Ieri e oggi, come è cambiato il ruolo dei nonni nella nostra società.

I racconti mensili del libro “Cuore” di Edmondo De Amicis racchiudono valori morali, così come quello di marzo intitolato “Sangue romagnolo”, dal finale cruento per l’atto efferato di un giovane scapestrato del posto, attaccabrighe da ragazzino divenuto poi un delinquente incallito; il suo nome “Vito Mazzoni”.

Era un mattino piovigginoso quando i genitori di Ferruccio andarono in città per trattenersi sino all’indomani, lasciandolo in casa con l’anziana nonna paralitica. Ferruccio, vivace tredicenne, volle andare a giocare con gli amici facendo rientro solo a tarda sera, tutto bagnato e pesto.

La nonna in preda all’ansia lo mise in guardia sui pericoli di quella cattiva strada, come successe a Mazzoni e con risentimento raccontò del tempo speso per accudire ed intrattenere con il gioco il piccolo Ferruccio.

Il discorso fu interrotto a causa di strani rumori che li fecero sussultare di paura. Due banditi armati e minacciosi riuscirono ad intrufolarsi dalla porta sul retro facendosi consegnare tutti gli averi. Un brusco movimento fece scivolare la bandana dal viso di uno dei due ed un grido si levò nell’aria: ”Mazzoni”. Vistosi scoperto egli si avventò con crudeltà sull’anziana che svenne per la paura ma prontamente Ferruccio si frappose fra il coltello e la nonna, accasciandosi poi sul suo grembo. I ladri scappando velocemente urtarono il lume che cadendo si spense. Il buio nascose il dramma agli occhi della nonna quando si riprese ma non nascose il soffio di voce di Ferruccio “…ti voglio bene, nonna… perdonami….”

foto da angolo della memoria

In “Sangue romagnolo” l’autore ha sottolineato il valore inestimabile della famiglia ed in particolare l’importante ruolo della nonna di cui traspare forte fra le righe il grande affetto nei riguardi del nipote, un sentimento che non sapeva fosse contraccambiato se non solo qualche attimo prima che il cuore del piccolo eroe cessasse di battere per sempre.

Ogni anno, dal 2005, il 2 ottobre ricorre la “festa dei nonni”, evento che tende a valorizzarne il ruolo. In quel giorno, come dimostrazione d’ affetto, i nipoti donano dei lavoretti, dei regali oppure dedicano una poesia.

Negli ultimi decenni i nonni sono molto cambiati, non sono quelli che vediamo nelle vecchie foto in bianco e nero, con i capelli bianchi ed il bastone; raramente le nonne stanno a casa, intente a realizzare lavoretti con la lana o all’uncinetto. Il ruolo educativo che era affidato quasi unicamente alle donne ora sta coinvolgendo anche l’universo maschile.

I nonni dell’era moderna sono persone al passo con i tempi:

amano viaggiare, leggere, posseggono una buona istruzione, curano il loro aspetto, coltivano interessi ed alcuni sanno usare internet.

Conseguentemente anche i rapporti con i nipoti risultano essere più dinamici ed aperti, sono rapporti di complicità, di ascolto, di consiglio, sono contatti così meravigliosi che saranno per sempre ricordati con molta nostalgia.

Oggi come ieri essi rivestono un ruolo importante nella famiglia, sia per il valido aiuto che danno ai genitori per quanto concerne l’educazione sia per il ricco patrimonio di esperienza e di saggezza che donano ai nipoti. Sovente entrambi i genitori lavorano fuori casa tutto il giorno ed i figli hanno bisogno di essere accuditi e seguiti dopo l’orario scolastico. Inoltre, se i genitori sono separati, i nonni rappresenteranno una continuità familiare ed un saldo punto di riferimento per i nipoti.

Cosa dicono i bambini di loro:

Un nonno è qualcuno con l’argento nei capelli e l’oro nel cuore.”

Le nonne sono mamme con un sacco di caramelle.”

“È bello passeggiare tenendovi per mano e sapere che queste stesse mani hanno tenuto quella di mamma quando aveva la mia stessa età.”

 

Sapore antico (poesia di Angela Schembri)

Profumavan dell’argento i lor capelli,
prendendoti per mano con se ti portavan
in posti sempre nuovi, in meravigliosi castelli
e poi sul verde prato con te giocavan.

Sapevan di fiabe che amavan raccontare
ti dedicavano il tempo e le sue ore
con tante cose nuove da insegnare,
quei nonni dolci e ‘sì pieni d’amore.

Vedevano in te i capricci della lor bambina,
lo sguardo, i biondi riccioli, il suo viso
le movenze eleganti di come cammina
e gli occhi lor s’illuminavan di sorriso.

Il tempo scuce la vita e l’anima scivola via,
quel dolce tepor lo trovi fra i ricordi ora
con quel profumo d’emozioni che accarezzi ancora,
è sapore antico che il vento non ha strappato via.