Marco Damilano: "Il cavallo e la torre" – oltre la caricatura, la vera trasformazione di Trump

Il programma di Marco Damilano su Rai3, intitolato "Il cavallo e la torre", offre una piccola ma significativa anomalia nel panorama delle notizie televisive italiane. Secondo Maggie Haberman, corrispondente della Casa Bianca del New York Times, collegata al giornalista, il programma va oltre la semplice caricatura del presidente americano per esplorare un vero e proprio progetto di trasformazione dello Stato in un apparato sempre più asservito alla lealtà personale.

Con il collega Jonathan Swan, Damilano ha pubblicato "Cambio di regime" (Bompiani), un saggio che mette in luce come Trump stia riscrivendo le fondamenta della propria carica e il modo in cui il mondo percepisce gli Stati Uniti. Dietro le provocazioni retoriche e il tono spesso aggressivo, però, si nasconde un'analisi più profonda: la vicinanza a leader autoritari come Vladimir Putin e l'ostilità verso gli aiuti all'Ucraina rappresentano un rischio concreto di legittimare aggressioni territoriali e di mettere in discussione l'ordine internazionale post-bellico.

La critica di Haberman non intende sminuire la realtà, ma richiamare l'attenzione sulla necessità di comprendere la complessità della situazione prima di schierarsi. In una tv che ha tradizionalmente scambiato il confronto per la rissa e l'approfondimento per l'esibizione muscolare, il programma di Damilano propone invece cinque minuti per sottrarre le notizie alla "dittatura dell'immediato" e ricomporre le informazioni in un quadro intelligibile.

La puntata, accanto a Haberman, vede anche la partecipazione della politologa Arianna Farinelli, che porta voci e competenze diverse. Il merito principale di Damilano risiede proprio in questa capacità di distinguere tra spiegazione e giustificazione, analisi e sentenza. La politica non è soltanto una successione di mosse e contromosse, ma un gioco in cui contano le posizioni, i tempi e soprattutto le conseguenze.

Il titolo del programma allude a una strategia: ricordarci che, prima di scegliere da quale parte stare, bisognerebbe almeno capire la partita. In un universo che appare aver smarrito il senso della misura, questa anomalia giornalistica risulta preziosa per chi cerca di navigare tra le complessità del potere contemporaneo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Logo di CafféBook.it
CaffèBook
Panoramica privacy

Il seguente pannello ti permette di personalizzare le impostazioni relative al consenso all’utilizzo di cookie o di qualsiasi altra tecnologia di identificazione impiegata direttamente da noi o da terzi. Per saperne di più, controlla la descrizione di ogni categoria e la cookie policy. Potrai rivedere e modificare le impostazioni in qualsiasi momento.