Il conto alla rovescia della sesta estinzione di massa: il ciclo del carbonio di Rothman ci avverte
Cinque grandi crisi passate, legate a squilibri del carbonio, ora l’uomo accelera il cambiamento ambientale: la possibilità di una sesta estinzione è concreta, ma il tempo resta il vero nemico.
Secondo Daniel Rothman, geofisico del MIT, le cinque grandi estinzioni di massa della Terra sono il risultato di squilibri del ciclo del carbonio, un equilibrio instabile tra fotosintesi e respirazione. Oggi, le attività umane rilasciano più CO₂ di quanta l’ambiente possa assorbire, accelerando il ritmo di cambiamento ambientale ben al di sopra della capacità di adattamento delle specie. Questo rende plausibile l’inizio di una sesta estinzione di massa, anche se il fenomeno si svolge su un arco temporale più breve rispetto a quello delle precedenti crisi.
Rothman, intervenendo al dibattito moderato dalla climatologa Annalisa Bracco, ha sottolineato che le estinzioni di massa si verificano quando la velocità del cambiamento ambientale supera quella di adattamento degli ecosistemi. Quattro delle cinque crisi precedenti sono state correlate a variazioni significative del ciclo del carbonio, il quale, pur essendo un ciclo naturale tra fotosintesi e respirazione, è oggi destabilizzato dall’eccesso di emissioni antropiche. Il filosofo evolutivo Telmo Pievani ha chiesto se il modello di Rothman sia compatibile con la possibilità di una sesta estinzione; il professore ha risposto con cautela, ponendo l’accento sul fattore tempo: «Un cambiamento rapido è difficile da confrontare con processi su scala più lunga». Le cinque estinzioni passate si sono susseguite in intervalli di milioni di anni, mentre gli squilibri attuali, pur più rapidi, avvengono in un arco temporale più contenuto. Questo rende il rischio di conseguenze gravi comunque presente. Conclude Rothman con un messaggio di cauto ottimismo: «L’equilibrio è una scala temporale più ampia; il cambiamento continua, ma la natura non è mai statica». In altre parole, lo squilibrio è parte integrante dell’equilibrio finale.