Ivan Graziani, Signore abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista

Questo articolo vuole essere un breve e modesto omaggio a Ivan Graziani, alla sua chitarra, e alle sue canzoni più belle da Il Chitarrista passando per Pigro, Monna Lisa, I giorni di novembre, Doctor Jeckill e mister Hyde, Taglia la testa al gallo, Agnese, Firenze (canzone triste), Signora bionda dei ciliegi, Lugano addio, I Lupi...

Perché Il Chitarrista come prima canzone per raccontare di Ivan Graziani?

Quando scopriamo un musicista raramente lo facciamo dal primo pezzo che ha composto così se anche Il Chitarrista non fu l’inizio…

Certo poi entra in gioco anche un altro aspetto, quel ritornello, quello che ci dice che un grande musicista può avere dei rimpianti che diventano bellissime ballate, può avere delle storie da raccontare che sono fuori dalle regole del tempo e può commettere degli errori per cui però si deve tenere un occhio di riguardo.

Signore è stata una svista
abbi un occhio di riguardo
per il tuo chitarrista.
Signore se lanci uno strale
sbaglia mira per favore
non farmi del male…

Il chitarrista di Ivan Graziani video e testo

Testo di Il chitarrista di Ivan Graziani
Testo di Il chitarrista di Ivan Graziani

Assoli di chitarra e acuti impossibili… Questo era Ivan Graziani che cantava con un timbro vocale inconfondibile.

Per alcuni critici la sua traiettoria musicale non fu decisa da un sempre puro e duro impegno con i propri gusti, per loro troppe volte aveva dato spazio alla ricerca del facile successo.
Il fatto è che poi il facile successo non arrivò, ma arrivarono poi tanti brani indimenticabili.

Ivan Graziani (Teramo, 6 ottobre 1945 – Novafeltria, 1º gennaio 1997) breve biografia

Così Il Chitarrista esordisce come cantautore con un album in inglese (Desperation, nel 1973) e poi, con La città che io vorrei con alcuni brani dai testi un po' troppo originali per quel periodo.

Ma che la sua collaborazione sia apprezzata lo dimostra il lungo elenco di artisti con cui ha lavorato.

Herbert Pagani, la Premiata Forneria Marconi, Lucio Battisti, Bruno Lauzi, Francesco De Gregori e Antonello Venditti.

In Ballata per 4 stagioni del 1976 con la canzone che dà il titolo all'album c'è la bella I giorni di novembre.

Il “repertorio classico” di Ivan Graziani inizia dal 1977 con l’album I lupi e con la malinconica ballata Lugano addio e poi ne 1978 con Pigro che oltre al brano che da il nome al disco contiene Monna Lisa.

Agnese dolce Agnese contiene invece Agnese, Taglia la testa al gallo e Dr. Jekyll & Mr. Hyde e siamo nel 1979.

Ma arrivano gli anni ‘80 di Ivan Graziani e dei brani che mettono i brividi a riascoltarli dopo tanto tempo.

Non è solo Viaggi e intemperie e il brano Firenze (canzone triste), il cui successo da solo basterebbe a mettere Ivan Graziani fra i grandi cantautori della musica italiana, ma è anche il Q Concert (a giudizio personale di chi scrive, ma potrebbe essere per una questione di ricordi?) con Ron e Goran Kuzminac e il brano Canzone senza inganni composto dai tre musicisti.

Il “repertorio classico” di Ivan Graziani probabilmente finisce con il suo album omonimo, pubblicato nel 1983, che oltre a Signora bionda dei ciliegi contiene la canzone Il Chitarrista, quella da cui ho iniziato questo breve ricordo.

Non è che finisce lì l’attività artistica, anzi ci saranno ancora molti bei brani del cantautore, ma lì finiscono i ricordi nostalgici di chi lega Ivan Graziani a quel cambiamento musicale che fece passare l’Italia dalle canzonette sanremesi alla musica dei cantautori.

Ivan Graziani muore nella sua casa di Novafeltria, in provincia di Rimini, il 1º gennaio 1997 per un tumore.

Aveva cinquantuno anni e due figli, oggi uno di loro, Filippo Graziani suona la chitarra e canta con una voce simile a quella del padre; ascoltarlo, visto il talento musicale, è un piacere che riporta indietro nel tempo.