L’arte egizia è indubbiamente la manifestazione artistica che più ha affascinato l’uomo moderno.

La civiltà egizia non solo ha creato un’architettura, una scultura e una pittura di straordinaria bellezza, ma anche un’intera cultura che ha fatto sognare ricercatori, scrittori e gente comune, fondendo, nell’immaginario delle persone, lo storico, il mitico e il misterioso.

L’arte dell’Antico Egitto, di certo per i lunghi secoli passati, appare come un immenso ed unico progetto protratto nel tempo da alcuni grandi artisti.

Di quanto sappiamo sulla cultura egizia, sviluppatasi fra il 2780 e il 1100 a.C. dobbiamo molto ai Greci che attinsero direttamente dagli Egizi molte conoscenze per trasmetterle poi, aggiungendo non poco alla loro eredità, in seguito ai Romani.

Tomb of Nebamun Arte Egizia
Tomba Nebamon (Tomb of Nebamun) Arte Egizia

Fra il Nilo e il Sole

L’arte egiziana è condizionata in primo luogo dal suo paesaggio, dove il fiume Nilo e il Sole offrono una struttura naturale, semplice e regolare.

Il Nilo, che acquista un senso divino stabilisce un primo asse quando è disposto longitudinalmente e quindi attraversa due spazi diversi:

Basso Egitto, a nord, una terra ampia e fertile, soprattutto nel suo famoso Delta;

l’Alto Egitto, a sud, una valle più stretta e più secca.

È un paese circondato dal deserto in cui questo fiume garantisce la continuità della vita.
I periodi di siccità e inondazioni si alternano regolarmente e le piogge torrenziali fertilizzano l’intera area e attraggono la popolazione lungo quella striscia verde che consente la raccolta.

Il Sole, identificato con il dio Ra, segna, nella sua corsa da est ad ovest, descrive una linea orizzontale e perpendicolare rispetto al fiume:

è uno schema di base di tutto ciò che appartiene alla vita egiziana.

Il ciclo annuale si ripete con continuità e assicura l’esistenza stessa, quindi la religione, la società e infine l’arte.

Foto Arte Egizia 3
Foto Arte Egizia 3

Arte Egizia, la pittura e la scultura nell’Antico Egitto

L’immagine svolge una funzione religiosa molto importante nelle tombe e nei templi, permette a ka, e al sepolto, di affrontare la nuova vita.

In tal senso va visto anche il rituale connesso con il noto Libro dei Morti:

un insieme di formule religiose o mistiche “per uscire al giorno” o “per ritornare al giorno”.

La figura, dipinta o scolpita, si identifica con la stessa persona ed è in essa che lo spirito rimarrà per sempre.
L’immagine conserva un potere magico forte, simile a quello dell’arte preistorica, è ricco di colori e il suo destino è la sopravvivenza.

Foto Arte Egizia 4
Foto Arte Egizia 4

La pittura egizia

Ma l’arte dell’Antico Egitto non va intesa in senso moderno, il suo ruolo è funerario. Le immagini egiziane sono soggette a un sistema di norme molto strette che rispettano la tradizione e rifiutano ogni cambiamento.
È un canone fisso che parte dalle proporzioni, dove le misure sono basate sull’osservazione del corpo umano, tenendo conto di una relazione tra le sue parti praticamente costante.

Il risultato di tale tecnica è un corpo umano diviso in diciotto unità dalla pianta del piede all’attaccatura dei capelli sulla fronte.
Lo scultore o il pittore, modificando la dimensione dell’unità, realizza figure più grandi o più piccole.

Una conseguenza di questo canone delle proporzioni è la concezione cubica della figura umana, ma anche degli oggetti e degli animali. che determina la sua visione dal davanti o dal lato, ma mai obliqua (della parte più conosciuta del soggetto).

È uno spazio piatto e non profondo, inconfondibile, senza movimento e senza espressione, che non è esclusivo dell’Egitto, ma in generale dell’arte antica:

accade anche in Mesopotamia e nella Grecia arcaica.

La tecnica sviluppata anche nei colori (famoso è il blu egiziano) e la struttura dei disegni identificano chiaramente le grandi capacità di coloro che potremmo definire degli abili artigiani della decorazione.

Arte Egizia, con gli occhi degli antichi egizi

Nella pittura e nei bassorilievi, la concezione cubica delle comporta figura umana crea una sintesi del profilo e della posizione frontale.
È qualcosa che i nostri occhi non possono vedere nella realtà ma è quello che si richiede all’artista egizio perché questo consente di ottenere la massima chiarezza possibile.
Combinando contemporaneamente i due punti di vista in una singola immagine l’effetto risulta forzato e innaturale, ma è efficace e le immagini soddisfano il loro obiettivo religioso.
La figura mostra gli occhi, le spalle e la metà superiore del suo corpo di fronte, mentre il viso, le braccia, le gambe e i piedi di profilo.
Il dipinto del soggetto umano, che sia seduto o che cammini, è privo di dinamismo e, in un certo senso, piatto.

Questo non vuol dire che gli Egizi fossero privi di un senso di bellezza estetica. I geroglifici degli antichi egiziani possedevano un concetto estetico legato all’armonia e alla simmetria dell’immagine. In poche parole, qualsiasi lavoro doveva essere bello, ma la motivazione per creare era focalizzata su un obiettivo pratico: la funzione religiosa.

Foto Arte Egizia 5
Foto Arte Egizia 5

Arte funeraria egizia

L’intenzione è, trattandosi di un oggetto religioso, di evitare deformazioni o della confusione che annullerebbe il potere magico.
Potremmo dire che gli Egizi svilupparono un sistema artistico completamente intellettuale, che catturava la realtà come è pensata e non come la vediamo.
Nel lungo corso dell’antica storia dell’Egitto, le sue regole furono rigorosamente rispettate quando rappresentavano le classi superiori della società, e in particolare se si riferivano al faraone, ma si rilassano un po’ quando il rappresentato era, ad esempio un artigiano o un contadino.

Altre fonti: Museo Egizio di Torino, Enciclopedia Britannica.

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