ll Museum of Modern Art di New York (MoMA) ha presentato di recente un’ampia retrospettiva su Charles White, la prima negli ultimi 30 anni di uno degli artisti afroamericani di maggior successo negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo la cui memoria si era poi sbiadita nel corso degli anni.

La mostra itinerante organizzata da The Art Institute of Chicago e The Museum of Modern Art ha visto come destinazione finale il Los Angeles County Museum of Art (LACMA).

Chicago, New York e Los Angeles sono state le città in cui Charles White ha vissuto e lavorato attraverso diversi stili e media, sebbene i suoi temi siano rimasti approssimativamente coerenti per tutta la sua vita.

Charles White, There Were No Crops This Year
Charles White, There Were No Crops This Year

White si è distinto fin dall’inizio della sua carriera per la maestria del disegno e per i suoi dettagliati ritratti di persone afroamericane con inchiostro, carboncino o matita in cui ha catturato la dura vita del contadino, come “There Were No Crops This Year”(1940).

Black Pope, Charles White
Black Pope (particolare), Charles White

Tra i suoi lavori più conosciuti c’è “Black Pope” (1973), nel quale ha usato oli che ha diluito per rappresentare un papa nero.

Il MoMA ha acquisito l’opera nel 2013 fatto che poi ha portato il prestigioso museo ad interessarsi più approfonditamente al lavoro dell’artista.

Charles Wilbert White, Jr. (2 aprile 1918 – 3 ottobre 1979) e i diritti degli afroamericani

Ma come detto Charles Wilbert White, Jr. è noto per la cronaca nei suoi dipinti, litografie e murales della vita e rappresentazione di soggetti afroamericani.

Il lavoro più noto di White è, probabilmente, The Contribution of the Negro to American Democracy, un murale alla Hampton University.

Quando la presenza dell’artista è diventata importante in diverse gallerie d’arte le opere sono diventate un mezzo anche per evidenziare alcune delle figure della lotta per i diritti del popolo afroamericano.

Quadro retrospettiva Moma
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Charles White, ben consapevole dei personaggi afroamericani che avevano fatto la storia dei diritti fino ai suoi tempi ha agito per farne un’azione divulgativa.

Frederick Douglass, ad esempio, poco noto al grande pubblico, è stato soggetto di un ritratto e di numerosi dipinti in cui l’artista rappresentava la sua lotta.

Nonostante il suo enorme talento, che lo ha portato a dipingere e ad affiancare artisti afroamericani come Harry Belafonte, Bessie Smith, Mahalia Jackson e Paul Robeson, il lavoro di Charles White è stato via via dimenticato dopo la sua morte nel 1979.
Il disegno tradizionale dell’artista non percorreva le strade più seguite dell’arte contemporanea in quel periodo. Negli Stati Uniti dominavano l’espressionismo astratto di Jackson Pollock, il minimalismo e la pop art di Richard Hamilton, Roy Lichtenstein e Andy Warhol.

Tuttavia l’influenza di Charles White è difficile da esagerare, in parte a causa dell’immediatezza del suo lavoro che trasmette un’incredibile forza emotiva e in parte per la sua eredità come insegnante e mentore di lunga data per gli studenti dell’Osis College di Los Angeles.

David Hammons, cui la semplice esistenza di White lo ha portato a dire nel 1970 che prima di lui: “Non ho mai saputo che c’erano pittori o artisti neri”.

“Era una specie di padre spirituale per molti di noi”, lo ha definito il celebre pittore contemporaneo Kerry James Marshall, che ha studiato con White a Otis.

Charles White, quadro
Charles White, quadro

Altre fonti: Wikipedia, Foto di Nels Highberg (Flickr) e Hammer museum

Video su Charles White

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