John Gerard, il leggendario gesuita che fuggì dalla Torre di Londra

Negli ultimi anni del XVI secolo, il gesuita John Gerard (4 ottobre 1564 – 27 luglio 1637) divenne una figura leggendaria per un’impresa allora impensabile:

fuggire dalla Torre di Londra.

Leggendario, non perché ci sia una mancanza di storicità nelle documentazioni, ma a causa dell’audacia delle impresa stessa.

Il gesuita nella Torre di Londra

È passato alla storia anche con il soprannome di “gesuita appeso” e “sacerdote cacciato” (o braccato), perché così intitolò il libro che i suoi superiori lo spinsero a scrivere:

The Autobiography of a Hunted Priest (in italiano tradotto e pubblicato come Autobiografia di un gesuita dei tempi di Elisabetta).

Torture all'epoca di John Gerard nella Torre di Londra
Torture all’epoca di John Gerard nella Torre di Londra

Il soprannome “appeso”, nel suo caso, veniva da quanto subì nella camera di tortura della tenebrosa Torre di Londra.

Lì, dopo avergli slogato i polsi e le spalle, lo legarono mani e piedi e lo appenderono mettendo tutto il corpo in tensione provocandogli un intenso dolore.

Thomas More (in italiano Tommaso Moro Londra, 7 febbraio 1478 – Londra, 6 luglio 1535),

John Fisher (o Giovanni Fisher Beverley, 1469 – Londra, 22 giugno 1535),

Edmund Campion (Londra, 24 gennaio 1540 – Tyburn, 1º dicembre 1581),

Nicholas Owen (anche Nicola Owen Oxford, 1550 circa – Londra, 22 marzo 1606)…

La lista dei martiri causata dalla persecuzione religiosa in Inghilterra dopo la Riforma anglicana di Enrico VIII Tudor (Greenwich, 28 giugno 1491 – Londra, 28 gennaio 1547), e con particolare virulenza nel regno di Elisabetta I Tudor (Greenwich, 7 settembre 1533 – Richmond upon Thames, 24 marzo 1603)), impressiona per la sua barbarie.

John Gerard e la prigionia

Quando arrivò il momento di padre John Gerard (fu catturato il 23 aprile 1594), il gesuita aprì la bocca solo per dire il nome di Gesù.

I suoi carcerieri non furono in grado di ottenere alcuna informazione, soprattutto cercavano padre Henry Garnet (Heanor, luglio 1555 – Londra, 3 maggio 1606).

Eppure ci misero molto impegno con Gerard perché volevano ottenere dei risultati importanti contro i cattolici.

Padre Henry Garnet sarebbe stato arrestato e condannato solo nel 1606 per la Congiura delle polveri, o Congiura dei gesuiti (The Gunpowder Plot, o Jesuit Treason) colpevole di non aver rivelato le cose che aveva saputo in confessione.

John Gerard, vita di un cattolico nell’Inghillterra di Elisabetta I

John Gerard era nato nel Derbyshire, secondogenito di Sir Thomas Gerard di Bryn.
Trascorse due anni in una prigione per cattolici in gioventù.

Studiò a Oxford e Parigi, quindi entrò nei gesuiti per tornare nel suo paese natale nel 1588, quando, come egli stesso narrò in seguito, “venivano organizzate ovunque cacce di cattolici, le loro case erano perquisite ed erano controllate per catturarli”.

San Pio V aveva scomunicato la regina Elisabetta I il 25 febbraio 1570 per eresia, decretandone decaduto il diritto di governare con il Regnans in Excelsis esentando i cattolici dal dovere di obbedirle, per questo furono considerati come traditori dagli anglicani.

Ai gesuiti, in particolare, fu proibito di entrare in Inghilterra dal 1585.

Padre John Gerard era, quindi, un fuorilegge nel suo stesso paese dal momento in cui vi aveva posto piede di nuovo.

Per sei anni esercitò i suoi servizi ai cristiani perseguitati amministrando clandestinamente i sacramenti.

Risiedeva in rifugi segreti di alcune case o castelli inglesi e spesso doveva correre a nascondersi se nel mezzo di una celebrazione apparivano dei servitori della regina.

Dopo più di cinque anni nei quali era diventato uno dei nemici pubblici più ricercati, padre John Gerard fu catturato e torturato con brutalità speciale, anche se la sua ferma determinazione lo liberarono da alcune torture che i carcerieri della Torre di Londra ritennero inutili.

John Gerard: la fuga dalla Torre di Londra

Trascorse tre anni in prigione.

Padre John Gerard si convertì in leggenda il 4 ottobre 1597 fuggendo dalla Torre di Londra.

Era imprigionato nella torre Salt, una delle più protette.

Ma Padre John Gerard ottenne il permesso di visitare John Arden, che era stato incarcerato per la sua fede per dieci anni nella torre della Cradle.

Fuggirono entrambi calandosi dalla finestra di Arden

Si ritiene che la fuga sia stata ideata da Nicholas Owen con l’aiuto di altri membri della clandestinità cattolica, quali probabilmente i fratelli gesuiti Richard Fullwood e John Lilli.

John Gerard e John Arden si calarono lungo una fune appesa sul fossato della Torre durante la notte.

Nonostante il fatto che le sue mani fossero ancora mutilate dalle torture che aveva subito riuscì comunque scendere.

Riuscì anche ad organizzare la fuga del suo carceriere, con il quale era diventato amico e che sapeva sarebbe stato ritenuto responsabile dell’evasione.

La sua fuga fece clamore, e come altre fughe dal carcere più moderne, accese critiche e fece nascere misteri su come era avvenuta.

Subito dopo la sua fuga, si unì a Henry Garnet e Robert Catesby a Uxbridge.

Più tardi, Gerard si trasferì nella casa di Dowager Elizabeth Vaux a Harrowden, vicino a Wellingborough, nel Northamptonshire.

Da questa base di operazioni continuò la sua attività sacerdotale avvicinando molti alla Chiesa cattolica, tra cui Everard Digby, uno dei cospiratori nella Congiura delle Polveri.

John Gerard rimase ancora otto anni in Inghilterra finché non gli fu assegnato di viaggiare in Europa per formare, con la sua esperienza, nuovi missionari.

Trascorse il resto della sua vita nel Collegio Inglese di Roma e, verso la fine dei suoi giorni, i suoi superiori gli chiesero di scrivere le sue memorie.

Lo fece in latino, nell’autobiografia… citata e tradotta in inglese nel 1871.

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