Edward N. Hines era un tipografo di professione, ma uno dei suoi grandi passatempi era il ciclismo, uno sport che proprio allora muoveva i suoi primi passi, appassionando ogni anno di più gli sportivi dell’epoca.

Edward N. Hines, un pioniere dei ciclisti

Era nato a San Luis, nel Missouri (USA) nel 1870 e la sua vita, e notorietà, sarebbe stata strettamente legata al settore della circolazione e dei trasporti.

Naturalmente la rete stradale è stata, fin dall’antichità, una necessità richiesta dal trasporto delle merci e dagli spostamenti delle persone, ma la maggior parte delle strade che percorreva Edward N. Hines pedalando erano delle piste più o meno in terra battuta.

Le strade come le conosciamo oggi, in quanto tali, cioè pavimentate (o recentemente asfaltate), costituivano un’eccezione e perché ciò avvenisse sistematicamente abbiamo dovuto attendere il ventesimo secolo.

Edward N. Hines,
Edward N. Hines

La cosa interessante è che ciò sia avvenuto anche per l’iniziativa di un fan del ciclismo, un americano: il già citato Edward N. Hines.

Edward N. Hines e le strade impraticabili

Come si diceva le strade pavimentate erano scarse ma c’erano.

Ne sono state trovate nell’antica città sumera di Ur e in India, tra gli altri luoghi, anche se gli esempi più conosciuti sono la via reale di Persia e le strade romane.

Soprattutto le viae romane non erano casi isolati, ma piuttosto facevano parte di una fitta rete che collegava buona parte dell’impero e originò il famoso detto “Tutte le strade portano a Roma”.

Quelle più importanti permettevano lo scambio in direzioni opposte di due carri… avevano quindi due carreggiate.

In effetti, alcune continuarono ad essere usate per quasi due millenni, formando la rete di base delle comunicazioni territoriali negli ex territori dell’impero.

Ma negli USA anche questo tipo di strade era inesistente, dopo tutto la conquista del West si era svolta tracciando nuovi percorsi più simili a sentieri.

Tuttavia, nel 1816 John Loudon McAdam inventò un nuovo processo, il macadam.

Questa nuova tecnica si è rivelata molto più semplice e duratura e si diffuse in tutto il mondo.

Ma nel XX secolo ci si rese conto del grande problema di queste strade:

il passaggio di veicoli sempre più moderni e veloci portava l’innalzarsi di nuvole di polvere molto fastidiose per la popolazione metteva a dura prova la resistenza del piano stradale.

Edgar Purnell Hooley propose come soluzione di mescolare la ghiaia con il catrame naturale, un materiale che chiamava Tarmac.

A partire dall’anno 1902, negli Stati Uniti iniziò l’uso di asfalti distillati dal petrolio che per le loro maggiori reperibilità, rispetto agli asfalti naturali, avrebbero preso sempre più campo.

Edward N. Hines e le strade migliori per i ciclisti

Edward N. Hines (Gennaio 13, 1870 – Giugno 4, 1938) faceva parte di un club di ciclismo chiamato Detroit Wheelmen, ne era diventato anche il presidente.

In seguito questo appassionato delle due ruote raggiunse anche la vicepresidenza della League of American Bicyclists (Lega dei ciclisti americani), un’organizzazione senza scopo di lucro che promuoveva lo sport del pedale nell’ambito nazionale.

Come ora, gli appassionati di bicicletta avevano una preoccupazione speciale per la rete stradale, anche se non per le auto, ancora molto scarse, ma per lo stato di mantenimento.

Ecco perché Hines sostenne, nel 1890, una corrente dell’opinione pubblica che voleva far pressione sul governo federale affinché questo trasferisse i poteri sulle strade alle contee di ogni stato.

Quella lobby era il Good Roads Movement, il cui nome esprimeva pienamente i suoi obiettivi (Good Road Movement).

Strade all'epoca di Edward N. Hines
Strade all’epoca di Edward N. Hines

Fu un’azione incessante dal 1880 al 1920 che diede i suoi primi frutti nel 1893, ottenendo l’approvazione della Legge della Strada della Contea.

Edward N. Hines, la strada con la linea in mezzo

L’attivismo di Edward N. Hines lo fecero entrare nel 1906 nel consiglio di Wayne County Roads (Consiglio delle strade di Wayne County), insieme con Cassio R. Benton, commissario delle autostrade, e Henry Ford, il famoso fondatore della casa automobilistica.

Il lavoro di questi uomini, e di quell’istituzione in generale, portò tre anni dopo al primo miglio completo di strada asfaltata a Detroit, nel tratto di Woodward Avenue.

Altrettanto cruciale, che rese moderna questa nuova strada e molto simile a come ora le intendiamo, fu una linea dipinta al centro per separare le due corsie, una per ciascuna direzione.

L’idea giunse ad Edward N. Hines dopo aver visto un furgone che perdeva del latte e lasciava dietro una scia bianca.

Sicuramente non ne fu subito pienamente consapevole dell’importanza di quell’innovazione, ma inseguito sarebbe stato considerato uno dei segnali di sicurezza più importanti della storia del trasporto terrestre.

Certamente se parliamo di segnali stradali non si dovrebbe dimenticare William Phelps Eno (1858 – 1945).

Come cambiarono le strade

Fu, infatti, Eno a proporre gli attraversamenti pedonali, la rotatoria (o rotonda stradale oggi sempre più presente nelle strade di notevole traffico), la circolazione a destra con il sorpasso a sinistra e, per alcuni, anche il semaforo che però ha alle spalle una lunga storia.

In seguito Edward N. Hines ampliando i suoi interessi, non difese più solo i ciclisti, ma anche gli automobilisti, che erano in crescendo negli Stati Uniti.

Nel 1916 fondò il Detroit Automobile Club con William Ernest Metzger, un altro nome importante dell’epopea dell’automobile, fra i primi concessionari contribuì alla crescita di marchi come la Cadillac.

In questo Hines proseguì con i suoi contributi alla viabilità facendo introdurre il controllo degli accessi in base al tipo di strada diverso fra quelle secondarie e, ad esempio, le autostradale.

Oggi Edward N. Hine ricopre un posto d’onore nella storia contemporanea del traffico stradale tanto che nel 1972 fu incluso nella Michigan Transportation Hall of Honor.

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