Nel 2016, dal 18 giugno al 3 luglio le persone camminarono tranquillamente e scalze sulla superficie del lago d’Iseo… Non si trattò di un’invenzione scientifica particolare, ma di un lavoro artistico divenuto molto noto nella nostra Penisola e non solo: The Floating Piers.

Quest’opera di land art dell’artista Christo permise, utilizzando un pontile galleggiante arancione, di passeggiare fino al Monte Isola e all’isola di San Paolo.

Christo Vladimirov Yavachev è il nome completo dell’artista americano di origine bulgara conosciuto per le opere tanto spettacolari quanto provvisorie.

La passerella, giocando sul forte contrasto cromatico tra l’arancione e il verde paesaggio del lago d’Iseo, attrasse e stupì circa 1 milione e 200 mila persone.

Oggi la realizzazione dell’istallazione, dalla progettazione ai lavori per superare i problemi creati dalla natura, sono diventati un documentario.

Con Walking On Water, arrivato anche in Italia ai primi di giugno, il regista Andrey Paounov racconta molti interessanti retroscena.

Nel video sui The Floating Piers scopriamo che lo sviluppo del progetto era cominciato molto prima e aveva coinvolto anche Jeanne-Claude la moglie e partner di Christo deceduta nel 2009.

The Floating Piers
The Floating Piers

Jeanne-Claude Denat de Guillebon e Christo, nati entrambi il 13 giugno 1935, si incontrarono nel 1958 a Parigi. Sempre a Parigi realizzarono il lavoro che li fece conoscere collocando un muro di barili d’olio per bloccare rue Visconti dal nome Rideau de Fer.

Le loro opere restano nella memoria principalmente attraverso la sola documentazione fotografica o video e nei progetti e negli schizzi preparatori. Proprio con la vendita poi di tali disegni gli artisti hanno sempre recuperato il prezzo dell’opera.

Le polemiche sui The Floating Piers

Tuttavia l’installazione sul lago d’Iseo ha destato sia prima che dopo molte polemiche, alcune ambientali e altre spinte da ragioni artistiche.
I pontili che galleggiavano a pelo d’acqua erano larghi 16 metri e alti 50 centimetri impiegavano 200.000 cubi in polietilene ad alta densità e 70 mila metri quadri di tessuto.

Dal punto di vista artistico Vittorio Sgarbi ha sostenuto che un lavoro differente dai The Floating Piers avrebbe potuto far apprezzare meglio anche le altre opere d’arte del territorio.

Philippe Daverio, ha dichiarato direttamente: “questa non è arte. L’arte è qualcosa di diverso, è altra cosa. Qui manca l’ambiguità e la complessità dell’arte vera, oltre alla ripetibilità. Uno ammira per centinaia di volte il David di Michelangelo e ogni volta percepisce una nuova sensazione. Se uno invece salisse per duecento volte sulla passerella di Christo entrerebbe nella categoria dei cretini”.

Ma per Christo “l’opera d’arte non è The floating piers, su cui si cammina per 15 giorni, ma è il viaggio: chi ci è andato se la porterà nella mente per tutta la vita”.
Il documentario Walking On Water, può far ripetere questo viaggio anche a chi non c’è stato?

Video Walking on Water e i The Floating Piers, Official U.S. Trailer

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