Si tende a ricordare Philip Roth come eterno candidato al premio Nobel senza che mai gli fosse assegnato.

È come un’etichetta che conferisce il rispetto assoluto ad un autore dimenticando Tolstoj, Proust, Joyce, Kafka, Borges… (eppure ci fu anche chi il premio lo rifiutò come Sartre).

Una breve biografia di Philip Roth (Philip Milton Roth, Newark, 19 marzo 1933 – New York, 22 maggio 2018) 

Philip Roth, scrittore
Philip Roth

Philip Roth era nato a Newark (New Jersey) il 19 marzo 1933 e apparteneva alla seconda generazione di una famiglia ebrea emigrata.

Studiò presso l’Università di Bucknell (Pennsylvania) e presso l’Università di Chicago, dove divenne professore di scrittura creativa per poi insegnare anche nelle università dell’Iowa, Pennsylvania e Princenton (New Jersey).

I libri di Philip Roth

Goodbye, Columbus, fu il suo primo libro, scritto del 1959, nel quale erano già presenti gli elementi che avrebbero fatto parte della sua letteratura: il sesso, la religione, la famiglia…

Il ragazzo ebreo, Alexander Portnoy, che confessa le sue esperienze sessuali allo psicoanalista (in particolare quelle fatte da solo) mentre questi rimane muto per tutto il tempo è il soggetto di Il lamento di Portnoy (Portnoy’ s Complaint): un libro che scandalizzerà e attrarrà allo stesso tempo.

In realtà già dal suo primo libro aveva scandalizzato l’ortodossia giudaica americana, che lo considerava un “proscritto”, ma la pubblicazione fu una rivoluzione a causa della franchezza e immediatezza con cui affrontava la sessualità.

Dal 1979 compare ne Lo scrittore fantasma il personaggio di Nathan Zuckerman, il suo alter ego ufficiale.

E le vicissitudini del giovane romanziere appariranno più volte come in La macchia umana e Zuckerman scatenato e lo seguiranno, come una biografia parallela, fino all’ultimo dei suoi libri.

Il capolavoro che farà consacrare Philip Roth fra i maggiori autori della letteratura mondiale, è Pastorale americana del 1997, per il quale gli sarà assegnato il premio Pulitzer.

C’è la storia analizzata pezzo per pezzo dell’America, con personaggi indimenticabili e con problematiche ancora attuali.

Da Pastorale americana verrà tratto anche un film diretto da Ewan McGregor perché il romanzo contiene aspetti sociologici e psicologici oscuri che contrastano con le belle case borghesi in cui sono ambientati e che non possono non coinvolgere anche il pubblico di una pellicola.

Roth amava le donne, che lo consideravano attraente e magnetico.

Philip Roth al premio Pulitzer
Philip Roth

Ma nei suoi testi non manca una buona dose di maschilismo e le sue relazioni, turbolente e violente, finivano spesso per essere un disastro per la sua vita.

Le relazioni divennero comunque fonti di ispirazione.

Dall’esplosiva coesistenza con la sua prima moglie, Margareth Martinson, trasse spunto per Quando lei era buona (When She Was Good, 1967) o La mia vita di uomo (My Life As a Man, 1974).

Può sembrare troppo semplice, ma le sue numerose opere sono il risultato di un lavoro instancabile “al mattino e al pomeriggio, giorno dopo giorno”.

Roth iniziò essendo molto bravo, poi divenne interessante e alla metà degli anni ’90 subì una prodigiosa evoluzione.

Nel momento in cui altri si ritirano (lui lo fece come professore di letteratura), iniziò ad aggiungere uno dopo l’altro romanzi a incredibile velocità supersonica.

È appunto di questi anni Pastorale americana (American Pastoral) ovvero il lato oscuro del sogno americano.

Negli ultimi tempi lo scrittore, dopo oltre 30 libri, aveva raccontato di dover scrivere in piedi per i terribili dolori alla schiena che alla fine lo spinsero a rinunciare.

La morte dello scrittore americano Philip Roth in un ospedale di Manhattan ha lasciato il mondo delle lettere senza uno dei grandi narratori del ventesimo secolo e questo a prescindere dal premio Nobel.

Percorsi alternativi:

Può far piacere conoscere lo scrittore Philip Roth dal punto di vista grafologico… tra il bianco e il nero della sua grafia 

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