Paola Iotti è nata a Reggio Emilia il 29 aprile 1964. Ha conseguito la maturità scientifica e si è laureata in Giurisprudenza all’Università di Parma. La sua prima opera “Come l’arcobaleno tra una criniera”, è risultata vincitrice del concorso letterario “Il mio caro amico”, indetto da Giovanelli Edizioni nel 2014, seconda classificata nella 3^ edizione del Premio Letterario “Mangiaparole” 2014 a Roma e sempre seconda al concorso letterario 2015 Voci per i Cavalli organizzata dalla onlus Horse Angels. A gennaio 2016 un suo racconto intitolato “La fattoria del Gelso Bianco” è stato selezionato nella raccolta “Favole senza frontiere” edito da Alcyone Casa Editrice. Sono favole che spiegano ai bambini, in modo semplice e divertente, il problema dell'immigrazione. A maggio 2016 si è classificata al terzo posto con un racconto alla 7^ edizione del Concorso Letterario Nazionale Naviglio Martesana. A luglio 2016 è risultata vincitrice del Concorso letterario Voci per i cavalli 2016, sezione inediti, organizzato dalla onlus Horse Angels con l’opera “Il cavallo, un’amicizia che va oltre il possesso” che raccoglie una serie di articoli relativi all’approccio consapevole e rispettoso nei confronti dei cavalli. Pubblicazioni di Paola Iotti Come l’arcobaleno tra una criniera: Per me è stata una piacevole sorpresa scoprire che la mia casa editrice, Giovanelli Edizioni, sensibile al tema degli animali, condivide il sostegno all’associazione di Jill Robinson e degli Orsi della Luna. La casa editrice Giovanelli con parte dei proventi oltre che ad Animal Asia sostiene anche la Lega Anti-Caccia e la L.A.V.

Se volete effettuare una passeggiata tranquilla ma inconsueta vi propongo quella alle cascate di Barbiano organizzata dal locale ente del turismo.

Barbiano è un villaggio sul versante ovest delle montagne che si affacciano sulla Valle Isarco, in Alto Adige:

la chiesa è caratterizzata da una torre pendente che alcuni ritengono più obliqua del campanile di Pisa.

 

Il Rio Ganda nasce alla quota di 2000 metri circa e precipita a valle con otto cascate, su un gradone composto da porfido quarzifero, una roccia che non accumula acqua ma la lascia scorrere, permettendo una visione spettacolare.

Presso Barbiano si trovano le tre cascate maggiori, facilmente raggiungibili per mezzo di un sentiero che attraversa i boschi con un dislivello di 340 metri.

A un certo punto la guida può invitare a togliere calze e scarpe e percorrere un tratto a piedi nudi:

dopo l’iniziale sconcerto si apprende che in tal maniera le estremità del corpo ritrovano la postura naturale, i muscoli si allenano uniformemente, le convessità prendono forza e sostegno, le vene varicose contrastate, generando un effetto rilassante per l’intero organismo.

Quando si giunge a una vasca in legno colma di acqua fredda si può fare un trattamento Kneipp, immergendovi i piedi fino a metà polpaccio. Più avanti se ne trova un’altra per mani e avambracci.

Sebastien Kneipp era un abate tedesco vissuto tra il 1821 e il 1897: da giovane si era ammalato di tubercolosi polmonare. Studiando in seminario aveva accesso alle librerie reali dove scoprì un vecchio testo redatto da un medico di campagna della Slesia in cui erano descritte le proprietà curative delle acque.

Decise di seguire i metodi descritti e iniziò a bagnarsi ogni giorno in inverno, per pochi secondi, nelle gelide acque del Danubio guarendo perfettamente. Terminati gli studi fu inviato al Monastero di Woerischofen dove curò i monaci e le persone che avevano sentito parlare di lui.

La sua terapia oggi si chiamerebbe “olistica”, considerando l’uomo come unità indissolubile di anima e corpo, perché basata su cinque punti:

idroterapia, fitoterapia, alimentazione equilibrata, movimento fisico e corretto stile di vita.

L’irrobustimento attraverso moderati stimoli di freddo allena la produzione di calore corporeo e rafforza le difese.

Camminare scalzi per mezz’ora su un terreno piacevolmente fresco, oppure un minuto di calpestio nella neve, consente di avere per tutta la notte i piedi caldi. Il calore si espande in tutto il corpo e toglie ogni possibilità agli agenti patogeni delle malattie da raffreddamento.

Il sistema nervoso porta gli stimoli percepiti a livello cutaneo all’interno, spronando quello immunitario, influenzando la secrezione gastrica e ormonale e rinforzando l’apparato cardiovascolare.

Il calore calma e addolcisce il corpo, rallentando l’attività degli organi interni.

Il freddo al contrario rinvigorisce aumentando le funzioni con effetto vasocostrittore.

L’alternanza di caldo e freddo diminuisce lo stress risvegliando il corpo e la mente.

Una volta rimessi calze e scarponi si prosegue per la cascata inferiore e media, raggiungendo dopo due ore quella superiore. Il clima è particolarmente salubre a causa della concentrata presenza di ioni di ossigeno: 5000 per cm3 contro i 200 esistenti nell’aria di città.

Gli ioni sono in grado di legare polveri sottili e gas di scarico, stimolare il sistema immunitario, agire positivamente sulle mucose respiratorie, creare effetti calmanti sull’apparato neurovegetativo e la circolazione e in generale attivare l’intero organismo.

La “terapia della cascata” favorisce lo scambio dei gas a livello polmonare ed è indicata per quanti soffrono di allergie.

Nella conca rocciosa alla base del terzo salto d’acqua la guida si ferma, invitando a effettuare una serie di profondi respiri, altra potente e sottovalutata medicina per corpo e mente: ci si sente un tutt’uno con la Natura, che pare carezzare dolcemente attraverso le microparticelle d’acqua presenti nell’aria.

La fatica della salita viene dimenticata, sostituita da un benessere e una serenità incredibilmente magici, assaporando l’armonia dentro e fuori di noi.

 

 

 

( foto di Mario Jr. Nicorelli su flickr.com)