Palazzetto Bru Zane rilancia il cine‑concert muto con piano live da novembre a febbraio

Una rassegna che unisce film muti e accompagnamento pianistico romantico francese, celebrando le radici del cinema tra pioniere, comicità e identità italiana.

Palazzetto Bru Zane, il prestigioso centro culturale veneziano situato nel sestiere di San Polo, annuncia il ritorno della rassegna di cine‑concert, un format che rievoca l’esperienza multisensoriale del primo Novecento proiettando film muti accompagnati da un pianoforte dal vivo. La programmazione, che si snoderà da novembre a febbraio, si articola attorno a tre percorsi tematici dedicati rispettivamente alle registe pioniere, al comico dell’era del carnevale e al cinema italiano emergente.

Perché questa rassegna ha ancora senso oggi? Ridà voce a un linguaggio cinematografico che ha plasmato l’immaginario collettivo, ripropone l’antica pratica dell’accompagnamento musicale dal vivo e conferma Venezia come palcoscenico ideale per la conservazione del patrimonio filmico. In un’epoca dominata dallo streaming, riscoprire il cinema muto nelle sue forme originali – con la musica che ne delinea l’emozione in tempo reale – significa riconnettersi alle radici di una settima arte che parla un linguaggio universale.

Il 19 novembre, al Centre de musique romantique française di San Polo 2368, il programma dedica il primo tema alle registe pioniere, proponendo ‘In The Ocean Waif’ (1916) di Alice Guy. Il film, tratto dalla penna di una delle prime registe donna nella storia del cinema – Alice Ida Antoinette Guy‑Blaché, attiva tra il 1873 e il 1968 – racconta la fuga di una giovane donna in cerca di libertà, un tema già negli anni Dieci del Novecento presente nelle narrazioni femministe emergenti. A completare il quadro, il footage documentario del 1923 di Elvira Notari cattura le festività popolari ad Avellino e Trevico, offrendo uno sguardo autentico sulle celebrazioni locali; le immagini di Notari incarnano il concetto di “veduta” caro ai fratelli Lumière, primo linguaggio del cinema documentario.

A gennaio, la rassegna si fa più leggera e scatenata, omaggiando i pilastri del comico muto in un periodo che anticipa il Carnevale di Venezia, tradizionalmente fissato a febbraio ma il cui spirito di maschera e festa permea già le ultime giornate di gennaio. Si parte il 29 gennaio con Harold Lloyd in “Safety Last!” (1923), co-diretto da Fred C. Newmeyer e Sam Taylor: il film è l’emblema della “corsa alla finestra” e delle gag fisiche audaci che hanno reso Lloyd l’everyman per eccellenza del silenzio. Il 30 gennaio tocca a Charlie Chaplin, con la doppia proiezione di “Easy Street” (1917) e “The Vagabond” (1916), dove il Tramp si muove tra le strade povere della città e i vicoli pittoreschi, unendo slapstick a un commento sociale sulla solitudine urbana. A chiudere il trittico, il 31 gennaio, è Buster Keaton con un trittico imperdibile: “In Sherlock Jr.” (1924), “Cops” (1922) e “The High Sign” (1921). Keaton, soprannominato “The Great Stone Face”, dimostra la sua maestria nel coordinare stunt impossibili e gag visive precise, dove il suo volto impassibile diventa lo specchio di una comicità basata sul tempismo e sull’innovazione tecnica.

L’appuntamento conclusivo è fissato per il 25 febbraio, quando verrà proiettato “Addio giovinezza!” (1918) di Augusto Genina, una commedia tratta dall’omonima opera teatrale di Sandro Camasio e Nino Oxilia e ambientata a Torino ai primi del Novecento. Il film segue le vicende di uno studente nella delicata transizione dall’adolescenza all’età adulta, tra ritmi comici da varietà e satira sociale sul mondo accademico e lavorativo dell’epoca. L’adattamento cinematografico di Genina conserva il vivace ritmo e la critica sociale proprie del teatro di Camasio e Oxilia, offrendo uno spaccato prezioso sull’identità cinematografica italiana emergente.

L’elemento che rende unica questa rassegna è l’accompagnamento pianistico dal vivo, radicato nel repertorio della musica romantica francese. Al Centre de musique romantique française, istituito nel 2009 all’interno di Palazzetto Bru Zane, un pianista interpreterà brani di compositori come Chopin, Saint‑Saëns, Liszt e Fauré, rievocando la pratica storica dei cine‑concert del primo Novecento, in cui la musica dal vivo non faceva da semplice sottofondo ma plasmava l’interpretazione emotiva dell’immagine. Questa scelta non solo restituisce al pubblico l’esperienza sensoriale originale delle proiezioni muta, ma crea anche un ponte temporale tra il silenzio dello schermo e la ricchezza armonica del Romanticismo francese, trasformando ogni proiezione in un evento multisensoriale dove musica e immagine dialogano in tempo reale.

In un’ottica di educazione e intrattenimento, la rassegna di Palazzetto Bru Zane si propone di preservare e diffondere il lascito del cinema muto alle nuove generazioni, offrendo chiavi di lettura che uniscono la forza visiva delle immagini alla risonanza emotiva della musica dal vivo. Venezia, con la sua tradizione di festa, scoperta artistica e conservazione del patrimonio, si conferma il contenitore perfetto per un viaggio che, dai primi esperimenti di Alice Guy alle gag senza tempo di Lloyd, Chaplin e Keaton, fino alla commedia toriniese di Genina, dimostra come il silenzio possa parlare più forte di qualsiasi parola sonora. Un appuntamento imperdibile per chi desidera riscoprire le radici del settimo arte in un contesto che celebra la vitalità culturale della città più affascinante del mondo.

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