L'Asino è in pericolo di Estinzione?

Duemila anni fa, le famiglie reali della Cina imperiale usavano l’ejiao, un ritrovato della medicina tradizionale, per migliorare la salute.

Ejiao fatto con la pelle di asino e il pericolo di estinzione

Ejiao fatto con la pelle di asino e il pericolo di estinzione
Ejiao fatto con la pelle di asino e il pericolo di estinzione foto 1

Si tratta di una gelatina solida ottenuta bollendo la pelle di asino a cui viene attribuita la capacità di curare anemia, infertilità, insonnia, emorragie, mal di testa, tosse secca, problemi della menopausa e stimolare la libido maschile, effetti non riconosciuti dalla medicina ufficiale.

Il costo dell’ejiao si aggira sui 100 dollari al chilo ma aumenta per quello lavorato durante il solstizio invernale, considerato il più efficace:

la gelatina si consuma sciogliendola in acqua calda o vino ma si trova anche in barrette mescolata a mandorle e semi di sesamo oppure come copertura di datteri.

Dopo la fine del celeste Impero, l’ejiao venne utilizzato dal presidente Mao e dall’elite comunista, rimanendo un bene per pochi privilegiati fino a quando le riforme politiche trasformarono la Cina in una potenza economica, creando un ceto benestante che ne proseguì l’uso.

Agli inizi del nostro secolo, anche la classe media ha scoperto l’ejiao, divenendone un forte consumatore e facendone aumentare vertiginosamente la domanda.

Nello stesso periodo, però, il boom economico ha spinto centinaia di milioni di contadini cinesi a trasferirsi in città, cessando di esercitare attività agricole e di allevamento, tra cui quella degli asini.

La pelle di asino e il pericolo di estinzione foto 2
La pelle di asino e il pericolo di estinzione foto 2

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La concomitanza dei fenomeni ha portato al dimezzamento del numero di asini che è sceso da undici a quattro milioni.

In Cina, il fabbisogno annuale di ejiao ammonta a circa 5.000 tonnellate per la cui produzione servono più di quattro milioni di asini. Considerato che, in molte zone del paese, l’asino serve ancora come animale da lavoro e mezzo di trasporto, i produttori di ejiao si sono dovuti rivolgere all’estero per ottenere gli animali necessari a soddisfare le richieste del mercato asiatico.

Per tale ragione, nazioni come Brasile e Colombia vedono oggi la popolazione di asini ridotta più della metà, così come India, numerosi paesi asiatici e Medio Oriente;

i cinesi cominciano a dirigere l’attenzione anche verso i quadrupedi presenti in Australia.

Asino in Africa: asino selvatico della Somalia

Asino in Africa: asino selvatico della Somalia
Asino in Africa: asino selvatico della Somalia foto 3

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Il continente dove maggiore è lo sterminio degli asini è, però, l’Africa, dove il suo prezzo è triplicato negli ultimi dieci anni, arrivando a circa 200 dollari a capo e rendendo il commercio estremamente redditizio.

Commercio della pelle di asino in Africa

Commercio della pelle di asino in Africa ed ejiao
Commercio della pelle di asino in Africa ed ejiao foto 4

Di fronte al loro forte calo numerico, molti governi come Uganda, Tanzania, Botswana, Niger, Burkina Faso, Mali e Senegal hanno bloccato la vendita degli equidi alla Cina.

Un divieto che ha avuto l’effetto di aumentare il macello illegale di asini, nonché il loro furto:

spesso, molti contadini li ritrovano scuoiati nei dintorni dei campi.

Il business legato alla pelle di asino è enorme, dato che si può vendere tra i 20 e i 500 euro.

Il denaro è, purtroppo, causa di terribili crudeltà per questi quadrupedi.
In Sudafrica sono stati scoperti macelli in cui venivano maltrattati, uccisi a randellate e, in alcuni casi, scuoiati vivi. L’organizzazione animalista PETA Asia ha diffuso immagini agghiaccianti di asini uccisi a mazzate o per sgozzamento.

Ma c’è dell’altro.

Gli animali condotti ai macelli vengono raccolti senza effettuare alcuna selezione, comprendendo anche fattrici a fine gravidanza, giovani puledri, esemplari malati o feriti poiché ai commercianti avidi non interessa la loro sofferenza, così come la presenza di lesioni o malattie, che non influisce sulla qualità della pelle.

Allo stesso modo, non importa che patiscano durante il trasporto:

gli asini viaggiano per giorni in camion sovraffollati senza cibo, acqua e riposo.

Il 20% degli esemplari arriva morto al macello. Quelli vivi sono spesso feriti, con gambe rotte o danni agli zoccoli che non permettono loro di camminare, e sono spostati tirandoli per le orecchie o la coda.

Un trasporto e una macellazione, quella clandestina, che comportano sofferenze atroci e alto rischio di diffusione di malattie infettive quale tetano e antrace.

C’è un’ulteriore conseguenza alla diminuzione di asini in Africa:

molte comunità e, in particolare le donne, hanno in questo animale uno strumento fondamentale per il loro sostentamento.

Commercio della pelle di asino in Africa
Commercio della pelle di asino in Africa foto 5

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L’asino costituisce, infatti, il mezzo di trasporto per raccogliere l’acqua, permettendo ai bambini di frequentare la scuola e recarsi negli ambulatori medici, garantendo piccole entrate che fanno sopravvivere l’economia rurale di milioni di persone.

Il Kenya è uno degli Stati in cui l’uccisione degli asini è consentita.

I Masai vendono i loro animali per guadagnare e poter pagare la scuola ai figli.
Il problema è che gli asini non possono essere rimpiazzati alla velocità con cui vengono uccisi (nella sola Nairobi si stima siano 450 al giorno) in quanto il tasso di fertilità della specie è basso, la gestazione dura un anno e i puledri raggiungono la maturità tardi.
Chi ne subisce il furto non riesce a rimpiazzarli a causa del prezzo elevato.

Il commercio di pelle d’asino in Africa fa dichiarare alle associazioni che li tutelano, come The Donkey Sanctuary, che si stia realizzando nei loro confronti una strage simile a quella causata dal bracconaggio al rinoceronte, ormai in pericolo di estinzione per il suo corno.

C’è chi sostiene che gli asini potrebbero addirittura estinguersi entro il 2024.
Lo sviluppo di trattati di cooperazione e di accordi tra governi africani e Cina hanno portato l’aumento di rapporti commerciali, favorendo le esportazioni di pelli d’asino.

Alla fine del 2017, The Donkey Sanctuary ha convinto eBay a non offrire l’ejiao sul proprio sito con l’effetto di spingere Kijiji, altra piattaforma on-line, a vietare non solo la vendita di pelle o suoi derivati ma anche quella di asini e muli vivi sperando, così, di svolgere un ruolo attivo nell’aiutare questi timidi e generosi animali.

Ancora una volta l’avidità ha mostrato un aspetto dell’uomo che appartiene solo alla sua specie.

Foto da Pixabay,

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