Voltaire, il filosofo che si arricchì sfruttando un errore alla lotteria

Tutti abbiamo conosciuto Voltaire sui banchi di scuola, quando ci parlavano dell’Illuminismo.

Nato nel 1694, questo filosofo francese, occupa un posto di rilievo nella storia per le sue idee.

Ma se le idee dell’autore del Dizionario filosofico le troviamo spesso pubblicate, ben più raro è trovare quali furono gli “investimenti azzeccati” che gli permisero di vivere nell’agiatezza dedicandosi alla filosofia (per nostra buona sorte).

Voltaire e la lotteria Voltaire riuscì ad ottenere una fortuna grazie a un errore che esisteva nella lotteria di Stato in quel momento e se vogliamo, conoscendo il personaggio e la sua storia, riuscì in un certo senso ad ingannare il sistema.

Verso la fine del 1720, Voltaire non era ancora una figura di spicco sociale e non era nemmeno un uomo ricco.

Sebbene provenisse da una famiglia benestante, era solito mettersi nei guai e aveva problemi finanziari fino a quando non incontrò De la Condamine

Nel 1726 ebbe una disputa pubblica con il nobile Cavaliere di Rohan, che lo sfidò a duello fino alla morte. Per evitare lo scontro, Voltaire fu rinchiuso. Dopo cinque mesi, fu rilasciato e bandito in Gran Bretagna, dove visse per quasi tre anni.

Quando tornò a Parigi, le finanze di Voltaire erano davvero scarse. È vero che durante il suo esilio non smise di pubblicare ma, come tutti sanno, quello di uno scrittore, nella maggior parte dei casi, non è mai stato un commercio molto redditizio.

De la CondamineMa tutto cambiò durante una cena dove incontrò la persona che gli avrebbe permesso di condurre per sempre la vita dello scrittore: il matematico Charles Marie De la Condamine.

Il governo di Parigi aveva la necessità di raccogliere fondi e sistemare la sua economia traballante.

Per spingere i cittadini a comprare le obbligazioni emesse dal governo, in altre parole, per fare in modo che i cittadini finanziassero le spese del Paese (come sappiamo questo non è cambiato dopo l’illuminismo), fu lanciata una lotteria.

Il ministro delle finanze Michel Robert Le Pelletier-Desforts che aveva avuto l’idea della lotteria aveva annunciato che solo i proprietari delle obbligazioni potevano acquistarne i biglietti con un costo calcolato in base al valore di queste.

Voltaire con l’amico matematico scoprirono un piccolo difetto nella progettazione della lotteria e pensarono a come sfruttarlo.

De la Condamine aveva, infatti immediatamente realizzato l’enorme errore commesso dal Ministro delle Finanze.

Ogni proprietario di un buono aveva il diritto di acquistare il suo biglietto della lotteria, ma il prezzo variava: ogni biglietto costava 1 / 1.000 del valore del buono.

Un biglietto della lotteria per un buono di 1.000 valeva 1, ma costava 10 se si aveva un buono di 10.000.
Però tutti i biglietti della lotteria avevano le stesse possibilità di vincere… L’idea era semplice: acquistare tutte le obbligazioni più a buon mercato ed aumentare così le possibilità di vincere spendendo molto poco. Si deve considerare che c’era anche la possibilità di vincere un premio fisso aggiuntivo notevole.

Voltaire collaborò con De la Condamine e altri investitori esperti e iniziò a comprare buoni a basso costo e quindi biglietti della lotteria.

Ma poi sorse un problema: per comprare i biglietti della lotteria bisognava andare da un notaio e a Parigi non ce n’erano tanti… Se si fossero resi conto che le persone che acquistavano la lotteria erano sempre le stesse avrebbero fatto scattare l’allarme.

Anche la soluzione non fu complessa: Voltaire raggiunse un accordo con uno dei notai che emetteva i biglietti: ora niente li separava dal diventare ricchi.

Il piano funzionò immediatamente: l’ottavo giorno di ogni mese, quando era stato effettuato il sorteggio, alcuni biglietti del gruppo uscivano vincenti con grande assiduità: Il denaro iniziò a entrare nelle tasche di questa particolare associazione di cittadini.

All’epoca era consuetudine scrivere dietro ai biglietti della lotteria delle frasi che presumibilmente dovevano portare fortuna, ma Voltaire non seppe trattenere la sua consueta ironia scrivendo spesso frasi come “Lunga vita a M. Pelletier-Desforts“.

Quando le autorità si accorsero che le frasi dietro ai biglietti vincenti erano sempre le stesse, non ci impiegarono molto a scoprire la trama.

Lo stesso ministro Pelletier-Desforts, pare, chiese che Voltaire e i suoi colleghi fossero portati davanti alla giustizia, ma, sfortunatamente per lui, il giudice sentenziò che non stavano facendo nulla di illegale.

Alla fine possiamo considerare l’errore del ministro e del Governo francese di allora come un finanziamento alla cultura, lo stesso che magari servirebbe anche oggi in Italia.

Di Voltaire a tutti è noto come “investì” con profitto il suo denaro, ma forse dobbiamo aggiungere che anche De la Condamine seppe farne tesoro.

Con il denaro della lotteria, il matematico organizzò una spedizione in Ecuador per misurare il meridiano e alla fine dimostrò che la Terra non era una sfera perfetta.

Approfittando del suo viaggio in Sud America, divenne anche il primo scienziato a percorrere il Rio delle Amazzoni. La spedizione fu enormemente fruttuosa: portò alla scoperta del caucciù e del chinino. E tutto questo grazie alla possibilità di sfruttare un errore di stato.

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