Sono nata il 21 a primavera cantata da Milva dalla poesia di Alda Merini

La canzone Sono nata il 21 a primavera cantata da Milva è l’ottima interpretazione musicale composta da Giovanni Nuti di una conosciuta poesia di Alda Merini.

Il brano fa parte dell’album Gli occhi di Milva in cui La Rossa rende un appassionato e riuscito omaggio all’autrice di: La presenza di Orfeo, Paura di Dio, La Terra Santa e L’altra verità. Diario di una diversa... e di tanti altre raccolte poetiche.

La musica di Giovanni Nuti accompagna le parole come un tutt’uno e la voce della Pantera di Goro le rende ancora più intense e coinvolgenti.

Testo di Sono nata il ventuno a primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Testo di Sono nata il 21 a primavera cantata da Milva su poesia di Alda Merini

Testo di Sono nata il 21 a primavera cantata da Milva
Testo di Sono nata il 21 a primavera cantata da Milva

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La poesia fa parte della raccolta Vuoto d’amore pubblicata nel 1991 dedicata al poeta Giorgio Manganelli ma in cui altri componimenti ricordano Saffo, Emily Dickinson, Sylvia Plath, Montale e Quasimodo fra gli altri.

Il video di Sono nata il 21 a primavera cantata da Milva

Da guardare la serata al Teatro Strehler di Milano del 2004 in cui spicca la presenza della stessa Alda Merini sul palco accanto a Milva (video a seguire).

Il concerto di Milva al Teatro Strehler

Proponiamo anche altre poesie dell’antologia:

Lo sguardo del poeta

Se qualcuno cercasse di capire il tuo sguardo
Poeta difenditi con ferocia
il tuo sguardo son cento sguardi che ahimè ti hanno
guardato tremando.

Il componimento Vuoto d’amore che dà il titolo alla raccolta

Della raccolta la poesia Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.

E Il volume del canto dedicato alla poesia.

Il volume del canto mi innamora
Come vorrei io invadere la terra
Con i miei carmi
e che tremasse
Tutta sotto la poesia della canzone.
Io semino parole, sono accorta
Seminatrice delle magre zolle
E pur qualcuno si alza ad ascoltarmi,
uno che il canto l’ha nel cuore chiuso
e che per tratti a me svolge la spola
della sua gaudente fantasia.

Elaborazioni CaffèBook, foto e testo utilizzabili con credit articolo.

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