Le Giornate del Cinema Muto raddoppiano: da Pordenone a San Paolo e Parigi

Dopo la 45ª edizione conclusa in Friuli, il festival diretto da Jay Weissberg sbarca in Brasile e Francia con proiezioni, restauri e un incontro in streaming con il direttore artistico.
Le Giornate del Cinema Muto varcano i confini del Friuli e approdano contemporaneamente in Brasile e Francia. L’iniziativa segue la chiusura della 45ª edizione del festival (2026), svoltasi a Pordenone, e trasforma la rassegna in un format esportabile di diplomazia culturale. Ad accompagnare il progetto sono l’Istituto Italiano di Cultura di San Paolo, la Cinemateca Brasileira e la Fondation Jérôme Seydoux-Pathé.
A Parigi l’appuntamento si tiene alla Fondation Jérôme Seydoux-Pathé, sull’avenue des Gobelins, dall’11 novembre al 1° dicembre. La «sélection du festival de Pordenone 2026» comprende dodici titoli, ciascuno proiettato due volte per un totale di ventiquattro appuntamenti. Jay Weissberg sarà presente per introdurre alcune serate, offrendo contestualizzazione storica e mediazione culturale al pubblico francese.
A San Paolo la Cinemateca Brasileira, insieme all’Istituto Italiano di Cultura, ospita «Le Giornate del Cinema Muto em São Paulo» fino al 15 novembre. La selezione attinge alla 45ª edizione pordenonese e prevede una decina di lungometraggi e numerosi cortometraggi. L’evento clou è l’incontro con Jay Weissberg in diretta streaming sul canale YouTube della Cinemateca, in programma per domani, ovvero il giorno successivo alla pubblicazione del comunicato.
Tra i titoli restaurati spicca L’Arzigogolo (1924), interpretato dalla diva del muto Italia Almirante Manzini. La pellicola è stata recuperata grazie a un intervento congiunto del Museo Nazionale del Cinema di Torino, della Cineteca del Friuli e della Cinemateca Brasileira. Il restauro restituisce alla circolazione un esempio del divismo femminile italiano e dei kolossal in costume degli anni Venti.
L’operazione conferma il ruolo delle Giornate come incubatore di restauri e riscoperta di film perduti, nonché come veicolo di soft power italiano all’estero. Dietro le quinte, la collaborazione tra archivi nazionali e istituzioni culturali posiziona il cinema muto come patrimonio condiviso. Il festival, nato nel 1982 a Pordenone, si candida ora a diventare un marchio replicabile, con possibili future tappe oltreoceano.