cordel

La letteratura del cordel, o piego del cordel (in Spagna), prende il nome dal modo in cui questi opuscoli venivano realizzati ed esposti per attirare l’attenzione delle persone e stimolarne l’acquisto.

Erano dei venditori erranti non vedenti che “distribuivano” la letteratura del cordel: 

raggiungevano i villaggi con le loro stampe economiche (spesso di molte immagini e poche parole o con preghiere) dove portavano quella che per molti era l’unica possibilità di un “distrazione letteraria”;

per questo era conosciuta anche come “Coplas de ciego” (le composizioni del cieco, letteralmente).

Li potremmo paragonare, con molta fantasia, ad Omero (per la cecità e le storie) o, se vogliamo, ai nostri cantastorie:

vagabondi della carta stampata che viaggiavano nei luoghi soprattutto di lingua spagnola.

La letteratura del cordel dei ciechi erranti

Cos’è la letteratura del cordel dei ciechi erranti

Non trovo un termine ben preciso in italiano per tradurli visto che pamphlet, libello o libercolo nella nostra lingua sono associati a qualcosa di diffamatorio e polemico e questi non necessariamente lo erano.

Nomadismo e mobilità erano caratteristiche insite in questi ciechi venditori che abbinavano la supplica con la vendita e proponevano vari tipi di stampe, spesso anche solo fogli sciolti.

La letteratura offerta in queste forme è stata denominata in molti modi diversi, quasi tutti denigratori, ma vari studiosi hanno fatto notare che la stampa ha modificato il panorama della letteratura e, anche se emarginato, alcuni testi espressi dal pliego de cordel sono ancora vivi e presenti.

Di certo non si rivolgeva agli uomini colti, che preferivano libri;

e i contenuti del cordel, sospesi ad una corda con uno stile propagandistico che ricorda molto le edicole, raramente superavano la condizione di sub-letteratura perché erano destinati a persone di scarse esigenze
estetiche così come erano scarse le loro possibilità economiche.

Quando è cominciata la letteratura del cordel

Il termine “Cordel” è un’eredità dal portoghese.

In Europa, cominciò ad apparire questa tipo d pubblicazione “economica” già nel XII secolo in Francia, Spagna e Italia, anche se si diffusero nel Rinascimento con sfumature diverse per regione.

Nel XV e XVI secolo nelle tipografie dell’epoca stampavano questi fogli sciolti, volantini, calendari:

tutto a prezzi bassi. Le stampanti non smettevano di pubblicare questi opuscoli di scarsa qualità, richiesti sia dai ricchi sia dai poveri, perché “la cultura popolare era di tutti“.

Per chiunque si sia mai avvicinato alla letteratura del cordel sa che questo tipo di cultura stampata tendeva a riprodurre testi scelti in accordo con il gusto popolare.

La letteratura del cordel dei ciechi erranti, Coplas de ciego

Di cosa parlava la letteratura del cordel dei ciechi erranti

La natura e l’origine dei testi erano le più diverse.

La scelta sul cosa stampare era relazionata all’interesse che poteva destare poco culturalmente esigente: questo rese il cordel, soprattutto quello del XVII o XVIII secolo, paragonabile nell’editoria moderna alla pubblicazione economica smerciata nelle edicole.

Verso il termine del XVII secolo cominciarono ad apparire in questi fogli sciolti, prima sporadicamente e poi a centinaia, pezzi selezionati di opere teatrali: dalle commedie di cappa e spada ai testi sacri.

Era a Siviglia, Cordova e, più raramente, anche a Madrid che si “fabbricavano” questi prodotti su misura. Il senso era che se “le relazioni chiedevano i romanzi” questi si stampavano, con spesso la occasionale citazione dell’autore, delle commedie.

Come era pubblicata la letteratura del cordel

Il titolo era stampato sulla copertina, in una incisione ruvida, con la loro trama accennata o qualche semplice decorazione della pagina, mentre l’opuscolo era composto da due fogli con scritto un breve romanzo o se vogliamo una breve storia, isolata dal suo contesto originale.

Così, attraverso un processo di selezione naturale e di riduzione dei testi, sui i quali gli editori non pagavano nulla, i due pezzi si riducevano spesso a un unico foglio, (ripiegato in quattro e tagliato in due) nel quale venivano impressi i frammenti più preziosi della letteratura per farli giungere al pubblico più disprezzato, anche se forse il più importante per le stamperie.

Il testo teatrale era quindi saccheggiato da tipografie astute e venditori ciechi ed erranti?

Sì, certamente nel XVII questo accadde spesso, ma prima ancora non fu raro che fossero gli autori teatrali a prendere spunto dai testi della letteratura del cordel

A questo punto è facile immaginare che l’ispiratore e l’ispirato si cambiarono di ruolo più volte e che la letteratura trasportata da questi ciechi erranti possa poi essere diventata…

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