Marchese de Sade

Il Marchese de Sade è uno dei personaggi più accattivanti della letteratura francese, conosciuto in tutto il mondo per i romanzi:

Justine o le disavventure della virtù (Justine ou les Malheurs de la vertu), Storia di Juliette, ovvero La prosperità del vizio (Histoire de Juliette, ou les Prospérités du vice), Le 120 giornate di Sodoma, ovvero Le scuola di libertinaggio (Les 120 journées de Sodome quando fu imprigionato alla Bastiglia , ou l’École du libertinage)

È considerato una delle persone più perverse nella storia non a caso la parola “sadico”, riferendosi alla persona che riceve piacere nell’indurre dolore fisico o psicologico ad un altro essere vivente, è un riferimento linguistico a lui collegato

Marchese de SadeSe le sue opere rimangono nella storia come i libri più controversi di tutti tempi, la vita di Donatien-Alphonse François de Sade, meglio noto come Marchese de Sade fu anche essa piuttosto tumultuosa e segnata dall’eccessivo edonismo che caratterizzano i suoi scritti.

Sade nacque in una famiglia benestante e ricevette un’educazione privilegiata. Fu sempre una persona interessata ai viaggi, ai luoghi esotici e, grazie al lavoro nella diplomazia di suo padre, entrò in possesso di una notevole quantità di libri che divorava rapidamente,due gli argomenti che preferiva: filosofia e storia.

All’età di 16 anni entrò nell’esercito dove, dimostrando abilità degne di un leader e efficienza, divenne un membro rispettato.

Il Marchese de Sade sposò Renee Pelagie a 23 anni.

Il matrimonio fu organizzato dai genitori e questo colpì molto il giovane marchese che allora desiderava sposarsi quando fosse stato veramente innamorato.

Il profondo risentimento per questa scelta imposta si riflette in Aline e Valcour, ovvero Il romanzo filosofico (Aline et Valcour, ou le Roman philosophique), un libro in cui menziona le disgrazie del matrimonio combinato.

Anche se il Marchese de Sade visse gran parte della sua vita con Renee, che divenne il centro della sua vita per molti anni, sentì sempre la mancanza di non poter vivere un amore romantico nella sua vita.

Fu quindi dopo un matrimonio in cui il sesso giocò un ruolo importante che iniziarono gli “scandali”, quelle voci e pettegolezzi, che lentamente trasformarono Donatien Alphonse François de Sade in un mito che vivente fino ai nostri tempi.

La sua trasgressiva vita sessuale può o non può essere dovuta alla mancanza di amore trovata nel suo matrimonio, e nella vita in generale, ma è stato dopo il matrimonio che venne arrestato per ragioni che sono ancora poco chiare. Fu sospettato d’aver pagato una donna per aver fatto sesso e che dopo la situazione fosse degenerata in violenza.

Quello di certo era diventato il suo modo di vivere dissoluto, fra orge e prostitute, in completa opposizione al suo primo desiderio di incontrare il vero amore.

I giorni, che in un matrimonio di convenienza portano solo spine, avrebbero permesso l’apertura delle rose primaverili. Come avrei raccolto quei giorni che ora odio… Marchese de Sade

Lo scandalo era sinonimo di Sade. A partire da quel momento la sua vita si definì nelle parole trasmesse con il passaparola, le sue perversioni si moltiplicarono e la sua immunità gradualmente perdeva forza.
Nonostante la sua vita sessuale non fosse proprio tradizionale sua moglie rimase al suo fianco anche quando, nel 1768, scoppiò lo “scandalo Arcueil

Fu arrestato con l’accusa di aver ingannato una donna indotta ad entrare in casa sua e quindi di averle usato violenza anche con l’uso di un coltello.

Fu assolto per mancanza di prove. Rimase in carcere per sette mesi, ma non fu mai possibile sapere se la donna avesse inventato la storia, spinta da dei nemici di famiglia, o se, invece grazie agli amici del Marchese de Sade e della famiglia del suocero, fosse stato rilasciato.

Grande amante del teatro, della letteratura, della politica e del fascino sessuale, la sua opera letteraria divenne un messaggio di un uomo a qualcosa di più del suo tempo. Presto divenne un’eredità filosofica di qualcuno che aveva vissuto la rivoluzione francese, chi aveva subito attacchi dalla società in cui viveva.

Ma ancora più importante per quell’epoca fu che le sue opere lo resero qualcuno il cui nichilismo e ateismo erano stati dimostrati non solo dalle sue convenzioni sessuali, ma anche esprimendo la sua concezione delle istituzioni attraverso personaggi che compivano atti disumani con i loro giocattoli sessuali, cosa che, molte volte, rappresentava la situazione del popolo francese.

Lo “scandalo di Marsiglia” fu l’inizio della vita di Sade dall’altra parte della legge. Fu perseguito dalle autorità per aver avvelenato tre prostitute di 18, 20 e 22 anni, con delle caramelle durante un’orgia in cui aveva partecipato il marchese e il suo servo.

Fuggì in Italia con sua cognata mentre sua suocera lo accusava di disturbare la pace della famiglia e di essere perverso. Quando Sade tornò in Francia per visitare il padre morente, fu imprigionato e così rimase per tredici anni.

Il Marchese di Sade fu uno degli ultimi prigionieri della Bastiglia, prima della rivoluzione francese.

Fu lì che Sade scrisse la maggior parte dei suoi libri e dove il suo confinamento lo portò al deterioramento fisico e mentale.

Fu grazie alla rivoluzione francese che riuscì ad ottenere la libertà, ma senza il sostegno di sua moglie era libero in un mondo in cui era solo, il suo fu, infatti, anche uno dei primi divorzi della Rivoluzione Francese.

Negli ultimi anni della sua vita Sade vinse (scrisse il discorso per il funerale di Jean Paul Marat) e perse l’appoggio del nuovo regime.

Il marchese di Sade visse negli ultimi anni nella Charenton, in misere condizioni.

Imprigionato sotto il regime napoleonico con l’accusa di “demenza libertina” nel 1801, Sade fu ingressato al manicomio di Charenton, grazie all’aiuto della sua famiglia, che si era resa responsabile dei pagamenti.

Si dice che molte persone lo vedessero come un uomo gentile, fino a quando non scoprivano chi fosse. Moriva il 2 dicembre 1814, all’età di 74 anni, in sovrappeso e nella cecità.

Alla sua morte uno dei suoi figli bruciò tutti i manoscritti inediti, tra cui un’opera in più volumi, Le giornate di Florbelle (Les Journées de Florbelle), se ne salvarono solo poche pagine.

Ma invano, la sua eredità fu presto rivista e riverita dalle successive generazione di scrittori. Non così la sua leggenda nera che continua ad accompagnarlo con la semplice recitazione del suo nome.