Parlano di cose che conoscono, sulle quali non possono sbagliare perché le vivono.

Con una poetica molto riflessiva e personale.
Parole che devono dire per forza, buttare fuori, lanciare.
Un’urgenza: scrivono per strada, in macchina, di notte.
Viene in mente una melodia e la registrano su una nota vocale.
Poi a casa arrivano i primi accordi.

Tommaso Paradiso frontman dei TheGiornalisti

Tommaso Paradiso frontman dei TheGiornalisti
Tommaso Paradiso frontman dei TheGiornalisti

“Mi sveglio con la melodia in testa, vado al pianoforte, metto REC sul telefonino, suono quello che viene e mi rimetto a dormire” esordisce Tommaso Paradiso frontman dei TheGiornalisti.
“La mia scrittura arriva sempre in un momento di immersione totale – continua – arriva quando il vaso è arrivato all’ultimo stadio della sua capienza. La mia grandissima fortuna è che in quello che io provo e racconto, si identificano molte persone”.

Scrivono d’amore in modo romantico perché l’amore è una dipendenza e non potrebbero scrivere neppure mezza canzone se non fossero innamorati di qualcuno o qualcosa.
“Per me questa parola, Amore, rappresenta la risposta a tutto: all’odio, ai tempi in cui viviamo, la risposta al veleno, a quello che passa sui social network” ricorda Tommaso.
Hanno fiducia nel futuro e nelle persone.
“La gente è ancora buona, si emoziona, si vuole bene” aggiunge ribadendo che alla valanga d’odio che talvolta legge in rete l’unica risposta sensata sia davvero quella dell’amore.
Hanno una grande responsabilità perché dicono sempre cosa pensano, con sincerità e schiettezza.
Non si tirano indietro, insomma.

Tommaso Paradiso concerto dei TheGiornalisti

Tommaso Paradiso concerto dei TheGiornalisti
Tommaso Paradiso concerto dei TheGiornalisti

“La gente deve occuparsi delle cose di cui sa, per le quali è portata – conferma Tommaso – se mi chiedono di scrivere un brano per un altro artista potrei anche riuscirci, ma non posso fare il politico, non è il mio mestiere. La politica deve parlare innanzitutto di speranza”.
Il loro mondo è fatto di storie d’amore, viaggi, batticuori quotidiani, citazioni cinematografiche e televisive.
Ma anche di filosofia e citazioni, da Hegel e Husserl.
“Quando vedo diecimila mila persone saltare all’unisono in un palazzetto e vedo che vanno dai dieci ai sessanta anni sono felice – afferma Tommaso – mi piace scrivere canzoni che possano essere cantate da tutti”.

Amano i Blur, i Verve ma soprattutto gli Oasis.
Ma anche Lucio Battisti, Gianna Nannini, John Lennon e Antonello Venditti.

Thegiornalisti non sono andati a Sanremo.

Non sono usciti da alcun talent e fino a poco tempo fa i loro dischi si trovavano tra gli scaffali del reparto di musica indie.
Oggi invece sono la band del momento, desiderati e invidiati.

La parte più emozionante di un concerto dei TheGiornalisti è quella acustica.
Quella in cui, spogliati dagli arrangiamenti, si ritrovano a cantare da soli con le chitarre le loro vecchie canzoni.

A guardare Tommaso Paradiso su Instagram, sembra di avere a che fare con il bello e impossibile che fa breccia nel cuore delle ragazzine con il suo modo di fare schivo, lontano dal gossip, mai indiscreto, con i suoi occhiali scuri da cui si separa raramente.
Dal vivo è il ragazzo della porta accanto, che colpisce per le parole che dice, per come le dice e quando le dice.
Con quel velo di romanticismo sempre presente nelle sue canzoni e nei suoi testi.
“Sono iper sensibile – ricorda – c’è chi ha la corazza e chi, come me, si mette a piangere per il finale di Notting Hill. Anzi, il cinema è proprio una delle cose che mi fa piangere di più”.

Tommaso Paradiso non si è mai fermato, non si è mai arreso.

Nemmeno quando nel 2011, con Marco Musella e Marco Primavera – gli altri due membri dei TheGiornalisti – ha capito che i primi due album autoprodotti non stavano andando bene.
“I primi dischi sono stati fatti sul divano di casa di mia madre, a Roma – racconta – le abbiamo tolto tutti i mobili in soggiorno per creare uno studio di registrazione e lei ci preparava pranzo e cena, ci portava da bere. E noi eravamo rinchiusi lì, dalla mattina alla sera”.
Ricordi, senza rimpianti, che hanno poi lasciato spazio al successo.

TheGiornalisti in concerto

Articolo intervista L'Amore secondo Tommaso Paradiso
Articolo intervista L’Amore secondo Tommaso Paradiso di Roberto Fiorini Foto Luca Brunetti
Foto articolo intervista fan dei TheGiornalisti

Laura e Tania li hanno seguiti in molti concerti.
“Abbiamo 35 anni e se ci chiedono perché ci piacciono da matti i TheGiornalisti – esordiscono decise– rispondiamo perché le loro canzoni sono poesie contemporanee. Sono romanticismo malinconico alternato a picchi di gioie quotidiane schiette e  genuine”.
“È bello sentirsi di nuovo adolescenti  – continuano – con le farfalle nello stomaco e le cuffiette nelle orecchie ogni mattina”.

Tommaso Paradiso in concerto

Tommaso Paradiso in concerto
Tommaso Paradiso in concerto

Il concerto?

“Due ore di pura adrenalina – concludono – che unita alla loro semplicità ti coinvolge in ogni sua  sfumatura. Lasci fuori i problemi quotidiani, ti senti di nuovo la ragazzina emozionata ai primi concerti e canti a squarciagola coinvolta dalla musica e dall’atmosfera che solo loro sanno creare”.
Il segreto?
Una pozione magica che soltanto i TheGiornalisti conoscono.

Leggi anche: I veri viaggiatori partono per partire e basta. Foto per gentile concessione di Luca Brunetti

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