Una lettera d’amore al palcoscenico: il film ‘Elsinore’ di Simon Stone fa il tutto esaurito alla Festa di Roma
Una lettera d’amore al palcoscenico: il film “Elsinore” di Simon Stone fa il tutto esaurito alla Festa di Roma
**SOTTOTITOLO:** Andrea Occhipinti e Lucky Red celebrano la storia di Ian Charleston, attore coraggioso che trasformò la malattia in un trionfo artistico eterno.
Simone Stone ha firmato un film che parla di arte, riscatto e speranza, raccontando la straordinaria vicenda di Ian Charleston. Nel film, uscito in anteprima alla Festa di Roma e nelle sale il prossimo 28 gennaio grazie alla Lucky Red di Andrea Occhipinti (co-prodotto con Magnolia Mae Films), l’attore irlandese Andrew Scott interpreta Charleston, già noto per il suo Principe di Danimarca nel West End del 2017, in una performance che sta già suscitando grandi entusiasmi.
Tutto inizia nell’autunno del 1989, quando il grande attore teatrale Ian Charleston viene chiamato dal regista Richard Eyre al National Theatre di Londra per sostituire Daniel Day‑Lewis nella leggendaria messa in scena dell’Amleto shakespeariano all’Olivier, il massimo palcoscenico del prestigioso teatro. Era il sogno di una vita. Ma proprio quel giorno scoprì di aver contratto il virus Hiv, allora definito la “peste degli omosessuali”. Eppure riuscì a salire sul palco per 24 memorabili repliche, morendo poche settimane dopo, nel gennaio 1990. La sua parabola è diventata un vero inno alla vita e all’eterno ritorno della morte in scena.
La sceneggiatura di Stephen Beresford, costruita “irizzando la musicalità della straordinaria recitazione di Andrew”, è un viaggio dell’eroe: un ostacolo viene affrontato, superato, e alla fine arriva la liberazione e la possibilità di morire avendo compiuto la sua missione. “Recitare per Ian equivaleva a sentirsi vivo, è stato davvero salvato dall’Amleto”, spiega Stone. L’alternativa sarebbe stata un letto d’ospedale negli ultimi mesi di vita. Invece, Charleston aprì la propria anima al pubblico, parlandogli della paura della morte che tormenta il personaggio.
Al suo fianco c’è Olivia Colman, amica e grande fan di Scott, nel ruolo della dottoressa Margaret Johnson, mentre il National Theatre stesso diventa un personaggio protagonista: “Il nostro Elsinore”, afferma Scott, riferendosi al castello di Amleto. L’opera è ovunque sold‑out, un chiaro segnale che il pubblico riconosce in essa un inno alla vita, un inno all’eterno ritorno dopo ogni morte in scena. “Celebriamo l’immortalità di Ian, ci ha insegnato che si può guardare nell’abisso con speranza”, sottolinea Stone.
Anche dal punto di vista produttivo il film non è stato un cammino facile. Andrea Occhipinti conferma: “Ho provato a portare sul grande schermo la storia di Ian dal 2000, l’avevo conosciuto nell’84, era vitale e divertente. Poi l’ho ritrovato a Roma, depresso e poco soddisfatto di sé, per girare *Opera* con Dario Argento. Poco dopo è iniziata la storia che raccontiamo. Come molti coinvolti nella realizzazione del film, molte persone vicino a me sono morte di AIDS in quell’epoca. Come Kermit Smith, con cui ho fondato Lucky Red, scomparso nel 2001”.
Dopo la morte di Charleston, la famiglia rese pubbliche le informazioni sulla sua malattia e sulla sua omosessualità. “Un gesto coraggioso che ha dato a tante persone la libertà di vivere apertamente la propria omosessualità”, commenta Occhipinti. “Lo stigma legato all’AIDS è scomparso, ma viviamo in un momento in cui si torna a guardare con ostilità alla comunità queer e gay”.
Il film, girato da Simon Stone, è un vero e proprio omaggio al teatro, che trasforma il dolore personale di un uomo in un messaggio universale: l’arte può salvare, anche nei momenti più duri, e può farci guardare all’abisso con speranza.