Questo è un breve viaggio fra le città fantasma americane di: Terlingua, Cahaba e Kennicott (e McCarthy), per scoprire come nacquero e perché furono abbandonate.

Le città fantasma americane: Terlingua

Terlingua è la città fantasma più visitata del Texas e si trova tra il Big Bend National Park e il Big Bend Ranch State Park nel sud-ovest dello Stato.

Il nome “Terlingua” si riferisce, in realtà, a un distretto minerario in cui c’erano tre diversi insediamenti situati nella contea sud-occidentale di Brewster.

Il nome deriva da due parole spagnole, tres e lenguas, che significano “tre lingue”.

Probabilmente il motivo del nome, ancora discusso oggi, è che le “tre lingue” si riferivano a quelle parlate nella zona da molto tempo: inglese, spagnolo e nativo americano.

Città fantasma americane: Terlingua chiesa
Città fantasma americane: Terlingua chiesa

Il primo insediamento nella zona era un villaggio messicano situato sul Terlingua Creek a tre miglia a monte della sua confluenza con il Rio Grande.

Verso la metà del 1880, venne scoperto il cinabro (cinnabrite o cinnabarite o solfuro di mercurio) un minerale dall’aspetto rossiccio, composto di zolfo e mercurio.

L’ estrazione del mercurio cambiò lentamente la regione e da un singolo villaggio addormentato divenne un distretto minerario.

L’ostilità iniziale degli indiani non permise né l’estrazione del cinabro, né la lavorazione per estrarre il mercurio, ma già alla fine del decennio i nativi, non si sa bene in che modo, non furono più un ostacolo.

All’epoca il mercurio era chiamato argento rapido e veniva estratto con tecniche approssimative, ma il quantitativo era comunque sufficiente per far prosperare le attività.

All’inizio del secolo, la regione era nota per la ricchezza di mercurio e già nel 1900 esistevano quattro importanti produttori:

Marfa e Mariposa, California Hill, Lindheim e Dewees, e la compagnia Excelsior.

Nel complesso minerario di Terlingua sorse una piccola città intorno alla Marfa e alla miniera di Mariposa e anch’esso divenne noto come Terlingua.

Il primo villaggio fu invece denominato Terlingua Abaja, (o Terlingua inferiore) dove fu posto anche un ufficio postale nel 1899.

Nel 1934 una delle compagnie pare (i dati non venivano resi ufficiali) vendesse intorno ai 12 milioni di dollari di mercurio all’anno e i profitti durarono fino ai primi anni di guerra.

Città fantasma americane: Terlingua nel 1936
Città fantasma americane: Terlingua nel 1936

Ma, come per altre miniere, questi tipi di guadagno non sarebbero potuti durare per sempre.

Già dopo il 1936 la produzione cominciò a diminuire e nel 1942 la società dichiarò bancarotta.

Ci furono una serie di passaggi di proprietà fino a quando anche le installazioni di superficie furono vendute.

Città fantasma americane: Terlingua teatro
Città fantasma americane: Terlingua teatro

Sebbene la stragrande maggioranza della popolazione si trasferì da Terlingua quando la miniera chiuse, circa 350 persone rimasero fino alla fine degli anni ’40.

In seguito tutto cadde in decadenza a tal punto che divenne una vera città fantasma.

A causa della sua vicinanza al Parco nazionale di Big Bend, il turismo riportò interesse verso il villaggio tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70.

Una crescita lenta che a metà degli anni ’90 portava a contare una popolazione di solo 25 abitanti.

Oggi, nell’area risiede una popolazione di oltre 250 persone che lavorano per lo più in campo turistico.

Le città fantasma americane: Cahaba, Alabama

L’Alabama è la patria di molte piccole città, alcune con davvero pochissimi residenti, altre sono diventare delle vere città fantasma perché sono state completamente abbandonate.

Le piccole città abbandonate emanano spesso un’atmosfera inquietante tanto che potrebbero essere l’ambientazione di un film dell’orrore.

Una città fantasma dell’Alabama in cui questo aspetto emerge particolarmente è Old Cahawba.

Città fantasma americane: Cahaba, Alabama
Città fantasma americane: Cahaba, Alabama

Cahaba, a volte scritto anche Cahawba, fu la prima capitale dello stato permanente dell’Alabama dal 1820 al 1825 e il capoluogo della contea di Dallas fino al 1866.

Situata alla confluenza dei fiumi Alabama e Cahaba, subiva regolarmente le alluvioni stagionali.

Le inondazioni e l’atmosfera malsana convinsero a spostare la capitale a Tuscaloosa, in Alabama nel 1826 e, in poche settimane Cahaba fu quasi abbandonata.

Nei decenni successivi, l’area però si riprese come centro sociale e commerciale.

Città fantasma americane: Cahaba, Alabama Academy
Città fantasma americane: Cahaba, Alabama Academy

Cahaba divenne un importante punto di distribuzione del cotone che veniva inviato lungo il fiume Alabama.

L’arrivo di una linea ferroviaria nel 1859 innescò un boom edilizio nella città di Cahaba.

Città fantasma americane: Cahaba, Alabama Chiesa
Città fantasma americane: Cahaba, Alabama Chiesa

Alla vigilia della guerra civile americana c’erano circa 2000 residenti a Cahaba, molti erano schiavi.

Però nel 1865, una terribile alluvione inondò la città, e nel 1866 la allora sede della Contea di Dallas fu rimossa e spostata a Selma.

Aziende e famiglie si spostarono A Selma che sarebbe diventato un importante centro del cotone e, in seguito, un luogo da cui sarebbero partite molte rivendicazioni sociali e politiche.

In soli 10 anni Cahaba fu abbandonata e addirittura molte case furono smontate e svuotate.

La città, divenne teatro di molte storie di fantasmi durante il XIX e il XX secolo.

Una molto nota racconta di una sfera o globo spettrale visto in un labirinto dei giardini ormai scomparsi di una casa.

Sebbene la zona non sia più abitata, la Commissione Storica dell’Alabama (Alabama Historical Commission) considera il sito Parco Archeologico di Old Cahawba (Old Cahawba Archeological Park).

Le città fantasma americane: Kennicott e McCarthy, Alaska

Racconta una storia che, più di un secolo fa, due cacciatori di tesori trovarono (quasi per sbaglio) un ricco minerale nelle profondità dell’attuale Parco nazionale e riserva di Wrangell-St. Elias.

Città fantasma americane: Kennicott, Alaska
Città fantasma americane: Kennicott, Alaska

Oggi il Parco nazionale e riserva di Wrangell-St. Elias (Wrangell–St. Elias National Park and Preserve) è un luogo incantevole diventato nel 1979 Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO ma all’epoca che cominciò la storia della città era un luogo in cui gli uomini cercavano fortuna sfidando inverni rigidi, orsi pericolosi, l’isolamento più assoluto e un ghiacciaio imponente.

Qui i due uomini trovarono la più alta concentrazione di rame nel mondo.

Tuttavia, il 10 novembre 1938 e dopo vari episodi (alcune non molto chiari), l’ultimo treno lasciava alle spalle quello che restava di Kennicott: una città fantasma dell’Alaska, una miniera abbandonata, 7 miglia di tunnel nelle montagne e un posto desolato.

Kennicott e McCarthy, come divennero due città fantasma americane

Dopo che nell’estate del 1900 i due cercatori, “Tarantula” Jack Smith e Clarence L. Warner ebbero individuato la presenza del rame anche altri imprenditori presero coscienza dei potenziali guadagni.

In breve un gruppo di investitori scoprì alcuni giacimenti molto ricchi di rame nelle montagne.

Città fantasma americane: Kennicott, Alaska 3
Kennicott, Alaska

Una ferrovia venne costruita prontamente per trasportare il minerale dalle miniere al porto più vicino e la compagnia mineraria della città di Kennicott (Kennicott Mining Town) fu fondata ufficialmente nel 1911.

Il suo nome è in realtà un errore ortografico derivato dalla Kennecott Copper Corporation.

Kennicott era una città dedicata integralmente al settore minerario.

La maggior parte dei minatori viveva lì nelle case pagate dalla compagnia e tutto ruotava attorno alle operazioni minerarie.

Però i minatori non erano autorizzati a portare le loro famiglie e non potevano bere alcolici o avere alcun vizio.

Come reazione a questa una lunga lista di restrizioni, una nuova città si alzò rapidamente, in cui i minatori potevano godersi gli alcolici e le donne.

Questa nuova città si chiamava McCarthy e aveva salotti, ristoranti, alberghi, sale da biliardo, negozi e una zona prospera per la prostituzione.

Dal 1911 al 1938, intorno al rame furono fatturati circa 200 milioni di dollari.

Quasi 300 persone lavoravano nella miniera, ma dopo 27 anni di lavoro, la produzione si interruppe e la ferrovia smise di funzionare.

Quando la Kennecott Copper Corporation lasciò la città nel 1938, abbandonò quasi tutte le attrezzature, compresi edifici e molti oggetti personali.

Kennicott e McCarthy divennero due città fantasma, due delle tante sparse per il vecchio west nate per inseguire qualche sogno di ricchezza o di potere.

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Le Foto città fantasma americane di Terlingua,: Wikipedia, Historic Terlingua Ghost Town, Flickr Alex de Carvalho e Rachel.

Città fantasma americane foto di Cahaba, Alabama: da Wikipedia Jeffrey Reed, Flickr Jimmy Emerson e pubbliico dominio.

Foto città fantasma americane Kennicott, Alaska Wikipedia

 

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