Il trailer del film Bohemian Rhapsody non può prescindere da un giorno speciale per la vita del leader della band inglese Queen, Freddie Mercury…

Il film Bohemian Rhapsody: come è difficile realizzare la storia di una leggenda

Era il 13 luglio 1985 (è la data del Live Aid) e davanti a lui si apriva il Wembley Stadium di Londra…

L’evento mondiale di beneficenza organizzato dal musicista e attivista Bob Geldof fu un momento indimenticabile per chi ama i Queen e la musica Rock.

Scena dal film Bohemian Rhapsody
Scena dal film Bohemian Rhapsody

Al Wembley Stadium c’erano 72.000 spettatori, al John F. Kennedy Stadium di Filadelfia 90.000 presenze e poi Sydney e Mosca.

C’erano: Status Quo, Sting con Branford Marsalis (e Phil Collins a cantare Every Breath You Take), Bryan Ferry (con David Gilmour dei Pink Floyd), Crosby, Stills and Nash, gli U2, Neil Young, Tina Turner, Bob Dylan, Santana, Pat Metheny, Elton John, Wham! di George Michael… e c’erano soprattutto, per il film Bohemian rhapsody, i Queen di Freddie Mercury.

Però realizzare questo biopic sui Queen e Freddie Mercury è stata un’autentica Odissea.

La ricerca dell’attore, prima che si focalizzasse su Rami Malek, ha avuto diversi contrattempi e diverse rinunce (quella di Sacha Baron Cohen per il ruolo di Freddie).

I problemi di casting, elargiti a piene mani al mondo intero, hanno fatto nascere molti dubbi e domande e certamente procurato una buona pubblicità.

Certo c’era anche la difficoltà di introdurre tutti i successi della band (con le loro a volte complicate gestazioni come quella che dà il titolo) a un film di due ore.

Anche per la regia del film ci sono stati diversi problemi. Affidata inizialmente a Dexter Fletcher, dopo la rinuncia di questi, la Fox sceglie Bryan Singer.

Neppure la gestione di Bryan Singer è senza intoppi, prima licenziato per assenza ingiustificata, è stato detto…

Però tra le motivazioni sembrano certi anche alcuni contrasti con il cast e particolarmente con l’attore principale.

A sostituirlo viene richiamato Dexter Fletcher, che conosceva sceneggiatura e personaggi e che chiuderà quindi le riprese del film.

D’altra parte, nello sviluppo della scenografia si doveva tener conto anche dei momenti intimi nella vita del cantante e delle sue scelte.

Freddie Mercury mantenne segreto il suo orientamento sessuale come un omosessuale fino al momento della sua morte, a 45 anni, a causa delle complicazioni dell’AIDS.

La paura di questa malattia nella società degli anni ’80 era quasi palpabile, così il film si ferma all’epico concerto di Live Aid, prima della fase più drammatica della vita del cantante.

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