Un libro così emozionante non poteva che essere intitolato “Cuore” per i racconti tanto commoventi e, soprattutto, educativi da bravo maestro che era Edmondo De Amicis, che fanno riflettere sui veri valori della vita; quanta commozione ho provato ancora nel rileggere gli appunti del 1 novembre di Enrico su “lo spazzacamino”, un vero elogio alla generosità, alla solidarietà ed all’altruismo.

 

 

Dal correva l’anno 1886… al 2016! 

 

Elzeviri e Fotografie dei tempi al ritmo del libro Cuore di De Amicis:

Dai tempi del libro Cuore di De Amicis…

Il lavoro minorile.

Una sera Enrico vide appoggiato al muro vicino alla scuola uno spazzacamino che piangeva perché gli era scivolato dalla tasca sdrucita il ricavato del giorno, perdendolo. Era finita la lezione e le alunne gli si avvicinarono. Voltandosi egli mostrò due occhioni di bambino su un viso color del fumo, vi era impressa la paura che il padrone lo malmenasse.

Impietosite fecero colletta. L’azione contagiò anche le piccole che, non avendo soldi, porsero mazzolini di fiori. Fu uno spettacolo di colorati cappellini, nastrini, gonne svolazzanti e fiori che lo circondò e quando restò solo nelle tasche assieme ai soldi aveva anche un mondo di generoso amore e tanta, tantissima felicità.

Lo spazzacamino, antico mestiere nato diversi secoli fa che sembra appartenuto solo a vecchie leggende, a favole o a film dal sapore romantico come “Mary Poppins”, tanto è così lontano dal nostro tempo.

Al contrario, questo mestiere di romantico non aveva nulla, un lavoro duro in una triste realtà in cui si faceva uso di lavoro minorile. In autunno si cercavano bambini dai sei a dodici anni di età per riconsegnarli poi alle famiglie in primavera.

Sceglievano quelli magri che potevano entrare facilmente negli angusti spazi del camino e nella canna fumaria.

Senza scarpe e né calze si spingevano in alto un po’ per volta a forza di braccia, gambe e schiena, nel buio reso più nero e soffocante dalla fuliggine mentre il padrone stava in basso ad aspettarli. Schiavi, malnutriti e sovente malmenati dai padroni essi dormivano in luoghi non riscaldati e molti di loro si ammalarono.

L’utilizzo di stufe dal dopoguerra in poi e di caldaie ai giorni nostri hanno fatto scomparire completamente quell‘antica figura di uomo nero descritta nel diario del libro “Cuore”, rivestendola ora di alta tecnologia con controlli affidati a specialisti.

Ma il ricordo ancora rimane: nel comune piemontese di Santa Maria Maggiore (VB), in Valle Vigezzo si organizza il “Raduno Internazionale dello spazzacamino”, importante rievocazione storica con utilizzo di strumenti del mestiere fra i quali

lo scopino (brischetin) la raspa, il riccio che si agganciava ad un lungo bastone (squareta) e il sacco (sach) per riporvi la fuliggine.

Il lavoro minorile è una piaga non del tutto scomparsa, anzi

si stima (brutta parola in questo caso) che ben 250 milioni di bambini sparsi in tutto il mondo soprattutto in Africa, Asia, Europa ed America latina, soffrono ancora a causa di questo flagello.

 

Sono bambini che vengono impiegati in lavori industriali, edili, artigianali, in condizioni spesso di schiavitù. Alcuni di essi lavorano ancora nelle miniere e questo ricorda la novella di Luigi Pirandello “Ciaula scopre la luna”, un giovane minatore.

 

I rischi permangono, oggi come ieri, soprattutto per la salute così compromessa di esseri delicati, amorevoli e, soprattutto, umani e questo a causa di gente senza scrupoli che ha rubato il sorriso alla loro vita, e, secondo me, per sempre.

 

 

(foto da france-rezo.com, pixabay, eirinika.gr)