Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce… incipit di Il vecchio e il mare di Hemingway.

“Pensava sempre al mare come a la mar, come lo chiamano in spagnolo quando
lo amano”.

Chi parla è il narratore di Il vecchio e il mare, la favola di Ernest Hemingway in cui concetti come il successo e il fallimento dovranno chinare la testa davanti alla lotta e alla dignità del suo protagonista, il pescatore Santiago.

Apparso sulla rivista Life, nel 1953 ricevette il Premio Pulitzer, questo romanzo breve fu l’ultima grande opera di narrativa dello scrittore dell’Illinois.

Solo un anno dopo sarebbe stato insignito del premio Nobel.

foto di Ernest Hemingway
Ernest Hemingway

Ernest Hemingway (nato come Ernest Miller Hemingway, Oak Park, 21 luglio 1899 – Ketchum, 2 luglio 1961) è stato uno dei principali autori del XX secolo.

Le sue pubblicazioni sulla stampa, principalmente quelle relative alla copertura delle grandi guerre, e ancora di più le sue opere narrative sono ancora tra le più apprezzate nella storia della letteratura.

La vita di Hemingway è stata un’avventura costante, e non è strano che ciò si rifletta nei suoi romanzi.

A soli diciannove anni partecipò come membro della Croce Rossa, alla prima guerra mondiale.

In seguito sarebbe stato corrispondente e testimone diretto di altre guerre, tra cui la guerra civile spagnola – da cui lavora come Per chi suona la campana – e la Seconda Guerra Mondiale.

Anche dei suoi viaggi in Africa e della sua intensa relazione con Cuba era intrisa la sua prosa.

Ogni aneddoto, per quanto semplice possa sembrare all’inizio, diventa un’azione che può essere interpretata come un simbolo e un archetipo.

Ernest Hemingway e la teoria dell’iceberg

Ernest Hemingway vivrà a Parigi negli anni venti frequentando gli ambienti d’avanguardia ed entrando in contatto con scrittori come Stein, Pound o Scott Fitzgerald, autori della Lost Generation (la Generazione perduta).

Hemingway rifiuta, molto spesso, un linguaggio troppo intellettualizzato.

E, in questo senso, Il vecchio e il mare è un esempio di come, attraverso l’azione del suo personaggio principale, si possa aprire a diverse interpretazioni.

Secondo la propria teoria dell’iceberg sviluppata dall’autore americano, un romanzo o un racconto mostra solo una minima parte della storia.

Il resto, rimane nascosto, ma con tuttavia un suo peso nel racconto, se un autore ha omesso qualcosa per una lacuna, questo risulterà evidente.

L’essenzialità sfugge agli artifici, la parabola, non ha bisogno di referenti che il lettore medio non capisca.

Il vecchio e il mare di Hemingway: il racconto

Il vecchio e il mare di Hemingway raggiunse il suo scopo e quando apparve in formato di libro, mesi dopo la sua pubblicazione sulla rivista, rimase per ventisei settimane nella lista dei romanzi più venduti.

È un doppio codice che attrae un lettore che rimane in superficie e un altro nel suo messaggio nascosto. Ma qual è quel messaggio che non vediamo a prima vista?

La frase che meglio riassume il libro, e che è diventata più famosa, è quella in cui il pescatore si dice

“Ma l’uomo non è fatto per la sconfitta” disse. “L’uomo può essere ucciso, ma non sconfitto”.

La lettura più immediata ci porta a seguire l’impresa di un pescatore, Santiago, che combatte contro la forza della natura, contro un gigantesco marlin.

Ma ci troviamo anche di fronte alla storia di affetti tra l’anziano insegnante e il suo allievo, che lo rispetta oltre al pensabile.

Alcuni hanno voluto vedere in questo lavoro una lettura religiosa e spirituale e sicuramente c’è il rapporto con la natura. Poi entrano in gioco anche la forza del sacrificio, la solitudine, la lotta, la dignità e la resistenza umana, tutti concetti che superano per importanza quelli di successo e di sconfitta.

Ma alcune di queste letture escludono le altre? Oppure non c’è il rischio di dare troppi significati al racconto?

Alcuni hanno visto in Il vecchio e il mare di Hemingway la versione contraria al Moby Dick di Herman Melville.

Il secondo, il racconto del capodoglio, è molto più metafisico e filosofico del testo di Hemingway, che ama essere molto più diretto.

I due libri sono accomunati anche nella traduzione cinematografica.

Non è facile il confronto fra Moby Dick, la balena bianca diretto da John Huston e un grande Gregory Peck nei panni del capitano Achab e Il vecchio e il mare (The Old Man and the Sea) diretto da John Sturges con Spencer Tracy che interpreta mirabilmente Santiago.

Il vecchio e il mare di Hemingway: il sacrificio

Tuttavia, non possiamo ignorare un elemento spirituale ne Il vecchio e il mare di Hemingway. E lo troviamo nelle riflessioni apparentemente semplici del pescatore Santiago dopo aver ucciso il pesce:

“È stupido non sperare, pensò. E credo che sia peccato.

Non pensare ai peccati, pensò. Ci sono abbastanza problemi adesso, senza i peccati. E poi non riesco a capirli.

Non riesco a capirli e non sono certo di credervi.

Forse è stato un peccato uccidere il pesce. Credo proprio che sia così, anche se l’ho fatto per vivere e per nutrire molta gente.

Ma allora tutto è un peccato. Non pensare ai peccati.

È troppo tardi per pensarci e c’è chi è pagato apposta per farlo.

Lascia che ci pensino loro. Tu sei nato per fare il pescatore e il pesce è nato per fare il pesce.

San Pietro era un pescatore, e anche il padre del grande Di Maggio”.

E la decisione del pescatore Santiago rimane ferma.

Combatti fino alla morte. In questo senso, le continue analogie con il baseball e al giocatore Di Maggio serviranno per avere un modello da seguire:

“Credi che il grande Di Maggio resisterebbe con un pesce tutto il tempo che io resisterò con questo? pensò. Sono certo di sì…”.

Quello che conta è la dignità della lotta non la vittoria, porta con sé la speranza di cambiare il destino o la sfortuna con la perseveranza.

La vittoria risiede già nell’azione stessa che lo ha portato al mare a cercare una soluzione alla sua mala sorte: non sarà superato da un pesce che in qualche modo è il suo proprio riflesso.

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Frasi da Il vecchio e il mare di Hemingway: le frasi più belle

Questa è la religione di Santiago, e di Il vecchio e il mare di Hemingway, col pescatore che certo promette di “fare un pellegrinaggio” e di pregare, ma la vera spiritualità risiede nella capacità del sacrificio e attraverso questo scoprire e restare se stessi.

Il vecchio e il mare di Hemingway: le frasi più belle

  • Era troppo semplice per chiedersi quando avesse raggiunto l’umiltà. Ma sapeva di averla raggiunta e sapeva che questo non era indecoroso e non comportava la perdita del vero orgoglio.
  • Ogni giorno è un nuovo giorno.
  • Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono.
  • Nessuno dovrebbe mai restar solo, da vecchio, pensò. Ma è inevitabile.
  • “Riposati bene, uccellino” disse. “Poi vai e rischia quel che devi rischiare come qualsiasi uomo o uccello o pesce.”
  • “La vita degli uccelli è più dura della nostra, tranne per gli uccelli da preda, pesanti e forti. Perché sono stati creati uccelli delicati e fini come queste rondini di mare se l’oceano può essere tanto crudele? Ha molta dolcezza e molta bellezza. Ma può diventare tanto crudele e avviene così d’improvviso e questi uccelli che volano, tuffandosi per la caccia, con quelle vocette tristi, sono troppo delicati per il mare”.
  • Quando decise che la mano destra era rimasta abbastanza nell’acqua, la tirò fuori e la guardò. “Non va così male” disse. “E il dolore non deve avere importanza per un uomo.”

Il vecchio e il mare di Hemingway: Santiago e il marlin

  • Vorrei poter dar da mangiare al pesce, pensò. È mio fratello. Ma devo ucciderlo
    e mantenermi forte per farlo. Lentamente e coscienziosamente mangiò tutte le strisce
    appuntite di pesce.
  • Guardò il mare e capì fino a che punto era solo, adesso. Ma vedeva i prismi nell’acqua scura profonda, e la lenza tesa in avanti e la strana ondulazione della bonaccia. Le nuvole ora si stavano formando sotto l’aliseo e guardando davanti a sé vide un branco di anatre selvatiche stagliarsi nel cielo sull’acqua, poi appannarsi, poi stagliarsi di nuovo; e capì che nessuno era mai solo sul mare.
  • “Ma l’uomo non è fatto per la sconfitta” disse. “L’uomo può essere ucciso, ma non sconfitto.”
  • “L’ho ucciso per autodifesa” disse il vecchio ad alta voce. “E l’ho ucciso bene.”
    E poi, pensò, tutti uccidono tutti gli altri in un modo o nell’altro.

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