“Dentro di noi abbiamo un’Ombra: un tipo molto cattivo, molto povero, che dobbiamo accettare”.

 

Questo è ciò che scriveva Carl Gustav Jung, padre della psicologia analitica, qualche decennio fa. Nella nostra società enormemente basata sul giudizio, moralmente condizionata e influenzata da varie correnti religiosi fondate sul dogma del peccato, senso di colpa ed espiazione, le sue parole si fanno portatrici di un’urgenza, un bisogno essenziale per l’essere umano moderno, che può percorrere la sua strada per la serenità e la felicità solo se riesce ad accogliere le componenti più scomode della sua personalità.

In caso contrario, a quale rischio si va incontro? Ciò che Jung e altri psicologi e pensatori dopo di lui hanno ipotizzato è che il tentativo di reprimere quegli aspetti della nostra psiche che non ci piacciono porta ad una loro distorsione.

Lungi dall’essere rimossi o repressi, essi continuano a vivere nell’ombra, si nutrono di essa, si nascondono nei meandri tenebrosi del nostro inconscio, aumentando la loro carica energetica distruttiva e contorta, fin quando, approfittando di un periodo di particolare stress o stanchezza fisica ed emotiva di una persona, prendono il sopravvento, facendo compiere gesti estremi ed impensabili ad una persona che nessuno mai riterrebbe capace di giungere a certi picchi di immoralità o perversione.

“Sembrava così educato e gentile”, “un padre di famiglia e un marito esemplare”, “era sempre disponibile e generoso con tutti, chi l’avrebbe mai detto che sarebbe stato capace di ciò?”

Quante volte leggiamo o sentiamo simili commenti da parte di parenti, amici e conoscenti di coloro che hanno commesso un crimine efferato, uno stupro, un delitto passionale. Vengono definiti degli insospettabili, persone normali che non avevano mai mostrato atteggiamenti violenti o pericolosi.

E allora cosa può essere successo? Cosa si rompe nell’animo di costoro? Forse certe esplosioni non sono altro che la manifestazione improvvisa, il “blitz”, di quelle energie psichiche e vitali tenute segregate in uno sgabuzzino del loro animo e che, una volta evase, si scatenano, dando libero sfogo alla loro rabbia e manifestando il loro potere nichilista e terrificante?

Pensiamo anche ai preti accusati e condannati per pedofilia. Il celibato imposto ai preti li costringe a reprimere i loro impulsi sessuali e le loro pulsioni istintive. La componente corporea, animalesca, che appartiene anche a noi esseri umani, si tramuta così in una fiera assetata di sangue, mostruosa, terribile, folle, che incenerisce tutto ciò che tocca e rovina le esistenze, sacrifica vite, sogni e ambizioni all’altare del suo odio e della sua finalmente manifesta mostruosità.

Dunque, tornando a Jung, prima che sia troppo tardi, che giunga il blitz a rovinare le nostre vite, possiamo porvi rimedio: accogliere queste nostre parti.

L’Ombra viene così chiamata non solo perché rappresenta la nostra parte oscura e negativa, ma anche per il fatto di essere stata messa in oblio dalla nostra coscienza.

Cerchiamo di dimenticarla, di tenerla nascosta nel buio, perché la giudichiamo e la odiamo. Se invece ammettessimo a noi stessi che noi siamo “anche” questo? Se permettessimo ad una quantità infinitesimale di quell’energia, una dose omeopatica di quella qualità di esprimersi, se accogliessimo queste componenti come parte integrante del nostro “Io” onorandone anche i doni di cui potrebbero essere portatori, cosa succederebbe? Forse diventeremmo più equilibrati, più consapevoli, sicuramente più veri e sinceri, soprattutto verso noi stessi. Quindi degli esseri umani migliori. 

 

 

 (foto ombra originale pickline.it elaborazione A.C.)