Quando l'Inquisizione spagnola punì il primo fumatore europeo di tabacco

La Santa Inquisizione decise di condannare, nel dubbio, il primo europeo a fumare tabacco per quella sua abitudine peccaminosa ed infernale.

I dubbi degli inquisitori erano nati al vedere quel fumo uscire dalla bocca, e da questo conclusero che poteva essere solo opera del diavolo.

Ma Rodrigo de Jerez, il primo fumatore, non era un uomo qualunque, era un esploratore e, potremmo dire, un pioniere.

il fumatore: The smoker di Joos van Craesbeeck
The smoker di Joos van Craesbeec

Era tornato dall’America con quell’abitudine che, secoli dopo, sarebbe penetrata nella parte più profonda del continente europeo, e non solo, una nociva abitudine che oggi si cerca di combattere con le multe e allora… con la prigione.

Essere un pioniere, infatti, costò caro a Rodrigo de Jerez.

Originario di Ayamonte (Huelva), Rodrigo de Jerez aveva navigato sulla Santa María fino a quello che Cristoforo Colombo credeva fossero un remota spiaggia dell’estremo Oriente, ma che si era poi rivelata essere, in realtà, un’isola caraibica.

In quella prima spedizione Colombo nel 1492, e il gruppo di Castigliani con cui viaggiava, incontrò una strana pratica tra gli indigeni.

Incontrarono, i due cristiani, molte persone, lungo la strada che attraversava i villaggi, donne e uomini, con un tizzone ardente nelle loro mani, (e) erbe che lasciavano un incenso al quale era facile abituarsi“.

Incontro fra fumatore europeo di tabacco e gli AztechiNell’ottobre del 1492, i due esploratori che erano stati inviati ad esplorare una delle isole caraibiche erano Rodrigo de Jerez e un convertito ebreo di nome Luis de Torres.

I due spagnoli incontrarono i fumatori di “foglie secche che emanavano una fragranza particolare” in quell’occasione. Il tabacco e la nudità dei nativi impressionarono i due avventurieri che scrissero:

Sono persone, dice l’Ammiraglio, senza molti mali né guerra, tutti nudi, uomini e donne, come le loro madri li partorirono.
La verità è che le donne portano solo una cosa di cotone, così grande che ripara la sua natura e non di più. E sono di ottimo livello di conformità e non molto neri…”.

Anche se si ritiene che l’introduttore ufficiale della pianta del tabacco in Europa sia stato Fray Román Pané, che viaggiò con Colombo nella sua seconda spedizione, è la storia di Rodrigo de Jerez quella diventata più popolare.

Rodrigo de Jerez, il primo fumatore in America con ColomboSecondo questa versione, al suo ritorno in Spagna, questa volta viaggiava sulla “La Niña“, Rodrigo de Jerez portò del tabacco e cominciò a fumarlo pubblicamente e a coltivarlo nel suo giardino.

Della strana abitudine venne a conoscenza la Santa Inquisizione che imprigionò l’andaluso dopo aver considerato che si trattava di un’attività satanica.

Rodrigo de Jerez trascorse più di cinque anni, secondo alcune fonti quasi dieci, in prigione per aver fumato tabacco.

Oggi è sconosciuto con certezza dove siano i resti mortali di Rodrigo de Jerez ad Ayamonte, un uomo che fu pioniere in Europa di qualcosa che era normale in America.

I primi a fumare foglie di tabacco in America furono i Maya almeno millecinquecento anni fa.

Secondo le rappresentazioni e i rilievi sopravvissuti fino ad oggi, per questa civiltà il fumo aveva una connotazione religiosa, poiché provocava allucinazioni e una piacevole sensazione.

Fra le popolazioni precolombiane il tabacco era usato sia con scopi curativi sia come tradizione in certe circostanze. Quando gli Aztechi occuparono i territori Maya alla fine del XII secolo, fumare divenne un’abitudine quotidiana.

La persecuzione del tabacco si ebbe anche anche in Cina, in Russia e nell’impero ottomano.

Nell’impero turco ottomano, sotto il sultanato di Murad IV (27 luglio 1612 – 9 febbraio 1640), fu
particolarmente determinata.

Il sultano si era posto l’obiettivo di risanare l’impero dalla sua decadenza di costumi proibendo l’uso dell’alcool, del tabacco e del caffè.

Sotto il sultanato di Murad IV si poteva morire per una tazzina di caffè come per aver aspirato una boccata di fumo.

A Roma, Papa Urbano VIII, pubblicò una bolla, nel 1642, nella quale dichiarò che chiunque prendesse tabacco, oralmente, a pezzi, macinato, polverizzato o fumato in una pipa, all’interno delle chiese della diocesi di Siviglia (nel 1650, Innocenzo X estese il divieto a San Giovanni in Laterano e in San Pietro), avrebbe subito la scomunica.

La preoccupazione principale a quel tempo era di natura estetica e non religiosa: evitare la profanazione delle chiese e impedire ai preti di intrattenersi con il tabacco durante la celebrazione della messa.

Fu necessario attendere fino al 1725 perché Benedetto XIII ritirasse la pena di scomunica per aver fumato a San Pietro.

La Chiesa si era resa conto che il tabacco aveva generato nei fumatori un abitudine tale che i fedeli entravano e uscivano incessantemente dalla chiesa durante la messa per fumare o inalare tabacco.

La conseguente distrazione permanente che ciò comportava spinse Benedetto XIII a modificare la posizione di Roma, il tabacco si prendeva così la sua prima rivincita sulla religione.

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