Il semaforo, un’invenzione che ha fatto strada

C’è stato un tempo, difficile da crederlo oggi, in cui non esisteva il semaforo.

D’altra parte, si potrebbe dire, non c’erano auto, quindi non erano necessari. Questa affermazione era vera quasi ovunque e quasi sempre, le carrozze seguivano in effetti una serie di semplici regole come: spostarsi sul ciglio della strada o cedere il passo a chi procedeva da una direzione.

Come si diceva, questo era sufficiente quasi sempre.

Ma verso la metà del diciannovesimo secolo, decenni prima che le macchine invadessero le strade delle città, apparvero dei problemi di traffico.

In alcune grandi città e, soprattutto, in aree molto affollate, la densità delle carrozze era così grande che le precauzioni sopra descritte erano inefficaci.

A volte si formavano ingorghi del traffico che bloccavano le piazze e le strade adiacenti e, inoltre, i pedoni avevano enormi difficoltà ad attraversare le strade più trafficate dove correvano spesso il rischio di venire investiti e travolti.

Sembra, infatti non fossero poche le vittime del traffico neppure allora.

Le strade di fronte alle camere del Parlamento Britannico e al Palazzo di Westminster erano uno di questi luoghi e sappiamo bene che niente spinge ad agire più rapidamente un uomo politico che un problema che lo riguarda personalmente…

J. P. Knight e il primo semaforo

ritratto di J. P. Knight l'inventore primo semaforo
J. P. Knight

Così le autorità trovarono nel progetto dell’ingegnere ferroviario J. P. Knight (John Peake Knight, Nottingham, 13 gennaio 1828 – Londra, 23 luglio 1886) la soluzione al problema e a questi va l’onore di aver inventato ufficialmente il primo semaforo nel 1868.

In realtà non era proprio una novità assoluta, lo aveva ricavato dalle sue esperienze lavorative, in pratica si trattava di una “aggiornamento” del semaforo che regolava il transito dei treni nei binari.

Funzionava così: aveva due bracci mobili guidati da cavi all’interno della torre e quando il braccio era abbassato si poteva passare, se si alzava orizzontalmente ci si doveva fermare e posto a 45 gradi con l’orizzontale, significava “precauzione”.

Il commissario di polizia di Londra impartì istruzioni precise affinché i cittadini obbedissero ai segnali della torre del semaforo.

J. P. Knight considerò anche la vita notturna londinese, e nella città che non dorme mai (una delle tante come New York, Hong Kong, Parigi…) il suo semaforo fu dotato di due luci a gas, una rossa e una verde.

Non era automatico e doveva azionarlo un poliziotto alla base della torre per tutte le 24 ore con una manovella e poteva cambiare l’orientamento delle luci con una leva.

Tuttavia, questo primo semaforo fu apprezzato per meno di due mesi perché un’esplosione di gas ferì il poliziotto che lo controllava e fece pensare ai londinesi che fosse meglio trovare altre soluzioni.

Il semaforo di J. P. Knight, posto all’incrocio tra George Street e Bridge Street, resta comunque il primato nell’uso dei colori rosso e verde che ora sono la norma in tutto il mondo.

Il semaforo e la luce elettrica

Quando la luce elettrica divenne comune, furono costruiti i primi semafori “moderni” alimentati e il primo sembra essere stato quello posto nella Postdamer Platz di Berlino.

Mentre nostro Bel Paese è Milano la città cui va il primato di aver istallato il primo semaforo italiano nell’aprile del 1925 fra Piazza Duomo, via Orefici e via Torino.

Non tutti, comunque, sono concordi nell’attribuire il primato in Europa al semaforo tedesco e rimane comunque da precisare che anche questo era gestito da un poliziotto, non c’erano ancora sistemi automatici naturalmente.

Con il tempo divenne necessario avvertire che il semaforo stava diventando rosso.

In un primo momento si pensò ad suono potente che avvisasse del cambiamento imminente, così almeno si provò all’incrocio di 105 Street e Euclid Avenue in Ohio, a Cleveland (Stati Uniti) nel 1914.

Tuttavia è facile immaginare che gli abitanti vicini all’incrocio trovassero decisamente molesto il sistema…

Il semaforo a tre colori

Il semaforo a tre colori
Istallazione di un semaforo

Ma, come detto, i segnali a due colori, con luci verdi e rosse non lasciavano ai conducenti tempo sufficiente per fermarsi alle alte velocità.

Nel 1917, William Potts (May 1883 – 1947) ideò un nuovo sistema inventando una luce “gialla” o “ambra” che avrebbe brillato dopo la luce verde e prima della luce rossa per indicare la transizione imminente.

Il nuovo semaforo con tre luci fu sperimentato la prima volta nel 1920 a Detroit, Michigan.

Garrett Augustus Morgan (4 marzo 1877 – 27 luglio 1963) inventore nato a Paris nel Kentucky, che aveva assistito a un grave incidente ad un incrocio, perfezionò e brevettò il sistema a 3 tempi (con la luce gialla) vendendo poi alla General Electric per 40.000 dollari tutti i diritti.

Ma non passò molto tempo prima che altri problemi di traffico si ponessero all’attenzione delle amministrazioni.

Siccome si moltiplicavano semafori, ed era necessario un poliziotto per ciascuno di essi, il personale da impegnare aumentava sempre di più ed inoltre era anche sorta la necessità di sincronizzare in qualche modo i  semafori fra loro per fare scorrere il traffico in modo efficace.

Il primo sistema di sincronizzazione del segnale fu installato a Salt Lake City, Utah, nel 1917 e aveva sei semafori (in sei diversi incroci) ed era controllato con un unico interruttore… a mano, naturalmente.

Potrebbe sorprendere che il primo sistema automatico non dovette essere atteso a lungo perché già nel 1922, a Houston, in Texas, venne istallata una torre centrale che controllava dodici intersezioni senza intervento umano.

Certamente non era il frutto di una programmazione elettronica ma di un semplice programmatore elettrico. Il sistema automatico non raggiunse l’Europa fino al decennio successivo.

Il semaforo moderno

Con il tempo e l’arrivo dei computer, i semafori hanno continuato ad evolversi.

Ora è possibile coordinare centinaia di semafori in modo da favorire il flusso del traffico non utilizzando solo dei semplici timer, ma reagendo al traffico a seconda delle necessità.

Alcuni semafori sono collegati a sensori sotto il pavimento stradale che se non rilevano auto in attesa consentono al traffico della strada perpendicolare di proseguire a fluire.

Certo anche questi sistemi hanno dato i loro problemi per esempio non “accorgendosi” di veicoli leggeri come le moto o le biciclette…

Però il semaforo stradali con sensori ora può essere collegato anche a videocamere e computer con programmi che verificando quante auto si sono fermate e reagiscono al traffico mentre cambia.

Tuttavia, i semafori possono continuare a migliorare. Per esempio il problema del daltonismo è stato affrontato mantenendo l’ordine delle tre luci invariato, ma ci sono luoghi in cui le tre luci hanno anche forme diverse.

Certo anche la scelta dei colori del semaforo, verde e rosso (e poi anche il giallo), sono una piccola storia all’interno di quella del semaforo.

Forse un po’ tutto quanto riguarda la segnaletica e il traffico stradale ha qualcosa da raccontarci, come quella linea che divide la strada in carreggiate ha il suo inventore in Edward N. Hines, ad esempio.

Conoscere queste cose che fanno parte della nostra vita di tutti i giorni magari può farci piacere, alla fine alcune, come il semaforo, ci dicono anche cosa fare…

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