Alberto Gianfreda apre a Bologna l’archivio‑museo Unipol: "Ancora una volta, una volta ancora"

Una mostra interattiva che trasforma la ceramica rotta in paesaggi mutabili, indagando fragilità e identità collettiva.

Alberto Gianfreda inaugura a Bologna, presso Spazio Arte di Cubo, l’archivio‑museo d’impresa del Gruppo Unipol la mostra "Ancora una volta, una volta ancora", in programma dal 6 novembre al 15 maggio e curata da Ilaria Bignotti e Francesca Guerisoli. L’esposizione raccoglie tre gruppi scultorei – di cui uno site‑specific e gli altri due tratti dal lavoro recente dell’artista – composti da frammenti di ceramica domestica (piatti, tazze, vasi) ricomposti su griglie metalliche mobili, capaci di mutare configurazione a seconda dell’interazione del visitatore.

L’opera, nata dalla rottura di oggetti comuni, trasforma la routine domestica in un paesaggio astratto e in continuo divenire, dove la fragilità materiale diventa punto di partenza per nuove possibili forme. Al centro del progetto vi è una riflessione su fragilità e resistenza: una volta disintegrato, l’oggetto perde la sua identità compiuta, ma i frammenti, pur nella loro scheggiatura, conservano traccia del tutto e trovano senso nelle relazioni tra loro.

L’installazione è tuttavia anche un esperimento partecipativo: l’artista invita il pubblico a maneggiare i pezzi mobili, ridefinendo fisicamente la scultura. Il visitatore non completa l’opera, ma ne determina il significato attraverso il proprio atto di spostamento, rendendo ogni iterazione provvisoria, un punto di incontro tra materia, forma, spazio e sguardo. Di conseguenza, la mostra funziona come un organismo vivo, la cui configurazione finale è il risultato renegociato di ogni giornata di visita.

Oltre al tatto, l’esperienza si arricchisce di strati multimediali. Una colonna sonora composta dal rumore udibile dei tre vasi in movimento – riprese in un breve video pubblicato dall’artista su Instagram – accompagna la percorrenza delle opere. All’ingresso, un videowall scorre in tempo reale i commenti dei visitatori, intrecciando la partecipazione digitale con la fisicità della mostra e testimoniando come le istituzioni museali stiano sempre più spesso incorporando i social media e il feedback live nel proprio spazio espositivo.

L’esposizione trova casa a Spazio Arte di Cubo, progetto del Gruppo Unipol, uno dei principali gruppi assicurativo‑finanziari italiani, che coniuga la conservazione della memoria aziendale con l’innovazione artistica contemporanea. Le curatrici portano competenze complementari: Ilaria Bignotti, storica dell’arte e curatrice concettuale, nota per le sue esposizioni che indagano il rapporto tra opera e pubblico in spazi istituzionali e sperimentali; Francesca Guerisoli, esperta di installazioni interattive e nuove media, pioniera nell’uso di piattaforme digitali dentro le gallerie. La loro collaborazione riflette l’impegno di Gruppo Unipol nel portare l’arte contemporanea oltre i tradizionali confini di galleria, creando un dialogo inedito tra memoria d’impresa e pratiche artistiche d’avanguardia.

In un contesto socio‑politico europeo caratterizzato da frammentazione sociale, migrazioni e rinegoziazioni identitarie, Gianfreda offre una metafora materiale: la possibilità di ricostruire narrazioni personali e collettive dopo una rottura. L’integrazione di Instagram e la lettura in tempo reale dei commenti di pubblico sottolineano il mutamento dei rapporti tra musei e comunità online, evidenziando come l’arte possa diventare piattaforma di dialogo cross‑mediale, capace di rispecchiare e interrogare le tensioni della società contemporanea.

Per quanto riguarda i dati pratici, la mostra prevede orari di apertura standard per spazi istituzionali, biglietto d’ingresso a tariffa intera e ridotta per studenti e over 65, e un catalogo pubblicazione a cura degli stessi curatori, disponibile in sede. Si stima una affluenza consistente durante il periodo di esposizione, con eventi collaterali e visite guidate programmati su prenotazione. Per informazioni e aggiornamenti: Spazio Arte di Cubo, Bologna; Instagram ufficiale della mostra.
"Ancora una volta, una volta ancora" non è solo una mostra di ceramica spezzata, ma un invito a contemplare la possibilità di rinascita attraverso la frattura, un tema che sembra risuonare non solo nelle sale di Cubo, ma nella stessa pratica artistica di Gianfreda, destinata a evolversi ulteriormente tra interazione fisica e digitale, tra mano dell’artista e sguardo del pubblico.

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