Le 120 giornate di Sodoma de Sade

Il governo francese ha dichiarato il 19 dicembre (2017) tesoro nazionale il manoscritto originale dell’opera più nota del marchese di Sade, Le 120 giornate di Sodoma;

è il romanzo incompiuto di Donatien Alphonse François de Sade noto a tutti come il Marchese de Sade o anche con il soprannome di Divin marchese.

Le 120 giornate di sodomaFaceva parte di una vendita pubblica della casa d’aste parigina Drouot.

Il gesto dello Stato impedisce al documento di lasciare il territorio francese e suggerisce la sua volontà di acquisirlo, sebbene tale prospettiva non sia ancora stata confermata da fonti ufficiali.

Il Ministero della Cultura ha anche interrotto ieri la vendita di un set di manoscritti di André Breton, tra cui i due manifesti del Surrealismo, movimento che lo scrittore francese guidò dal 1924.

I documenti fanno parte del fondo della società Aristophil, il cui fondatore, l’imprenditore francese Gérard Lhéritier, ha dichiarato bancarotta nel 2015 ed è anche sospettato di aver imbrogliato i suoi investitori attraverso l’acquisto di manoscritti storici.

Fra i documenti che verranno messi all’asta c’è quanto di più significativo sia stato scritto nella letteratura, musica e pittura.

Troviamo: la testimonianza di una sopravvissuta del Titanic, Helen Churchill Candee, che ispirerà il film vincitore dell’Oscar James Cameron del 1997, così come i manoscritti di Alexandre Dumas, la corrispondenza privata di Napoleone Bonaparte (ben 500 lettere) il testamento di Luigi XVI, gli archivi di Victor Hugo e di Romain Gary, gli spartiti autografi di Mozart e Ravel, le lettere di van Gogh, trattati pre-relatività di Einstein, e poi Verlaine, Cocteau, Monet… molti di questi furono classificati “patrimonio nazionale”.

Adesso tutti potrebbero essere venduti al miglior offerente, ad eccezione del manoscritto di Sade e dei celebri e stupendi manifesti del Surrealismo di Breton, che devono rimanere in territorio francese, come previsto dalla legislazione in vigore.

Il lavoro dell’aristocratico francese, scritto durante la sua prigionia alla Bastiglia nel 1785, è diventato nel ventesimo secolo un oggetto di fascinazione per gli intellettuali francesi e non.

Autori come Michel Foucault, Roland Barthes, Gilles Deleuze o Simone de Beauvoir hanno studiato il significato dei testi di Sade precursore di un’emancipazione libertina in anticipo sui tempi.

Il manoscritto che contiene le 120 giornate di Sodoma è un rotolo spettacolare di 12 metri di lunghezza, due facciate scritte in minuscolo che Sade avrebbe nascosto all’interno di un piumino temendo ne venisse privato.

Il manoscritto è stato temporaneamente ritirato dalla vendita prevedendo che le offerte sarebbero scese notevolmente dopo la decisione dello Stato francese di escludere i collezionisti stranieri. Il prezzo di partenza del manoscritto era fra i quattro ed i sei milioni di euro.

Secondo gli esperti Le 120 giornate di Sodoma del Marchese de Sade è un’opera che può far paura o sedurre, “dipende dal tipo di acquirente”.

È un oggetto che richiama alla massima trasgressione e, come tale, è una specie di totem, ma è anche un oggetto molto fragile, con i fogli incollati insieme e una scrittura piuttosto piccola.

Le 120 giornate di Sodoma sono molto spettacolari, ma allo stesso tempo non c’è molto da leggere a colpo d’occhio, certamente digitalizzarlo garantirebbe che tutti ne abbiano accesso.

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