Voglio raccontare una storia.
E come tutte le storie che si rispettino anche la mia inizia con un c’era una volta.

C’era una volta in un paesino arroccato sull’appennino ligure tra Genova e Savona, vicino a tutto ed allo stesso tempo lontano da qualunque cosa, un bambino di nome Vanni.

Vanni Oddera campione di motocross freestyle
Vanni Oddera campione di motocross freestyle

Un luogo dove inverni da grande nord si alternano, attraverso primavere bellissime e autunni da New England, ad estati caldissime e afose.

Un luogo magico immerso in boschi immensi e maestosi.
Vallate di prati si alternano a foreste di pini, larici, castagni e mille altre specie di piante ed animali.

All’età di sette anni, come tutti i bambini, Vanni sogna ad occhi aperti.

Non vuole diventare un pompiere come il draghetto Grisù, chiede invece di poter salire su una Grizly, una mini moto.

In questa casa non entrerà mai una moto” gli risponde categorica sua madre.

Nell’immaginario comune – e probabilmente anche della mamma di Vanni – i motociclisti sono visti come i pirati della strada, quelli cattivi, ribelli.

E se la ribellione volesse dire andare contro questi preconcetti?

Vanni Oddera campione di motocross freestyle 2
Vanni Oddera su motocross

Vanni desidera tanto provare l’ebbrezza del vento nei capelli, della velocità, di tutto quello che un biker ama perché lo fa sentire libero.

Oggi, questo simpatico savonese di 38enne che si chiama Vanni Oddera, è un campione di motocross freestyle di fama mondiale.

Acrobazie a oltre 20 metri d’altezza ed evoluzioni contro ogni legge di gravità sono il suo pane quotidiano.

Se sognare un po’ è pericoloso, il rimedio non è sognare di meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo

scrive Marcel Proust.

Dopo il no della mamma per otto anni di seguito Vanni insegue il suo sogno perduto nella stupenda pista da cross di Sassello.

Vede le moto passare, volare, sgommare e ogni volta era un brivido che gli spezza in due il cuore.

Mamma mia quanto sono belle le moto da cross” pensa ogni giorno.

All’età di 15 anni, Vanni decide di mettere in atto una protesta.

Per dieci giorni consecutivi smette di andare a scuola, e nonostante le punizioni e le sberle non si muove da casa, in una sorta di sciopero silenzioso.

Uno sciopero per la sua minimoto, che alla fine arriva, stupenda, una CRE 50.

Da quel giorno passa oltre un anno dentro i boschi, in mezzo alla natura, nel fango, sulla neve.
Sempre in sella alla sua moto.

Il motociclista Vanni Oddera in azione
Il motociclista Vanni Oddera in azione

Alla fine dell’inverno la minimoto è esausta, distrutta, da buttare via e così per tre anni Vanni rimane a piedi, neanche mille lire per un’altra moto.

Al diploma scatta il premio inatteso, una fantastica Honda 125, ma il motore esplode dopo neppure un mese.

Una serie sfortunata di eventi.

Vanni decide allora di andare a lavorare come cameriere riuscendo così a comprarsi una nuovissima 125 CRE.

Sono mesi in cui si appassiona al freestyle motocross.

Serate intere trascorse a guardare e riguardare i rallenty dei trick, fotogramma per fotogramma, acrobazia su acrobazia.

Finalmente nel 2003 prova la sua prima rampa, una sorta di tavola di ferro in mezzo ad un bosco, posizionata a 15 metri da una discesa.
È amore a primo salto!

Da quel momento Vanni non ha più lasciato il Freestyle Motocross diventando un campione straordinario.

Vanni Oddera, Freestyle Motocross
Vanni Oddera, Freestyle Motocross

È proprio vero, ci sono persone con vite completamente fuori dall’ordinario, per molti versi degne di essere raccontate in un romanzo.

Persone capaci di tramutare difficoltà apparentemente insuperabili agli occhi di molti, in energia pura e motivazione a dir poco contagiosa.

Evoluzioni a 40 metri d’altezza, salti mortali, acrobazie da cardiopalma sono oggi il pane quotidiano di Vanni Oddera.

Un ragazzo tutto muscoli, tatuaggi e simpatia.

La sua infanzia sarebbe simile a quella di tanti altri suoi coetanei se non fosse che, a soli 12 anni, gli fu diagnosticata la patologia Situs Viscerum Inversus.

In poche parole Vanni è nato con gli organi invertiti, il suo cuore posizionato a destra a detta dei medici era troppo grande per continuare a battere.

Avrebbe dovuto accontentarsi di una vita vissuta al minimo, senza eccessi e troppi affaticamenti.

E invece proprio quel suo cuore così grande, lo ha spinto a girare il mondo, a regalare emozioni.

Come tutte le storie che si rispettino, adesso, manca un vissero felici e contenti.

Non basta raccontare che Vanni Oddera è diventato un simbolo per moltissimi giovani, grazie ai successi incredibili raggiunti in giro per il mondo.

Da tempo ha deciso di mettere il suo talento a disposizione dei meno fortunati.
Come?

Attraverso la mototerapia, esibizioni di motocross acrobatici dove bambini disabili possono provare l’euforia di salire in sella col campione e dimenticare per qualche attimo tutte le loro difficoltà motorie.

Il tutto per abbattere il muro emotivo che spesso tiene lontani i bambini disabili da contesti di evasione e puro divertimento, bambini costretti quotidianamente alla sedia a rotelle che trovano nella mototerapia un’occasione unica di libertà di movimento.

In Vanni è scattata la molla.

Vanni Oddera e la mototerapia
Vanni Oddera e la mototerapia

Quella molla che spinge a cambiare vita dedicandosi ai meno fortunati.

“Io di fortuna nella vita ne ho avuta tantissima – ama ricordare Vanni – perché ho sempre fatto tutto ciò che desideravo”.

È fantastico sentire il vento sulla faccia quando in una sedia a rotelle, stando fermi, non c’è.

Ci si sente liberi, sembra di volare.

Quando sogna, l’uomo è un gigante che divora le stelle” scrive il poeta e filosofo Carlos Saavedra Weise.

Vanni Oddera Il grande salto edito da Ponte alle Grazie
Vanni Oddera Il grande salto edito da Ponte alle Grazie

C’è ben poco da fare.
Tutte le cose belle prima o dopo devono finire.
Ma oggi siamo fortunati.

Seppur già questo sia un finale di una storia indimenticabile, Vanni Oddera continuerà ad entusiasmarci e sorprenderci ancora.

Ne sono certo.
Lo ho già fatto con uno straordinario libro dal titolo Il grande salto edito da Ponte alle Grazie.

Un libro bellissimo che racconta la storia di “un bambino selvatico e sgraziato, che preferiva la solitudine e l’amicizia degli animali a quella dei coetanei”.

Leggi anche: E Tu di che Mito sei?

Foto di Vanni Oddera per gentile concessione di Ponte alle Grazie editore

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