Richard Harrison, il «no» che cambiò Hollywood: addio al re del cinema di genere
Muore a 90 anni a Los Angeles. Addio a Richard Harrison, icona del cinema di genere italiano e protagonista di decine di spaghetti western. La notizia arriva dalla produttrice Joan Borsten, amica e confidente dell'attore, come riportato dal «Hollywood Reporter». Venerdì 18 settembre, per cause naturali, nella sua casa californiana.
Una carriera costruita su muscoli, ambizione e quel gesto che ancora oggi fa parlare. Nel 1964, davanti a Sergio Leone, Harrison rifiutò il ruolo dell'Uomo senza nome in «Per un pugno di dollari». Sceneggiatura poco convincente, compenso misero. Ma l'audacia ha i suoi premi: l'attore suggerì il nome di Clint Eastwood, che avrebbe ottenuto la consacrazione internazionale. Un «no» che fece la storia del cinema.
Nato a Salt Lake City il 26 maggio 1936, arriva a Hollywood a 17 anni. Fotomodello per riviste di culturismo, studio con Sandy Meisner, poi il grande salto in Italia all'inizio degli anni Sessanta. Fisico da action hero, viene accostato a Steve Reeves. Esordio con «Il gladiatore invincibile» (1961), poi «Il giustiziere dei mari» e «I sette gladiatori» (1962).
Nel 1963 «Duello nel Texas», uno dei primissimi western all'italiana con le musiche di Ennio Morricone. Tanti altri titoli: «Perseo l'invincibile», «Le spie uccidono a Beirut» (dove interpreta l'agente Bob Fleming), «100.000 dollari per Ringo», «L'uomo del colpo perfetto», «Colpo maestro al servizio di Sua Maestà britannica».
Ambizione senza fine e capacità di reinventarsi: Harrison ha dominato il peplum, il western, lo spy-story e il poliziottesco, lasciando il segno in un'epoca d'oro di Cinecittà.