Sunday Bloody Sunday di Bono e degli U2: storia, testo e video

Nella città nordirlandese di Derry il 30 gennaio 1972 fu una domenica di sangue o come avrebbero rimarcato in una canzone Bono e gli U2: Sunday Bloody Sunday.

Poteva essere stata una domenica di rivendicazione calma e pacifica, queste erano per lo meno le intenzioni dei manifestanti.

Avrebbe potuto esserlo se la macchina da guerra britannica non fosse stata messa in moto da alcuni ordini delle così dette alte sfere del potere.

Se fosse un gioco politico per scatenare maggiori rappresaglie o per acquisire ancora più forza decisionale non è ma stato chiarito…

Le conseguenze invece di quelle decisioni omicide, invece, resteranno per sempre nella storia di Derry, e per estensione dell'Irlanda (ma anche, come macchia, in quella Britannica).

I fatti che ispirarono Sunday Bloody Sunday di Bono e degli U2

Il motivo principale della manifestazione era la protesta contro una legge speciale secondo la quale bastava una richiesta del ministero degli Interni per arrestare gli oppositori senza processo e a tempo indefinito.

John Kelly, portavoce dell'associazione di famiglie Bloody Sunday Trust sostiene che quel giorno mandarono il reggimento paracadutista a Derry:

"per uccidere persone innocenti, distruggere il movimento per i diritti civili e far scappare la gente dalle strade".

I morti furono 14:

Jackie Duddy (17 anni), Patrick Joseph Doherty (31 anni), Bernard McGuigan (41 anni), Hugh Gilmore (17 anni), Kevin McElhinney (17 anni), Michael G. Kelly (17 anni), John Pius Young (17 anni), William Noel Nash (19), Michael M. McDaid (20), James Joseph Wray (22), Gerald Donaghy (17), Gerald (James), McKinney (34), William A. McKinney (27), John Johnson (59).

Il governo aveva inviato a “sigillare le strade” diversi battaglioni di élite dell'esercito britannico, fortemente armati e appoggiati con macchine blindate.

I manifestanti ignoravano completamente questo movimento dell'esercito perché, dopo tutto, era una marcia pacifica e ovviamente non capirono il perché di una tale presenza.

La marcia proseguì fino a trovarsi di fronte ai volti dei soldati.

Alcuni giovani iniziarono, dicono, a lanciare pietre contro le linee formate dai soldati britannici che risposero con lacrimogeni e pallottole di plastica procedendo poi a degli arresti.

Nel mezzo della confusione causata dal gas, i soldati britannici iniziarono a sparare raffiche di fucili mitragliatori sui manifestanti.

La gente fu presa dal panico e cominciò a disperdersi. In mezz'ora i militari spararono 108 colpi ferendo 14 civili e uccidendone altri 13. John Johnston, rimasto ferito quel giorno, morì diverse settimane dopo.

Le conseguenze di quel Sunday Bloody

Le critiche internazionali non si fecero attendere e spinsero il governo britannico a negare ogni responsabilità sostenendo che i soldati avevano agito per autodifesa: perché erano stati attaccati con armi da fuoco e bombe fatte in casa.

Tutti i testimoni, fra giornalisti internazionali e manifestanti affermarono di non aver visto bombe o armi tra la gente. A sostegno di questo alcuni fotografi mostrarono anche gli scatti delle vittime disarmate.

Coloro che furono abbattuti dai colpi dei soldati o fuggivano (colpiti alla schiena) o stavano prestando soccorso ed erano tutti disarmati, alcuni erano minorenni.

Nessun soldato rimase ferito.

Il significato di Sunday Bloody Sunday di Bono e degli U2

Il testo è stato scritto da Bono, (pseudonimo di Paul David Hewson Dublino, 10 maggio 1960) e la canzone faceva parte dell'album War (1983).

Sunday Bloody Sunday di Bono e degli U2 è anche nel primo album dal vivo della band Under a Blood Red Sky ed in The Best of 1980-1990.

Per quanto è un ricordo sempre vivo di quella domenica di sangue Bono ha tenuto a precisare che non si trattava di un inno alla ribellione.

In questo caso il pezzo è più un invito alla riconciliazione, in altre parole è una canzone profondamente pacifista.

Certo la riconciliazione dovrebbe passare attraverso l'ammissione delle responsabilità e le conseguenti condanne, ma l'intento della canzone degli U2 è più rivolto ad una speranza che fatti come quelli della domenica di sangue non accadano più.

How long must we sing this song?
(Per quanto dovremo cantare questa canzone?)

Il batterista degli U2, Larry Mullen Jr. ha detto, sul significato di Sunday Bloody Sunday:

Siamo nella politica umana, non nella politica. Quando parli di Bloody Sunday in Irlanda del Nord, le persone tendono a pensare "Oh, quella volta 13 cattolici furono uccisi dai soldati britannici";

non è di quello che tratta la canzone. Questo è un incidente; l'incidente più famoso nell'Irlanda del Nord, e questo è il modo più efficace per dire "Quanto durerà?" Quanto dovremo sopportare? ".

Non mi interessa chi è chi - cattolico, protestante, qualunque cosa. Sanno che le persone muoiono ogni giorno per amarezza e odio, e ci chiediamo perché? Qual è il punto? E possiamo andare in un altro posto come El Salvador, e troveranno situazioni simili: persone che muoiono.

Dimentichiamo la politica, smettiamo di spararci a vicenda, ci sediamo al tavolo e ne parliamo. (...)

Ci sono poche band che dicono "Perché non abbassano semplicemente le loro armi?";

Ci sono molte band che scelgono una parte dicendo che la politica è spazzatura... E cosa ?!

La vera battaglia è che le persone muoiono, questa è la vera battaglia. Politica e musica sono molto difficili da distinguere;

Dove viene disegnata la linea?

Testo di Sunday Bloody Sunday di Bono e degli U2

I can't believe the news today
Oh, I can't close my eyes and make it go away
How long, how long must we sing this song?
How long? How long?
'Cause tonight
We can be as one
Tonight
Broken bottles under children's feet
Bodies strewn across the dead-end street
But I won't heed the battle call
It puts my back up, puts my back up against the wall
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
Alright, let's go
And the battle's just begun
There's many lost, but tell me who has won?
The trenches dug within our hearts
And mothers, children, brothers, sisters torn apart
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
How long, how long must we sing this song?
How long? How long?
'Cause tonight we can be as one, tonight
Tonight, tonight (Sunday, Bloody Sunday)
Tonight, tonight (Sunday, Bloody Sunday)
Alright, let's go
Wipe the tears from your eyes
Wipe your tears away
I'll wipe your tears away
I'll wipe your tears away (Sunday, Bloody Sunday)
I'll wipe your bloodshot eyes (Sunday, Bloody Sunday)
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
Sunday, Bloody Sunday
And it's true we are immune
When fact is fiction and TV reality
And today the millions cry (Sunday, Bloody Sunday)
We eat and drink while tomorrow they die (Sunday, Bloody Sunday)
The real battle just begun (Sunday, Bloody Sunday)
To claim the victory Jesus won (Sunday, Bloody Sunday)
On Sunday, Bloody Sunday, yeah
Sunday, Bloody Sunday

Foto  testo Sunday, Bloody Sunday

Testo di Sunday Bloody Sunday di Bono e degli U2
Testo di Sunday Bloody Sunday di Bono e degli U2

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Foto Wikipedia Zachary Gillman

Scritto da Consigli d'autore
26 Settembre 2018

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L'analisi delle sue opere rivela un approccio unico alla gestione dello spazio e del tempo. Duchamp esplorava come le mosse di un gioco possano influenzare la percezione del pubblico, creando un dialogo tra l'opera d'arte e lo spettatore simile alla tensione tra due giocatori di scacchi. La raffigurazione dell’interazione dinamica tra giocatore e gioco, artista e pubblico, si manifesta chiaramente nelle sue installazioni e dipinti, dove ogni dettaglio è studiato per provocare una reazione ponderata.

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L’Italia è il Paese dei cellulari: più smartphone che abitanti

In Italia ci sono più cellulari che abitanti. E se la nostra popolazione cala, gettando ombre grigie sul futuro dell’economia, in particolar modo per pensioni e occupazione, sale incessantemente la quota degli smartphone.


78 milioni e 190 mila. A tanto ammontano i dispositivi mobili nel nostro paese, vale a dire il 132% della popolazione, che si assesta intorno ai 58 milioni e 960 mila. A dirlo è il report Digital 2023 curato da
We Are Social, che analizza anche l’utilizzo che gli italiani fanno del cellulare: tanti social, tantissimi video e una bella dose di marketing digitale.


Per cosa si usa il cellulare?


“Cala l’utilizzo di computer (desktop e laptop) e tablet – ha spiegato Matteo Starri, Research e Insight Director di We Are Social - sia in volume sia in share in rapporto al traffico totale, in virtù di una sostanziale assenza di variazioni per quanto riguarda l’utilizzo dei dispositivi mobili, che arrivano al 52% di share”. Ma per cosa si utilizza il cellulare? Al primo posto c’è lo streaming di film o serie tv sulle piattaforme (Netflix, Amazon Prime o Disney Plus in prima linea) davanti all’ascolto di musica online (soprattutto su Spotify e su Youtube). Se al terzo posto troviamo l’utilizzo di app mobile come principale utilizzo dello smartphone, al quarto troviamo il gaming.


"Il gaming mobile, combinato con l'intelligenza artificiale, ha rivoluzionato il modo di giocare, offrendo esperienze altamente personalizzate soprattutto per i giovani. Gli smartphone hanno superato i computer come dispositivi principali per il gioco online, mentre l'IA ottimizza la personalizzazione delle piattaforme, analizzando le preferenze dei giocatori per offrire contenuti su misura. Questa sinergia tra mobile e IA non solo rende il gioco più coinvolgente, ma aumenta anche la fedeltà degli utenti e i ricavi degli operatori del settore", ci racconta Silvia Urso, redattrice di Giochidislots, che recentemente ha analizzato questa relazione tra smartphone e gaming all’interno di un focus pubblicato sul blog.


“Sia i principali giochi online, sia le slot online, sono ormai sbarcati in pianta stabile sugli smartphone, riuscendo così da un lato a soppiantare pc e tablet, dall’altro ad ampliare in una maniera mai vista prima il proprio pubblico”, conclude l’esperta di Giochidislots.


La carica dei social


Con oltre 43 milioni di utenti e un tempo medio di utilizzo di quasi 2 ore al giorno, sono ancora i social media a detenere la palma del contenuto più utilizzato su mobile. E il primo social allora non può che essere WhatsApp, il mezzo principale per mandare messaggi e ormai anche per chiamare e videochiamare. Qui viaggiano le chat con i nostri amici e parenti, ma anche i gruppi di lavoro e le comunicazioni ufficiali, grazie alle nuove funzionalità delle community. Il podio è invece completato da Facebook in seconda posizione e da Instagram. Subito dopo, in ordine, troviamo: Messenger, Telegram, TikTok, Pinterest, X (il vecchio Twitter), Linkedin, Skype e poi, a percentuali di molto più basse, Snapchat, Discord e Reddit.


Interessante guardare anche alle motivazioni per cui si usano i social. Al primo posto c’è la volontà di leggere nuove storie, davanti a passare il tempo e a rimanere in contatto con amici e parenti. Attenti però anche a queste ragioni, messe sempre in evidenza da We Are Social e Meltwater: trovare ispirazioni e contenuti, postare e condividere aspetti della propria vita, guardare live streams, seguire personaggi famosi, in particolare per quanto riguarda lo sport.


Tutto questo comodamente dal palmo di una mano, senza dover accendere il computer e senza dover neppure uscire di casa. Perché il nostro mondo, ormai, è tutto a portata di dito.

Fare soldi partendo da zero

Fare soldi partendo da zero, storie di successo e strade da seguire

“Il successo non è un diritto, deve essere conquistato ogni giorno”. Era questo il motto di Howard Schultz, un nome che per i più potrebbe essere sconosciuto, comune, come tanti altri. E infatti la sua storia inizia come quella di tanti altri: siamo a Brooklyn, negli anni 50, una famiglia povera. Howard inizia a fare lavoretti saltuari, tutti pagati male. Poi qualcosa inizia a cambiare: una borsa di studio gli consente di laurearsi, scopre di essere bravo nelle vendite, inizia a lavorare a Seattle, in un rivenditore di caffè. Poi gira per il mondo, esplora, indaga. Quando la sua vecchia ditta sta per chiudere i battenti, lui decide di investirci.

Non vi abbiamo detto il nome di quel negozio: si chiamava, anzi si chiama, Starbucks. Oggi vanta un fatturato di 26 miliardi di dollari e oltre 30 mila sedi in tutto il mondo. Di storie di successo come questa ne è pieno il mondo, storie dove il fiuto si unisce alle conoscenze, al saper fare. Storie di idee, come quelli che proviamo a offrirvi in questo articolo.

Le opportunità del web

Oggi, rispetto al passato, fare soldi partendo da zero è ancora più facile. Il web, infatti, ha ridotto le distanze, ha ampliato le opportunità, ha offerto a tutti le occasioni per farsi vedere, per farsi conoscere, per tentare la propria strada. Tra le migliori idee di investimento, oggi, ci sono quella di lavorare nel campo dei social media, dal momento che sempre più aziende, enti e istituzioni cercano professionisti in grado di curare la loro immagine su Facebook, su Instagram e sulle altre vetrine social. Un’altra strada che può essere di grande successo è invece quella che guarda a YouTube, dove si può aprire un canale di intrattenimento, dove condividere contenuti interessanti, divertenti o innovativi, oppure sondare la strada dell’influencer marketing, legandosi quindi ad aziende e recensendo i loro prodotti online. Senza parlare poi delle opportunità che si celano dietro gli investimenti in conti deposito, criptovalute, azioni e crowdfunding immobiliare, tutte possibilità che vengono spalancate proprio grazie al web.

Una storia di successo dal mondo dei social

Prendete ad esempio il caso di Francesca Bardelli Novino. La sua famiglia è produttrice di una grande e famosa grappa, ma durante la pandemia la società entra in crisi. Le vendite calano, le visite alla distilleria si bloccano. Francesca decide allora di incontrare gli utenti sul web. Prima organizza una masterclass online, totalmente gratuita, poi inizia a parlare, spiegare e a far scoprire il mondo della grappa a tutti gli interessati, agli appassionati o ai semplici curiosi. “Voglio vivere il fatto di essere una giovane donna in questo settore come una sfida e un’opportunità insieme, sperando di raccontare la Grappa da un nuovo punto di vista”, ha raccontato in una recente intervista.

Due master, certificazione da bartender e da sommelier, una laurea in economia aziendale. E una storia di successo che può essere da stimolo per tutti, anche per chi deve partire da zero.

I 5 libri più interessanti legati al settore del gioco

I 5 libri più interessanti legati al settore del gioco

Da tantissimi anni il settore del gioco è entrato a far parte della storia dell'essere umano, in particolar modo di recente l'avvento dell'online ha attirato le attenzioni di un numero sempre più elevato di giocatori.

Sulle varie piattaforme di casinò virtuali sono tante le offerte e le novità messe a disposizione degli utenti, inoltre anche i grandi amanti delle sale da gioco fisiche si sono ritrovati attività ludiche a portata di clic, come ad esempio le slot machine e i vari giochi di carte più noti come il Poker e il Blackjack. Il gioco, essendo quindi così diffuso, è diventato da tempo anche un tema interessante da trattare e da affrontare per registi e scrittori, che hanno prodotto e scritto opere cinematografiche e letterarie inserite proprio in questo contesto.

Concentrandoci sui romanzi sarebbe troppo semplice menzionare ed approfondire "Il Giocatore" di Fedor Dostoesvskij, probabilmente l'opera scritta sul gioco più famosa in circolazione. Per questo, oggi vi presenteremo un elenco di altri 5 libri sul gioco che nel corso della storia hanno ottenuto un grande successo.

La dama di picche

Il primo dei libri di cui vi parleremo oggi è "La dama di picche", scritto da Aleksandr Puškin e pubblicato nel 1834 all'interno di una raccolta che contiene altre opere dell'autore. La storia si apre con degli ufficiali del Genio seduti intorno ad un tavolo da gioco, tra questi rientra il protagonista, Hermann, che nonostante la passione per il gioco sembrerebbe essere fermamente convinto di non voler iniziare a giocare e a frequentare determinati ambienti. Ciò che lo porta a cambiare idea, però, è il racconto di un altro dei presenti, Tomskij, che narra una vicenda inerente a sua nonna. Quest'ultima, infatti, era una grande appassionata del gioco d'azzardo, ma a costo di giocare e di rischiare si è ritrovata con dei grandi debiti da dover saldare. Chiesto un prestito al conte di Saint-Germain per risanare il debito, quest'ultimo decide di rifiutare la richiesta e di aiutarla in un altro modo. Secondo il conte, infatti, un prestito non avrebbe assolutamente cambiato la situazione della nonna di Tomskij, per questo motivo decide di insegnarle un trucco, gelosamente custodito dalla donna, per vincere a carte in qualsiasi occasione.

Colpito dalla vicenda, Hermann decide di cercare in ogni maniera di scoprire quel segreto, per questo si apposta spesso davanti all'abitazione della contessa, finendo per dichiarare un amore puramente convenzionale alla badante di quest'ultima. Dopo un primo rifiuto, Lizaveta, la badante, cede alle avances di Hermann e lo aiuta ad introdursi in casa per avere un incontro privato con la contessa. La nonna di Tomskij decide di non rivelare il suo segreto al protagonista, che per minacciarla tira fuori una pistola scarica. Presa dallo spavento, la contessa muore. Scosso dall'accaduto, Hermann, che con l'aiuto di Lizaveta è riuscito a cancellare le prove, si reca al funerale della nonna di Tomskij, che gli appare in sogno al termine di un sonno profondo, dicendogli di puntare tutto il bottino una sera sul tre, una sera sul sette e un'ultima sera sull'asso. Hermann la prima sera gioca e punta tutto sul tre, vincendo.

La seconda sera punta tutto sul sette e ottiene il medesimo risultato, infine punta tutto sull'asso ma al suo posto esce una dama di picche, che presenta il volto beffardo della contessa. La storia termina con Hermann rinchiuso in un centro psichiatrico mentre continua a ripetere: "tre, sette, asso, tre, sette, dama...".

La musica del caso

Il secondo romanzo di cui vi parliamo oggi è "La musica del caso", scritto nel 1990 da Paul Auster, che nelle sue opere torna spesso sulla riflessione sul caso. La storia narra le vicende di Jim Nasce, un vigile del fuoco che, una volta separatosi dalla moglie, a causa delle difficoltà economiche si vede costretto ad affidare la figlia di due anni alla sorella, che vive in un altro paese. Una volta defunto il padre, con il quale non aveva un grande rapporto, Jim eredita una piccola fortuna e la sfrutta per istituire un fondo fiduciario per la figlia, per acquistare una nuova macchina e per viaggiare sulle strade americane senza una meta ben precisa.

Durante il viaggio conosce Jack Pozzi, un giocatore di poker professionista che lo convince a partecipare ad un torneo per avere la meglio su Flower e Stone, due milionari piuttosto eccentrici. La partita si svolge all'interno di una casa dal clima piuttosto cupo, Jim e Jack escono sconfitti dal torneo e vengono clamorosamente imprigionati. Per ottenere la libertà, i due devono riuscire nell'impresa di costruire un muro con le pietre di un vecchio castello irlandese del XV secolo che i due milionari hanno acquistato e poi fatto smantellare.

La mano sbagliata

Un altro libro piuttosto noto sul gioco è senza ombra di dubbio "La mano sbagliata", che, scritto da Jean-Michel Guenassia, racconta le vicende di Baptiste Dupré, un giocatore incallito che nella sua vita come solo ed unico scopo ha quello di diventare il miglior pokerista di sempre. La scintilla scatta nel momento in cui realizza di avere una vita monotona, seppur da benestante considerando il matrimonio con la figlia di uno degli avvocati più ricchi di Parigi e considerando lo studio legale ereditato dal suocero.

Per spezzare la monotonia, quindi, Baptiste Dupré decide di ricominciare a giocare, ma questa scelta finisce per rivelarsi folle e lo trascina in un quadro piuttosto scomodo. Il romanzo di Guenassia è ricco di suspense, colpi di scena e si concentra moltissimo sugli aspetti psicologici di tutti i personaggi.

Bringing Down The House

Il quarto libro che vi presentiamo oggi è "Bringing Down The House", scritto e pubblicato da Ben Mezrich e con il Blackjack come tema principale. La storia, vera, è ambientata tra il 1996 e il 1998 e narra le vicende di un gruppo di studenti di matematica del Massachusetts Institute of Technology, che, guidati da un loro geniale professore, decidono di dare l'assalto alle sale da gioco più importanti e note di Las Vegas. Attraverso un abile sistema di conteggio delle carte i protagonisti vincono milioni e milioni di dollari ai tavoli del Blackjack, ma la potente mafia che controlla il settore del gioco a Las Vegas non resta a guardare e decide di mettergli i bastoni tra le ruote.

Fear and Loathing in Las Vegas

L'ultimo libro di cui vi parliamo oggi è "Fear and Loathing in Las Vegas", scritto da Hunter S. Thompson ed incentrato sul mondo delle scommesse. Il celebre film "Il panico e la follia a Las Vegas", con protagonisti Johnny Depp e Benicio Del Toro, tra i protagonisti di altre grandi pellicole come "Vizio di Forma", si è ispirato proprio a questo libro, famosissimo e popolarissimo nonostante contenga dei cenni autobiografici riferiti all'autore. I protagonisti della vicenda sono Raoul Duke e il dottor Gonzo, tutta la storia ruota intorno ad un giornalista che ha come compito quello di occuparsi di un reportage sulle corse dei cavalli e su altri sport per la sezione scommesse sportive dell'outlet in cui lavora.