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Rowen Tree, ovvero il canto del sorbo

Rowen Tree, ovvero il canto del sorbo

Il sorbo appartiene alla famiglia botanica delle Rosacee e il suo nome latino è Sorbus domestica L.


Anche se è tipico del bacino mediterraneo – in passato, ad esempio, era assai diffusa in Corsica – nel calendario arboreo celtico presiede il tempo che sta a cavallo di gennaio e febbraio e che rappresenta nell’alfabeto la lettera L (dal termine irlandese luis).
È una pianta singolare e bizzarra, che può raggiungere anche i 20 metri d’altezza, con un legno assai pregiato per il colore che varia dal grigio, al bruno e al rossastro e per la compattezza che, una volta levigato, lo rende simile al marmo.


Ha un aspetto spesso cespuglioso e le foglie pennatofide, appuntite e dentate, gli donano una chioma selvaggia, arruffata. I fiori a cinque petali, d’un candore abbagliante, sono riuniti in corimbi e, a maggio, le piccole corolle tendono a staccarsi e a nevicare a terra al primo soffio di brezza.


Ancora più strani sono i suoi frutti. Belli, lisci, invitanti, gialli dalle sfumature di un rosso bruciato: perché non addentarli?


Riserverebbero un’amara sorpresa a chi tentasse la prova:

ricchi di sostanze tanniche come quelle contenute nel tarassaco, hanno un sapore terribilmente aspro che, si dice, piaccia soltanto ai merli.

Eppure, in passato, sono stati uno degli alimenti basilari per le popolazioni europee. Questo grazie soprattutto al processo d’ammezzimento, ossia di deposito delle piccole pere del sorbo[1] nella paglia dei granai per un periodo sufficiente a conferir loro un gusto più amabile e zuccherino.


Gli antichi Romani le facevano essiccare al sole oppure le conservavano nel vino cotto. Le usavano per ricavarne persino l’aceto.
In Irlanda, d’altra parte, le sorbe venivano raccolte per produrre una particolare bevanda alcolica, chiamata cuirm  che si può considerare l’antenata del sidro [2]. Essiccate e tritate, si mescolavano alla farina per preparare il pane e venivano adoperate nelle marmellate e nelle gelatine.

Sin dall’antichità, il loro grande potere astringente giova all’intestino, combattendo infezioni.

Il decotto di sorbo:

I medici ne consigliavano il decotto per le infiammazioni delle vie aeree e per gargarismi contro il mal di gola, proprietà che sono state scientificamente avvalorate dal contenuto di vitamina C.

Sorbo
Il Sorbo
La pianta di sorbo, in erboristeria è apprezzata per il contenuto di vitamina C. Con il decotto di sorbo si possono fare efficaci gargarismi contro il mal di gola.
 

Nel Medioevo, le sorbe erano maliziose alleate delle donne che, durante la prima notte di nozze, volevano ingannare lo sposo sulla loro verginità…


Pianta magica e divinatoria, il sorbo ha ispirato una celeberrima melodia tradizionale scozzese, intitolata Rowen Tree, e per secoli ha protetto la gente delle campagne dalle streghe, dagli incantesimi, dai fulmini o, più semplicemente, dalla sventura di un cattivo raccolto.

Bastoni ricavati dal suo legno erano piantati al limitare dei pascoli, per custodire i greggi, e nelle case fronde fruttificate decoravano i camini.

Superstizioni analoghe si riscontravano anche nella penisola scandinava, tanto che il termine rune, che indica una scrittura magica e segreta, deriva proprio da Rogn, il nome norvegese del sorbo, perché sul suo legno venivano incise tali iscrizioni.

Oggi il sorbo sarebbe una pianta quasi dimenticata se non l’avesse riscoperta l’omeopatia [3].

Benefici del sorbo:

Il macerato glicerico derivato  gemme, infatti, è un buon regolatore del sistema circolatorio, specialmente venoso, e viene prescritto per tonificare le pareti dei vasi sanguigni in caso d’ipertensione, per le vene varicose, per prevenire le flebiti e per i disturbi femminili della menopausa.

Articolo:Rowen Tree, ovvero il canto del sorbo CaffèBook (caffebook .it)

Leggi anche:La verbena officinalis, la magia che calma il dolore.


  15  Lug  2017 ,
Maura Maffei

Maura Maffei

Scrittrice di romanzi storici ambientati in Irlanda, che narrano vicende di amore, di coraggio e di fede. È anche erborista, soprano lirico e pittrice. I libri dell'autrice Maura Maffei a questo link: La fragilità della farfalla. Dietro la tendaL’ala del corvo. L'astuzia della volpe. Dietro la tenda

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