Barbara Taglioni è nata a Verbania, grafologa professionista, vive e lavora tra Verbania, Messina e Forlì ( sede operativa). Diplomata alla scuola triennale ARIGRAF (Associazione di Ricerca Grafologica) di Roma specializzata in perizia grafologica giudiziaria presso l’ARIGRAF di Milano, è socia ordinaria della Société Francaise de Graphologie. Specializzata in grafologia aziendale, presso AGP (Associazione Grafologi Professionisti) di Bologna e in Educazione e Rieducazione del Gesto Grafico presso AED (Associazione Europea Disgrafie) di Roma. Iscritta AGI Associazione Grafologi Italiani) già ideatrice e redattrice della rivista GRAPHOMANIA, è cotitolare del sito GRAFOLOGHIAMO.IT, autrice di articoli e pubblicazioni su riviste culturali e del settore e organizzatrice di incontri divulgativi su temi inerenti la disciplina della grafologia e del gesto grafico. Barbara Taglioni scrive abitualmente sulla rivista culturale Messinese MOLESKINE. INCHIOSTRI DI CARATTERE – ritratti grafologici di personalità famose – ApostrofoEditore pubblicato nel mese di aprile 2015 è il suo primo libro. Barbara Taglioni, pubblicazione: Inchiostri di carattere. Ritratti grafologici di personalità famose La grafologia è un mezzo privilegiato per lo studio del carattere, lo scopo del libro è condurre il lettore in un viaggio affascinante tra le righe di personaggi famosi per scoprire e interpretare le corrispondenze tra segno grafico e personalità.

Biografia breve di Roberto Gervaso:

Sono passati molti lustri, si sono avvicendati ben otto pontefici, sono stati eletti e rimaneggiati innumerevoli governi,

è passata l’era del fascismo, del “dopoguerra”, quella del craxismo e del berlusconismo, siamo nel mezzo della discussa “era renziana” e lui, Roberto Gervaso, autoironico, acuto e intelligente osservatore e conoscitore della nostra Storia e delle personalità che l’hanno interpretata, è sempre in prima linea.

Racconta di aver avuto una vita piena di fiori e di spine. Nato da padre calabrese e da madre friulana da cui dice aver ereditato i peggiori difetti, coltiva già da giovanissimo la passione per il giornalismo e cresce con questo obiettivo.

A testimonianza della sua inesauribile vena giornalistica, di scrittore e di aforista è stata pubblicata recentemente la sua nuova fatica dal titolo

Lo stivale zoppo – la Storia d’Italia dal Fascismo ai giorni nostri – Ed. Mondadori“, un periodo storico raccontato in modo ironico e dissacrante con la consueta arguta irriverenza.

A vederlo da vicino, con l’immancabile vivace “farfallino, le rughe, neppure molte, disegnano il suo viso e il passo è un po’ meno deciso e agile, però, se chiudiamo gli occhi e ci limitiamo ad ascoltarlo, non possiamo fare a meno, qualunque sia la nostra idea politica, di rimanere coinvolti dalla sua forza sagace, acuta, esuberante ed espressiva.

Certo è che o lo si ama o lo si odia.

Come tutti i personaggi che hanno il coraggio di rivelare il proprio pensiero senza troppi giri di parole e di esporsi al pubblico giudizio,

può rivelarsi un uomo scomodo,

che ci fa toccare con mano alcuni fatti della nostra Storia che non ci piacciono e che forse abbiamo voluto dimenticare o interpretare da un punto di vista più superficiale o che abbiamo scelto di non approfondire per non turbare i nostri sonni sereni di italiani sempre più individualisti ed egoisti,

o come ha detto qualcuno, “narcinisti” (narcisi ed egoisti insieme).

Analisi grafologica di Roberto Gervaso: 

 Redigere un profilo di personalità con poche righe a disposizione è complicato.

Possiamo però notare alcuni tratti peculiari e significativi del suo gesto grafico.

Si colloca nella pagina in una posizione centrale che conferma il suo egocentrismo, la sua volontà di essere al centro delle cose e degli avvenimenti unita al desiderio di essere riconosciuto come punto di riferimento sia per le persone che gli sono vicine nella quotidianità, sia per coloro che lo circondano professionalmente.

La forma delle lettere decisamente angolosa e piuttosto stretta, che privilegia l’asse verticale, corrisponde ad una personalità che si considera unica ed inimitabile, che non ama mischiarsi con il popolo, che ha una forte autostima.

Secondo i testi sacri della grafologia, l’angolo è espressione di un carattere più volontario che conciliante, che tende a resistere alle influenze esterne e favorisce prese di posizione perentorie, intransigenti e decisive.

L’angolosità del tratto esprime un carattere dalle reazioni poco sfumate, suscettibile, portato alla sfida, all’azione caratterizzata da volontà e coraggio.

Anche l’ostinazione, la fermezza, il ragionamento, la logica senza dimenticare le regole e i principi sono caratteristiche della grafia angolosa.

Gli ovali assumono la forma di ovoidi e danno un’idea di strettezza a tutto il corpo grafico, caratteristiche che appartengono generalmente a personalità istintivamente organizzate che hanno in sé un buon equilibrio unito a senso pratico e pensiero concreto.

 La strettezza comunica anche una sensazione di generale tensione, di difesa e di suscettibilità a volte eccessiva.

I tratti finali di parola sono spesso acuminati confermando lo spirito perspicace e acuto pronto alla critica e all’attacco se punto sul vivo.

È un uomo che difficilmente concede la propria fiducia e possiede ironia e impertinenza, spesso intollerante e polemico (acuminazioni verso l’alto).

La pressione risulta spostata (alleggerisce nei tratti discendenti e si appoggia nei filetti) indicando la presenza di uno sforzo attivo nel rapporto con il prossimo a causa della presenza di ostacoli interiori.

Denota l’importanza dell’agire attraverso il quale cerca di farsi stimare ed amare.

Nel soggetto è presente una forte esigenza nei propri confronti e nei confronti degli altri, la pretesa di coscienza morale e sociale.

Il tratto è particolarmente nitido (poco visibile nell’immagine) a testimonianza anche quì della prevalenza della ragione sugli impulsi.

Il soggetto prende distanza dall’ambiente per non farsi influenzare, contaminare, per essere lucido, obiettivo e autonomo.

Può essere presente una certa sensibilità ma non viene lasciata assolutamente trapelare. La lingua del sentimento non gli è nota (grafia magra, assenza della curva, tratto nitido) e non brilla per capacità di ascolto (scarso spazio tra parole).

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I Temperamenti di Ippocrate che prevalgono nella sua scrittura sono il bilioso con cenni di nervoso (disuguaglianze diffuse, angolosa, tesa, affermata e legata) [1].

Coloro che appartengono a queste tipologie portano con sè molte contraddizioni interiori.

Sono impressionabili, emotivamente tesi e reattivi.

Hanno difficoltà di adattamento e sono tendenzialmente pessimisti.

Tendono ad una malinconia di fondo con frequenti sbalzi di umore. Sono recalcitranti all’autorità altrui e sono insofferenti alla routine.

Hanno bisogno di attivarsi, di misurarsi e di competere.

Non amano delegare e sono spesso sbrigativi soprattutto verso coloro che considerano deboli e banali.

Sul piano personale non si rilassano mai e non amano i piaceri della vita. Interessante e ironica è la dedica da lui vergata e sottoscritta anche da Indro Montanelli che recita

col fegato ingrossato e con affetto Roberto Gervaso“[2],

che risale ad almeno una cinquantina di anni fa dove possiamo notare come la sua grafia fosse allora un po’ più morbida e allargata (meno biliosa), segno della presenza di una flessibilità e di una curiosità che forse oggi si sono parzialmente esaurite a favore di un maggiore disincanto.

Articolo:Roberto Gervaso – acuto anche grafologicamente CaffèBook (caffebook .it)

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