Armonie al Quirinale: la chiesa che sta 9 metri più in alto (e ora ci suona pure Schubert)

ROMA - C'è una chiesa a Roma che non sta al livello della strada, ma nove metri più su. Letteralmente. È San Silvestro al Quirinale, gioiello barocco «sopraelevato» che dal 1919 guarda tutti dall'alto in basso perché il piano stradale fu abbassato e lei, testarda, non si mosse. Risultato: per entrarci si sale una scala interna che sembra l'ingresso a un club esclusivo (e un po' lo è). Domenica 25 ottobre riapre i battenti — anzi, i portoni laterali — la seconda stagione di «Armonie al Quirinale», rassegna che trasforma questa perla nascosta di via XXIV Maggio in una sala da concerto con vista mozzafiato e aperitivo incluso nel chiostro di Michelangelo.

A tagliare il nastro, alle 18:30, la pianista francese Elizabeth Sombart con un programma che è già una dichiarazione d'intenti: l'ultima Sonata in Si bemolle di Schubert — capolavoro estremo, scritto a un passo dalla morte — e una manciata di Notturni di Chopin per addolcire la pillola esistenziale. Curatore e padrone di casa al pianoforte (quando non dirige il traffico artistico) è Sebastiano Brusco, che l'8 novembre cederà il palco al violinista Vadim Brodsky, ucraino-polacco pluripremiato, per un viaggio «da Vienna a Parigi» tra Kreisler, Franck e una sua composizione originale. Il cartellone corre ogni domenica fino al doppio appuntamento clou del 19 e 20 dicembre.

Ma la vera star, diciamolo, è la location. Soprannominata «Chiesa dei Tre Concili» (Lateranense V, Tridentino, Vaticano II), San Silvestro ha ospitato padri della teologia e maestri dell'arte: Michelangelo ci incontrava la sua mecenate Vittoria Colonna nel chiostro, Domenichino e Raffaellino da Brescia ci hanno lasciato pennellate. Eppure per il romano medio è roba da «mai sentita», complice quell'ingresso laterale che sembra un vicolo di servizio. «È la nostra piccola rivincita», sorride Brusco: «portare la grande musica in un luogo che la storia ha letteralmente messo su un piedistallo».

Dopo ogni concerto, il pubblico sale in terrazza-chiostro per l'aperitivo con vista sulla Capitale. Nove metri più in alto, il mondo suona diverso. E beve meglio.

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