Settembre: tempo d’uva

Erboristeria:La Vite, Vitis vinifera L.: un toccasana simbolo di ricchezza e salute

Arbusto rampicante i cui tralci ramosi recano opulenti pampini a tre o cinque lobi, che rosseggiano in autunno, la vite fiorisce a inizio estate di fitte pannocchie di un verde tenue, composte di piccoli calici a cinque petali.

È classificata con il nome latino di Vitis vinifera L. e appartiene alla famiglia botanica delle Ampelidacee.

Vite e uva

Benché pianta non troppo diffusa in Irlanda e nelle Isole Britanniche in genere, dato che predilige come habitat l’Europa meridionale e l’Asia occidentale, i celti nutrivano nei suoi confronti una spiccata predilezione.

Vi avevano consacrato il decimo dei tredici mesi lunari di cui era composto il loro calendario arboreo, contrassegnato dalla lettera M (iniziale della parola muin) e coincidente all’incirca con il nostro settembre.

Dai suoi frutti fermentava il vino, bevanda così apprezzata che già in epoca antica era oggetto di fiorenti commerci.

I re d’Irlanda lo importavano dall’area mediterranea e lo servivano durante i banchetti.

La ricchezza e la munificenza di un capo tribù si misuravano anche dalla quantità e dalla qualità di vino che egli era in grado di offrire ai suoi ospiti.

Preziosa era l’uva, con i suoi acini turgidi, zuccherini, baciati dal sole.

Non solo un alimento ma un vero e proprio concentrato di salute dato che, se ne analizziamo il succo, lo troviamo molto simile come composizione al latte materno.

L’uva Contiene vitamina A, B e P ed eccellenti sali minerali:

molto potassio ma anche magnesio, manganese, sodio, calcio, ferro, silicio e iodio.

Mangiare uva con regolarità, quando è stagione, è quasi un toccasana se si considera che questo è uno dei frutti più completi che esistono in natura,

con notevoli proprietà rimineralizzanti, energetiche, disintossicanti, diuretiche, lassative, depurative del fegato e toniche del sistema nervoso.

Viene consigliata dai medici naturalisti in caso di anemia, convalescenza e affaticamento, di intossicazioni epatiche, di disturbi vari della digestione, compresa la stitichezza, a chi soffre di dermatosi e alle mamme, durante la gravidanza.

L’unico avvertimento è quello di non eccedere, dato che un chilogrammo di uva apporta energia all’organismo per più di 900 calorie (gli zuccheri, però, costituiti in massima parte da glucosio e da levulosio, sono direttamente assimilabili)

È anche una cura di bellezza perché l’uva ringiovanisce l’epidermide.

A questo proposito, si può applicare sulla pelle come una maschera.

Gioverà ai tessuti cutanei quale rassodante, vitaminico e astringente dei pori dilatati.

È sufficiente spremere alcuni acini d’uva, eliminando la polpa e conservando solo il succo in cui va immerso un batuffolo di cotone.

Con l’ovatta intrisa di succo si bagna ripetutamente il viso, procedendo con movimenti circolari, sino a ricoprire di liquido ogni zona.

Si può insistere tranquillamente sulle palpebre e sulle parti perioculari perché il succo d’uva non è irritante ma lenitivo.

Si lascia asciugare per un quarto d’ora e poi si lava via la maschera con acqua tiepida in cui è stata disciolta una piccola presa di bicarbonato di sodio.

Un altro trattamento ancor più veloce, da ripetersi anche quotidianamente, consiste nel prendere un grosso acino d’uva matura e lavata, tagliarlo a metà, privarlo dei semi e strofinarne la polpa su viso e collo.

È consigliabile farlo la sera, dopo la normale pulizia.

Si lascia agire tutta notte e si deterge al mattino con acqua e sapone.

Non tralasciamo tuttavia l’efficacia del decotto delle foglie contro i disturbi della circolazione venosa e per dar sollievo alle gambe stanche, magari dopo una giornata trascorsa in piedi, in caso di fragilità capillare e per alleviare le vampate di calore della menopausa.

Si consiglia di prendere due cucchiai rasi di droga secca, si porta a bollore in mezzo litro d’acqua, si lascia ancora sobbollire per qualche minuto, si spegne e si tiene in infusione per altri 10 minuti.

Si filtra, si dolcifica a piacere e si beve lungo la giornata, preferibilmente lontano dai pasti.

Leggi anche il Il melo dai frutti prodigiosi

Articolo su Erboristeria Settembre: tempo d’uva di Maura Maffei su CaffèBook (caffebook .it)

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