Paola Bianchi: Romana di nascita, ma cittadina del mondo, Paola Bianchi è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne e insegna lingue e materie letterarie, oltre a lavorare come correttrice di bozze e traduttrice. Appassionata di tutto ciò che ruota intorno ai libri ha un proprio blog: librieemozioni.altervista.com

La moda italiana ha da sempre rappresentato una delle eccellenze del nostro Paese.
Purtroppo la crisi economica e la globalizzazione hanno fatto affermare anche da noi capi d’abbigliamento a prezzi davvero modici, ma di evidente scarsa qualità sia della manifattura, che dei tessuti.

Recentemente nuovo prestigio è stato riaffermato grazie a una delle case più note sia in Italia, che all’estero. Parliamo di Fendi e, in particolare, di Anna Fendi, sbarcata addirittura in Gran Bretagna per impartire lezioni di alta moda e di vita.

Fendi, nata nel 1918 inizialmente come laboratorio di pellicceria ad opera di Edoardo Fendi e Adele Casagrande, è divenuta negli anni il noto Atelier di alta moda che vanta, tra i suoi collaboratori, nomi di notevole reputazione, come quello di Karl Lagerfeld.

Il 1966 vide la conquista degli Stati Uniti e del Giappone, dopo la presentazione della prima collezione.
Gli anni Ottanta hanno portato Fendi ad abbracciare nuove linee legate agli accessori, ai profumi e a un abbigliamento indirizzato anche al tempo libero, con jeans e linee meno classiche.

Lo scorso mese infine, presso la Sala Riunioni della Oxford Union, una della più antiche Associazioni britanniche, si è tenuto un corso molto particolare.

Di fronte a una platea piena di studenti molto interessati e eccitati provenienti da tutto il mondo, e al Presidente Nicolav Koshikov, Anna Fendi, classe 1933, ha raccontato la storia di lei e delle sue quattro sorelle, Alda, Carla, Franca e Paola, non nascondendo i momenti di difficoltà attraversati, i sacrifici effettuati e il gran lavoro che hanno poi portato all’enorme e meritato successo internazionale.

Particolare accento è stato posto sul legame tra Moda e Arte, avallato in questi ultimi anni dal gruppo LVMH, che è diventato partner commerciale di Fendi nel 1999 insieme a Prada, attivo soprattutto sul territorio romano.

Responsabile e coordinatrice della progettazione delle collezioni Fendi e delle licenze legate al marchio, Anna Fendi ha lasciato il proprio ruolo nel 2001 a favore della figlia Maria Silvia, che continua ad occuparsi del reparto creativo insieme a Karl Lagerfeld.

I più fortunati possono incontrare Anna Fendi tra le stradine di Ronciglione, paese della Tuscia, zona a lei particolarmente cara, che ha scelto come “rifugio”.
Anche qui è emerso il suo estro creativo, portandola a concepire “Un balcone in fiore”, iniziativa che contando sul pollice verde degli abitanti di Ronciglione, ha abbellito la cittadina e vi ha condotto numerose personalità del mondo dello spettacolo.

Ricordando inoltre l’artista ronciglionese Ettore Petrolini, Anna Fendi è oggi la madrina del Premio Nazionale Ettore Petrolini.

Signora delicata, decisa e innegabilmente di classe, è stata la prima donna italiana a essere premiata a Washington con il IWF Hall of Fame.
Moda, arte e cultura quindi, questa è la lezione che possiamo apprendere da Anna Fendi, ovvero che il bello non è un concetto astratto, né una vuota presunzione, ma una ricerca e uno studio che può essere usato anche a beneficio degli altri.

 

( foto da gloria.rs)