Barbara Taglioni è nata a Verbania, grafologa professionista, vive e lavora tra Verbania, Messina e Forlì ( sede operativa). Diplomata alla scuola triennale ARIGRAF (Associazione di Ricerca Grafologica) di Roma specializzata in perizia grafologica giudiziaria presso l’ARIGRAF di Milano, è socia ordinaria della Société Francaise de Graphologie. Specializzata in grafologia aziendale, presso AGP (Associazione Grafologi Professionisti) di Bologna e in Educazione e Rieducazione del Gesto Grafico presso AED (Associazione Europea Disgrafie) di Roma. Iscritta AGI Associazione Grafologi Italiani) già ideatrice e redattrice della rivista GRAPHOMANIA, è cotitolare del sito GRAFOLOGHIAMO.IT, autrice di articoli e pubblicazioni su riviste culturali e del settore e organizzatrice di incontri divulgativi su temi inerenti la disciplina della grafologia e del gesto grafico. Barbara Taglioni scrive abitualmente sulla rivista culturale Messinese MOLESKINE. INCHIOSTRI DI CARATTERE – ritratti grafologici di personalità famose – ApostrofoEditore pubblicato nel mese di aprile 2015 è il suo primo libro. Barbara Taglioni, pubblicazione: Inchiostri di carattere. Ritratti grafologici di personalità famose La grafologia è un mezzo privilegiato per lo studio del carattere, lo scopo del libro è condurre il lettore in un viaggio affascinante tra le righe di personaggi famosi per scoprire e interpretare le corrispondenze tra segno grafico e personalità.

Biografia breve di Virginia Woolf:

Scrittrice, saggista e attivista britannica, geniale anticipatrice di alcune tematiche femministe è stata in realtà una donna fragile e minata da una salute mentale precaria, insicura anche di fronte al successo della propria produzione letteraria.

Nasce nel 1882 a Londra in una famiglia dove si respira cultura e sposa a trent’anni Leonard Woolf che cercherà in tutti i modi di proteggerla dal mondo e da se stessa senza successo.

Virginia infatti è vittima di due gravi episodi che la turbano nel profondo che la segnano inesorabilmente:

gli abusi sessuali da parte di due dei suoi fratellastri nel 1888 e la morte della madre avvenuta nel 1895 a cui è affettivamente molto legata.

Queste circostanze la portano a soffrire di nevrosi, malattia all’epoca non adeguatamente curata. A soli 59 anni Virginia in preda ai propri fantasmi si riempie le tasche di sassi e si lascia annegare nel fiume Ouse, non lontano da casa, lasciando una toccante lettera al marito di cui riportiamo qualche passaggio:

«Carissimo, sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. (…)Inizio a sentire voci, e non riesco a concentrarmi. Perciò sto facendo quella che sembra la cosa migliore da fare. (…)Quello che voglio dirti è che devo tutta la felicità della mia vita a te. (…) Se qualcuno avesse potuto salvarmi saresti stato tu.

 

Analisi grafologica di Virginia Woolf:

Analizzando grafologicamente proprio questo suo ultimo scritto è evidente la faticosa complessità psicologica della scrittrice e soprattutto emergono due aspetti fondamentali, inconciliabili e opposti che agitano la sua mente:

da una parte la necessità di essere lucida (buono spazio tra righe e parole) e dall’altra la dimensione fluttuante e agitata dei suoi pensieri (dimensione irregolare, movimento vibrante e illeggibilità).

Un’estrema umoralità e incostanza nel quotidiano sono evidenti nella disuguaglianza della forma e nell’irregolarità del margine sinistro.

La mancanza del segno curva” dimostra l’esistenza di tensione verso l’aspetto affettivo certamente vissuto con tormento e difficoltà.

E’ una grafia che possiamo definire “disuguale metodica” che rivela una spiccata intelligenza e una elevata vivacità mentale guidata da slancio e passione (ascendente, lanciata) che faticano a essere contenute dalla ragione.

L’illeggibilità dei grafemi, frutto della velocità, unita al forte spirito critico la portano ad un sentimento di costante insoddisfazione:

non si sente mai contenta di ciò che ha prodotto.

L’incontentabilità genera in lei un continuo sforzo di rielaborazione alla ricerca di una più efficace chiarezza espressiva che la logora e la lascia sfinita, debole e preda dei suoi fantasmi.

 

La variabilità della dimensione fa sì che la traccia grafica si riduca a volte quasi a un filo (filiforme), confermando la presenza di un’autostima altalenante e di una sensibilità estremamente delicata, in grado di percepire sfumature che altri neanche avvertono.

La sua forza mentale e la parte razionale (inclinata, lanciata, staccata) la spingono a sviscerare le differenze di genere e rendono possibile la sua geniale, anticipatrice analisi della situazione delle donne nel sistema patriarcale di quegli anni, come rivendicazione della specificità del sentimento femminile.

Una stanza tutta per sé” del 1929 è una sua opera che tratta in modo sapiente l’argomento.

 

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Virginia Woolf ottiene in vita grandi riconoscimenti come scrittrice di romanzi e critica letteraria, ma nessun successo costituisce per lei un punto fermo, una garanzia. Non sa sopravvivere alla follia e al tormento che la divoravano.

È però capace, forse per la prima volta di comprendere e analizzare lucidamente le inibizioni che per secoli hanno bloccano la libertà delle donne nella piena espressione dei loro talenti,

della loro personalità e sessualità in un mondo improntato esclusivamente su valori maschili.

 ( foto della grafia barbara Taglioni)

Articolo di Barbara Taglioni Foto-grafia di Virginia Woolf: Libera come una farfalla, fragile come il cristallo CaffèBook (caffebook .it)