chi rispettava la normativa che vieta, per ovvie ragioni, di adibire al trasporto rifiuti i camion usati per gli alimenti.

rifiuti pericolosi e amiantoInfatti, lo stesso vano conteneva all’andata rifiuti pericolosi come l’amianto e, al ritorno, grano sfuso che si contaminava con i residui chimici.

Centottanta agenti hanno eseguito controlli presso ventun province, portando al sequestro di oltre mille quintali di grano. Ma chissà quanto cereale, nel frattempo, è stato macinato e utilizzato nei prodotti da forno ed è finito sulle tavole di consumatori ignari.

Il comandante regionale del C.F.S., ora Carabinieri Forestali, Giuseppe Giove, ha affermato di essersi spaventato quando ha visto lo stato del grano a contatto con sostanze come l’amianto, pensando ai terribili effetti che producono sull’organismo umano.

Lo stesso comandante ha spiegato che questo traffico, vietato dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali e dal Regolamento Comunitario, è stato aggirato perché, trattandosi di un trasporto transfrontaliero, mancava dialogo tra i corrispondenti uffici delle nazioni che autorizzavano i viaggi.

Pertanto, i formulari dei singoli viaggi venivano compilati correttamente e risultavano in regola durante i controlli alla dogana:

la comunicazione tra gli uffici avrebbe invece consentito di scoprire l’incompatibilità dei prodotti trasportati all’andata e al ritorno.

Invece di riconoscere il ruolo del C.F.S., rafforzandone gli organici e apprendendo dalle indagini le misure necessarie a correggere e migliorare le normative esistenti, si è deciso di fare spending review intervenendo su un meccanismo il cui funzionamento si era dimostrato valido.

Il processo penale ha termini di prescrizione talmente brevi che, spesso, gli accusati preferiscono un procedimento di questo tipo a uno amministrativo, che si concluderebbe con una sanzione pecuniaria, perché contano sulla lentezza della giustizia italiana per ottenere l’impunità.

Credo che i cittadini preferiscano la tranquillità di poter mangiare cibo sano e non contaminato piuttosto che risparmiare il canone RAI o il bollo auto.

Anche perché, in caso di abolizione di una tassa o di una normativa, non sarebbe la prima volta che, poco dopo, questa ricompare con un nome diverso.

La politica non ha bisogno di imbonitori ma di persone preparate con l’intenzione di lavorare sul campo per cambiare e migliorare veramente le cose, garantendo la certezza del diritto.

Leggi anche La risposta svedese al consumismo dell’usa e getta: incentivare riparazione e riciclo tramite bonus fiscali

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here