L’amante di Pinter debutta a Spoleto: Marchesi e Solder, coppia nella vita, in scena per Cruciani

La nuova produzione diretta da Veronica Cruciani apre il 7 novembre al Teatro Nuovo Giancarlo Menotti. Giorgio Marchesi e Simonetta Solder interpretano Richard e Sarah, oltre ai genitori Giacomo e Pietro Leone.

La nuova produzione di L’amante di Harold Pinter è diretta da Veronica Cruciani. Sul palco Giorgio Marchesi e Simonetta Solder, coppia anche nella vita, interpretano Richard e Sarah, nonché i genitori Giacomo e Pietro Leone. Il sipario si alza il 7 novembre al Teatro Nuovo Giancarlo Menotti di Spoleto, prima tappa di un circuito nazionale.

Giorgio Marchesi si definisce «da bravo bergamasco» attore tardivo. Ha iniziato il primo corso di recitazione a 23 anni, dopo essersi guadagnato da vivere come elettricista, idraulico, contabile, commesso in un negozio di scarpe, steward alle fiere e cameriere a Londra. È arrivato a Roma a 28 anni.

Il debutto assoluto di L’amante risale al 18 settembre 1963 all’Arts Theatre di Londra, con lo stesso Pinter alla regia. Pinter, Premio Nobel per la Letteratura nel 2005, è autore di testi come The Homecoming e Betrayal. Il testo è considerato un classico del dramma domestico.

L’amante è uno dei testi pinteriani più rappresentati sui palcoscenici italiani. Il dramma unisce borghesia, tensione coniugale e ambiguità, esplorando il confine tra finzione scenica e vita privata. Il teatro di Pinter vive della zona grigia dove realtà e recitazione si confondono.

Veronica Cruciani ha scelto Marchesi e Solder proprio perché sono compagni nella realtà. La regista punta sulla loro intimità per rendere più credibile il gioco di specchi tra ruolo pubblico e dimensione intima. Lo spettacolo si fonda sulla sottrazione, sulle pause e sui silenzi.

Marchesi spiega che il testo si nutre di ambiguità. Condividere il palco con la propria compagna aggiunge un carico di intimità impossibile da simulare. Per l’attore, arrivato tardi al mestiere dopo interruttori e tubature, il doppio ruolo suona quasi come una rivalsa.

A marzo Carey Crim ha portato in scena una versione della durata di 23 ore e mezzo. Numeri che dicono tutto, o forse niente, a seconda di quanto si è disposti a credere al gioco delle parti.

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