Barbara Taglioni è nata a Verbania, grafologa professionista, vive e lavora tra Verbania, Messina e Forlì ( sede operativa). Diplomata alla scuola triennale ARIGRAF (Associazione di Ricerca Grafologica) di Roma specializzata in perizia grafologica giudiziaria presso l’ARIGRAF di Milano, è socia ordinaria della Société Francaise de Graphologie. Specializzata in grafologia aziendale, presso AGP (Associazione Grafologi Professionisti) di Bologna e in Educazione e Rieducazione del Gesto Grafico presso AED (Associazione Europea Disgrafie) di Roma. Iscritta AGI Associazione Grafologi Italiani) già ideatrice e redattrice della rivista GRAPHOMANIA, è cotitolare del sito GRAFOLOGHIAMO.IT, autrice di articoli e pubblicazioni su riviste culturali e del settore e organizzatrice di incontri divulgativi su temi inerenti la disciplina della grafologia e del gesto grafico. Barbara Taglioni scrive abitualmente sulla rivista culturale Messinese MOLESKINE. INCHIOSTRI DI CARATTERE – ritratti grafologici di personalità famose – ApostrofoEditore pubblicato nel mese di aprile 2015 è il suo primo libro. Barbara Taglioni, pubblicazione: Inchiostri di carattere. Ritratti grafologici di personalità famose La grafologia è un mezzo privilegiato per lo studio del carattere, lo scopo del libro è condurre il lettore in un viaggio affascinante tra le righe di personaggi famosi per scoprire e interpretare le corrispondenze tra segno grafico e personalità.

 

Biografia breve di Luciano Lutring:

Ottant’anni fa nasceva a Milano Luciano Lutring.

Su Wikipedia si legge:

Luciano Lutring è stato un criminale, uno scrittore e pittore italiano, morirà all’età di 76 anni, nel 2013, dopo una vita spesa tra rapine e arte.

Una custodia di violino per il solista del mitra

Si era guadagnato il soprannome di “solista del mitra” perché al violino preferiva la pistola che nascondeva dentro l’elegante custodia dello strumento musicale che aveva davvero studiato nell’infanzia, quando i genitori volevano fare di lui un concertista. Iniziò a fare il bandito da giovanissimo, con il soprannome de “l’Americano“. Fece la sua prima rapina in maniera casuale. Egli raccontò:

Un giorno mia zia mi chiese di andare a pagare una bolletta alle poste. Io andai. Ma l’impiegato era lento e detti un pugno sul bancone. Nel movimento si vide una finta pistola che portavo sotto la cintura. L’impiegato credette che fosse una rapina e mi consegnò i soldi. Io pensai: “È così facile?”. E me ne andai col bottino”.

Grandi alberghi, fuoriserie, belle donne, Lutring non si è fatto mancare proprio nulla, anche se dopo aver contratto il matrimonio con Ivonne Candy di cui si era innamorato a prima vista, molti dei suoi colpi pare fossero realizzati principalmente per amore di lei .

La sua “onorata” carriera di il solista del mitra finì in Francia il primo settembre 1965 quando venne gravemente ferito in uno scontro a fuoco con la polizia.
Si beccò una condanna a 22 anni, ma il carcere (dove ne scontò solo dodici) fu il luogo della sua rinascita. Fu lì che la custodia di violino smise di contenere un mitra e diede spazio ai pennelli.

Lì incominciò a dipingere quadi molto apprezzati e a scrivere e: tenne perfino una corrispondenza con Sandro Pertini, all’epoca presidente della Camera.

Passò il resto della vita dedicandosi con successo a quelle sue due ultime passioni, la scrittura e la pittura. Dalla sua autobiografia, Lo zingaro, venne addirittura anche tratto un film con protagonista Alain Delon.

I suoi quadri sono stati esposti in numerose mostre e hanno vinto diversi premi. Lutring rubò molto, ma non uccise mai nessuno. La storia della custodia del violino hanno fatto di lui un personaggio se non proprio amato, almeno rispettato dalla gente.

 Analisi grafologica di Luciano Lutring:

Luciano Lutring campione di grafia del solista del mitra

Luciano Lutring campione di grafia del solista del mitra

 

 

Il campione di grafia del “Il solista del mitra” esaminato è scarso, ma sufficiente per soffermarci per alcune osservazioni.

Si tratta di una scrittura con una forma stretta, angolosa, ascendente, chiara con gonfi in zona superiore.

Sono caratteristiche evidenti che esprimono dinamismo, decisione, perseveranza. Sono sinonimo di un carattere forte e irrequieto, scarsamente duttile, ambizioso e sognatore e spesso suscettibile.

Analisi grafologica della firma di Luciano Lutring:

La firma con maiuscole ornate, omogenea al testo, ci suggerisce naturalezza e coerenza farcite di un indubbio narcisismo, che rivelano un’attività intensa e una ricchezza di risorse insieme ad un adattamento non sempre facile.

Colpisce la doppia linea della firma (sopralineatura e sottolineatura) che racchiude il nome e il cognome in una sorta di binario che protegge e sostiene e al tempo stesso indica la strada da percorrere.

Uno spazio in cui potersi muovere con prudenza e minore ansia, dove forse un eventuale senso di colpa risulta mitigato.

La presenza di ovoidi (ovali a forma di uovo) conferma le capacità realizzative e la presenza di diverse attitudini che si riescono a portare avanti con istintiva efficienza, non priva di testardaggine (rigida).

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I gonfi in zona superiore, quando cioè gli ovali o gli occhielli si amplificano, generano la cosiddetta grafia gonfiata.

Le ampie asole in zona superiore (“l” – “f” – “b” – “h”) che occupano quindi la parte alta della scrittura, quella che coinvolge le ambizioni e le aspirazioni, che ritroviamo nel campione esaminato, sono indice di una spiccata fantasia che certamente non mancava al “bandito pittore” come dimostra la produzione artistica sia di pittore che di scrittore di Luciano Lutring[1]

 

Articolo e immagine grafia di Barbara Taglioni Luciano Lutring una custodia di violino con mitra e pennelli