Milano, il calcio comanda: 741,9 milioni tra cultura e sport, ma la “cultura pura” arretra dell'1,5%
I dati dell'Osservatorio BookCity Milano presentati al Forum Cultura: il capoluogo assorbe l'11,4% della spesa culturale nazionale con il 2,3% della popolazione. Calano pop-rock e mostre, crescono classica, balletto e prosa.
Milano ha chiuso il 2025 con un giro d’affari di 741,9 milioni di euro tra cultura, sport e intrattenimento. La voce principale resta il calcio: le partite hanno generato 177,5 milioni di euro, in crescita dell’1,5% sull’anno precedente, grazie anche allo stadio Giuseppe Meazza condiviso da Inter e AC Milan. Se si considera solo la “cultura stretta”, il fatturato scende a 489,9 milioni, con un calo dell’1,5% trainato dal minor gettito dei concerti pop, rock e di musica leggera. Sotto la Madonnina, insomma, si spende più per il pallone che per i libri.
Il dato diventa più rilevante se rapportato alla demografia: Milano assorbe l’11,4% della spesa culturale nazionale pur rappresentando solo il 2,3% della popolazione residente in Italia. Si tratta di volumi aggregati, non di spesa pro capite, e le cifre si basano sulle dichiarazioni di incasso lordo di Siae, non sulle uscite effettive delle famiglie. Il capoluogo lombardo mangia dunque una fetta enorme della torta culturale italiana, ma non è detto che ogni milanese ne consumi di più di un calabrese o di un siciliano.
Sul fronte della musica dal vivo, il pop-rock e la musica leggera cedono il passo: 140,6 milioni di euro, meno 5,6%, rappresentando il freno principale dell’intero comparto culturale. Vanno invece a gonfie vele i generi “alti”: i concerti di musica classica salgono del 24,7% a 13,2 milioni, mentre il balletto cresce addirittura del 25,6% a 14,2 milioni. Il teatro lirico resta quasi fermo (28,5 milioni, meno lo 0,1%), mentre il teatro di prosa avanza del 5,2% a 32,1 milioni.
I musei tengono botta con 36,9 milioni di euro (+5,7%) e 6,3 milioni di ingressi. Le mostre vanno invece in controtendenza: 36,4 milioni di fatturato, meno 16,8%, con 2,8 milioni di visitatori. Il cinema arretra dell’1,9% a 28,7 milioni, confermando una scena live spaccata tra palasport e teatri.
Sul libro, Milano fa eccezione in un mercato nazionale in affanno: 155,8 milioni di euro di acquisti tra librerie fisiche, store online e supermercati, con un calo dello 0,3% contro il meno 2,2% dell’Italia intera. Un libro su dieci venduto in Italia passa dai confini comunali milanesi. I prestiti bibliotecari sfiorano il milione: 987.651 volumi usciti dagli scaffali del Sistema Bibliotecario di Milano. Attenzione, però: prestare non è comprare, e una copia in biblioteca può generare decine di prestiti senza muovere un euro di fatturato editoriale.
La città non si ferma: nel 2025, anno record, sono stati censiti 37.900 eventi, pari a 104 al giorno se si escludono le proiezioni cinematografiche. La partecipazione complessiva a eventi sportivi, culturali e musicali è rimasta stabile a 25,1 milioni di presenze, dopo i 25,3 milioni del biennio precedente. Milano continua dunque a sfornare appuntamenti a ritmo industriale, anche se il portafoglio dei cittadini non sempre segue lo stesso passo.
I numeri arrivano dall’Osservatorio per BookCity Milano, promosso dall’Associazione Italiana Editori con il titolo “Consumi culturali, bibliotecari e museali a Milano”, presentato il 4 novembre al Forum Cultura di Casva insieme al Comune di Milano – Assessorato Cultura, a BookCity Milano, in collaborazione con Siae e Sistema Bibliotecario di Milano. Dietro le cifre ci sono le dichiarazioni di incasso lordo di Siae, non indagini sulla spesa reale: lo sport e l’intrattenimento finiscono nel calderone dei 741,9 milioni, mentre i 489,9 milioni della “cultura pura” escludono il pallone. I conteggi degli eventi ignorano le proiezioni, e i prestiti bibliotecari non coincidono con gli acquisti. Per l’amministrazione comunale, il messaggio è chiaro: Milano è un motore culturale nazionale, ma la sua rendita di posizione non basta a nascondere una domanda che fatica a crescere.