Per decenni, Harry Partch (Oakland, 24 giugno 1901 – San Diego, 3 settembre 1974) è rimasto quasi completamente sconosciuto anche nel mondo musicale.

Certamente neppure oggi il suo nome è conosciuto al grande pubblico, ma per alcuni musicisti è stato fonte di ispirazione, Tom Waits e Frank Zappa per fare due nomi.

foto Harry Partch
Harry Partch

Il fatto è che Harry Partch non entra facilmente in nessuna classificazione, probabilmente non ha mai avuto la minima intenzione di integrarsi.

La sua proposta musicale si allontanò non solo dalla musica tradizionale ma anche dalle idee più elitarie dei compositori suoi contemporanei.

Irrequieto e imprevedibile, il suo nome è spesso associato alle avanguardie americane degli anni 60.

Molte altre volte è menzionato nelle collezioni di strumenti per la sua attività che lo portò alla creazione di una grande quantità.

Partch progettò e costruì strumenti particolari per caratteristiche come originali nei nomi quali Diamond Marimba, Il Quadrangularis Reversum, La Mazda Marimba

Quadrangularus Reversum, strumento di Harry Partch.
Quadrangularus Reversum, strumento di Harry Partch

La collezione dal 1999 venne depositata presso l’Harry Partch Instrumentarium della Montclair State University di Montclair (New Jersey).

Harry Partch era un visionario che continuò fino alla fine con la sua idea di gioventù di intraprendere un percorso di scoperta attraverso la percezione di nuovi suoni.

Per lui, i toni della scala rappresentavano un limite, quindi scelse di costruire i propri mezzi espressivi:

“la musica non è solo una scala, non sono solo accordi e frasi di otto misure, non è un ritmo specifico, non deve nemmeno essere una melodia,

dobbiamo imparare ad ascoltare ed è per questo che non dovremmo chiuderci, nulla ci impedisce di continuare con la tradizione mentre si cercano nuove strade”.

Per questo eliminò dalle sue ricerche “le scale dei toni”, percorrendo la musica monofonica e quella microtonica.

Harry Partch e la musica microtonica

La musica che siamo abituati ad ascoltare è composta di ottave divise in 12 semitoni, nella musica microtonica l’intervallo è minore.

Il compositore statunitense Charles Ives (Danbury, 20 ottobre 1874 – New York, 19 maggio 1954) avrebbe definito musica microtonale le “note tra le fessure” del pianoforte.

Harry Partch usava spesso un sistema di notazione personale e costruiva da solo i propri strumenti.

Erano creazioni, originali e complesse, di percussioni, o strumenti a corde e vari tipi di organi a canne.

Harry Partch musicista e vagabondo

Durante un suo viaggio in Europa, frutto di una borsa di studio per studiare musica, ebbe modo di incontrare il poeta William Butler Yeats che in seguito ebbe parole entusiastiche per la sua musica.

Quando tornò negli Stati Uniti ritrovò il suo Paese nel bel mezzo della crisi della Grande Depressione.

La situazione divenne così precaria che Partch fu costretto a vivere come hobo, come vagabondo sui treni.

Visse così per dieci anni, scrivendo le sue esperienze in un diario intimo dal titolo Bitter Music (musica amara).

Da questa sua esperienza errante sarebbe nata una delle sue prime composizioni (e una delle più accessibili): Barstow.

Dal 1939 al 1941, mentre viaggiava come hobo, “cavalcando le rotaie” e altrettanto in autostop per scattare fotografie nei deserti sudoccidentali della California e dell’Arizona giunse nei pressi della cittadina di Barstow.

Mentre aspettava un passaggio, video un’iscrizione su una ringhiera dell’autostrada che diceva:

È il 26 gennaio. Mi sto congelando.

Ed Fitzgerald. Età 19. Cinque piedi, dieci pollici.

Capelli neri, occhi castani.

Tornando a casa a Boston, nel Massachusetts.

Sono le 4:00 e ho fame e mi sono rotto.

Vorrei essere morto.

Ma oggi sono un uomo.

Rimase colpito da questa espressione umana inattesa e l’ annotò… questo era Harry Partch.

Harry Partch video di Barstow

https://www.youtube.com/watch?v=rRXDYgYQYXM

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